Da seguire: – Aste – Offerta a breve termine in Francia (10 miliardi di euro) e Germania (4 miliardi)…..

Area euro
– Il PMI composito dovrebbe toccare un livello di 53,6 da un precedente 53,0 coerente con una (moderata) crescita del PIL anche nei mesi autunnali. Il PMI manifatturiero dovrebbe toccare un livello di 51,2 da un precedente 50,7, ci aspettiamo un ulteriore aumento della componente ordini. Il PMI dei servizi è visto in modesta salita 52,9 da un precedente 52,6 dopo il forte miglioramento del mese precedente.
Stati Uniti
– Le vendite di case esistenti sono previste in aumento a 5,7 milioni di unità ann. a ottobre, da 5,57 milioni a settembre, proseguendo sul trend al rialzo iniziato a inizio 2009. I contratti di compravendita sono in aumento ininterrotto da febbraio 2009, e in accelerazione dal 2° trimestre sulla scia degli incentivi fiscali (+6,3% medio nel periodo agosto-settembre) soprattutto nelle regioni meridionali e occidentali. Il Congresso ha esteso e ampliato gli incentivi per l’acquisto di immobili, pertanto è probabile che l’aumento delle vendite prosegua nei prossimi trimestri.
I market mover della settimana
Nell’area euro la tornata di indagini di clima di novembre dovrebbe confermare la fase di graduale ripresa ciclica. Il PMI composito è visto in crescita di circa mezzo punto a 53,6 con un miglioramento sia nel manifatturiero (51,2) che nei servizi (52,9). L’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione è atteso a 87,4 da un precedente 86,2. L’indice IFO è visto a 92,4 (da 91,9). La fiducia dovrebbe aumentare a un ritmo più blando in Francia e più sensibile in Italia. L’inflazione tedesca è vista tornare in territorio positivo a novembre a +0,5% a/a. La dinamica della massa monetaria potrebbe frenare ancora a novembre a 0,8% a/a dall’1,8% a/a del mese precedente.
Negli Stati Uniti, la fiducia delle famiglie a novembre dovrebbe vedere una stabilizzazione su livelli contenuti. La nuova stima del PIL del 3° trimestre dovrebbe essere rivista verso il basso. La spesa personale a ottobre dovrebbe essere in aumento, spinta dalle auto, mentre il reddito dovrebbe aumentare a un ritmo più contenuto. Le vendite di case (nuove ed esistenti) a ottobre dovrebbero essere in rialzo, sostenute dagli incentivi fiscali. Il focus sarà sulla pubblicazione dei verbali della riunione del FOMC di novembre.
Venerdì sui mercati
La flessione degli indici azionari ha favorito un effimero calo dell’euro sul dollaro, giunto fino a 1,4797 ma poi completamente riassorbito. Più persistente la flessione della sterlina, mentre lo yen si è rafforzato ad ampio raggio. Da segnalare che le quotazioni dell’oro hanno ripreso a crescere e questa mattina si aggirano sui 1165 dollari per oncia. Le curve dei tassi sono state oggetto di un nuovo appiattimento che sul tratto 10-2 anni, pari a circa 4pb su Bund e Btp e a 2 sugli UST. Salgono i tassi impliciti nei future Euribor. Pausa nell’allargamento degli spread sovrani nell’eurozona.
Area euro
Trichet è intervenuto alla conferenza sul sistema bancario a Francoforte ed ha ribadito che non tutte le misure straordinarie adottate dalla BCE saranno necessarie in futuro e che saranno rimosse gradualmente. Continuiamo a ritenere che alla riunione del 3 dicembre la BCE offrirà solo indicazioni limitate sulla possibile uscita dalle misure straordinarie.
Stati Uniti
Evans (Chicago Fed) ha detto che il tasso di disoccupazione potrebbe continuare a salire fino alla primavera 2010, toccando un massimo vicino a 10,5%. La crescita dovrebbe essere fra il 3 e il 3,5% nei prossimi 18 mesi, con un’espansione più solida nella seconda metà del prossimo anno. Secondo Evans, la qualificazione “per un periodo esteso” che caratterizza lo scenario di tassi bassi dovrebbe essere interpretata come almeno “tre riunioni, magari di più”: questo equivale quindi a un periodo di circa sei mesi. Bullard (St Louis Fed) ha detto che la banca centrale dovrebbe mantenere aperti i programmi di acquisto di titoli, se pure con ritmi di intervento contenuti anche oltre marzo, invece di segnalare che vengono chiusi.
Analisi Daily
Appendice
Certificazione degli analisti
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(1) Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;
(2) Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.
Comunicazioni importanti
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– Aste – L’Italia colloca il nuovo BTP 4,25% 03/2020 per un ammontare di 4-5 mld, e riapre rispettivamente per 2-2,5 mld e per 1,5-2,25 mld il BTP 2,5% 07/2012 e il CCT 07/2016.
Area Euro
– L’operazione di rifinanziamento a 1 anno dovrebbe chiudersi con un’allocazione di fondi inferiore ai 442 mld dell’asta del 22 giugno, dato il miglioramento delle condizioni di mercato monetario e, soprattutto, il calo dei tassi a brevissimo termine che nel frattempo è intervenuto. La stima di consenso è di 135 mld. L’asta sarà condotta a tasso fisso e senza l’applicazione di uno spread sul refi.
– L’indice di fiducia economica della Commissione UE offrirà un quadro più completo sulla situazione ciclica nell’area euro. Il ritmo della ripresa sembra aver rallentato a fine estate stando alle indagini nazionali che hanno mostrato aumenti inferiori alle attese in Germania, Belgio e Olanda. L’indice sintetico è visto in salita a 81,8, da un precedente 80,6. Se confermato, il dato lascerebbe la media per il 3° trimestre a 79,5, da un precedente 70,2 coerente con una contrazione meno pesante del PIL nei mesi estivi.
– Italia. L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali è visto mantenere una crescita annua stabile a 2,1% a/a ad agosto. Si tratta di un deciso rallentamento dal picco di 4,3% a/a toccato a gennaio. Le retribuzioni contrattuali potrebbero rimbalzare lievemente fino a 2,8% a/a nei mesi autunnali, per effetto dell’applicazione di incrementi previsti, ma c’è il rischio di un successivo rallentamento sotto il 2% tra fine 2009 e inizio 2010, per via degli effetti ritardati dell’aumento in corso della disoccupazione.
– Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è vista in aumento per il sesto mese consecutivo a settembre. Stimiamo l’indice ISAE a 76,6, da 74,8 precedente. La fiducia è ormai in deciso recupero dal minimo di marzo (62), pur rimanendo ben al di sotto della media storica (88,2). Il dato sarebbe coerente con il recupero di fiducia visto negli altri Paesi europei. Confortante il fatto che, a partire dal mese scorso, il miglioramento abbia cominciato a riguardare le valutazioni delle imprese sugli ordini, mentre fino ad allora il recupero era guidato soprattutto dalla fase di decumulo dei magazzini.
Stati Uniti
– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a settembre dovrebbe salire a 55 da 54 di agosto. Nelle ultime settimane gli indici di fiducia non hanno segnalato nuovi miglioramenti: la fiducia dovrebbe oscillare nel range ristretto degli ultimi quattro mesi (47,4-54,8). Ad agosto l’indagine del Conference Board aveva registrato un ampio aumento della componente aspettative (+10,1), mentre quella corrente si era riportata solo sul livello di luglio (+1,6, a 24,9). Anche gli indicatori del mercato del lavoro erano migliorati ad agosto senza segnare nuovi massimi (a -40,9 ad agosto, risultato meno brillante che a maggio, a -38,1).
Ieri sui mercati
Le tensioni sullo yen hanno suggerito alle autorità monetarie nipponiche una correzione di tiro: Fuji ha affermato che gli attuali movimenti dei cambi sono “naturali”, ma che potrebbe agire se diventassero abnormi; in ogni caso, non ha mai sostenuto né uno yen forte, né uno yen debole. Il rimbalzo degli indici azionari ha brevemente riportato il cambio euro/dollaro verso 1,465, con massimi a 1,4680. Dollaro fra 89,5 e 90,6 yen, ampiamente sopra i minimi di 88,23 toccati nella notte fra domenica e lunedì. La sterlina, scesa fino a 1,576, in seguito è rientrata fra 1,5870-1,5960. Dollaro australiano sostenuto anche da voci di rialzo dei tassi a novembre e dicembre. Calo dei rendimenti sui titoli di stato, nuovamente più marcato sulle scadenze lunghe delle curve. Stabili i corsi delle materie prime, con moderati rialzi per il petrolio ($0,69 per la prima scadenza del Light Crude Future).
Area Euro
Germania. A settembre l’indice dei prezzi al consumo è calato di 0,3% m/m, più debole delle stime di consenso ma in linea con la nostra previsione. Sull’anno i prezzi al consumo calano di 0,2% /a e di 0,3% /a sulla misura armonizzata. La flessione dei prezzi è riconducibile al rientro delle pressioni sui prezzi delle benzine ed alimentari freschi. L’inflazione tedesca dovrebbe tornare positivada fine 2009.
Italia. La fiducia dei consumatori ha continuato a salire a settembre, battendo ancora una volta la più rosea delle previsioni. L’indice è così arrivato a 113,6 (da 111,8 di agosto), arrivando ai massimi da oltre 7 anni. Peraltro, il miglioramento riguarda più la valutazione sulla situazione economica generale del Paese che non la situazione personale degli intervistati, migliorata solo lievemente a 125,9 da 125. Continuano a salire (rimanendo comunque al di sotto dei massimi toccati a marzo) le attese sulla disoccupazione.
Stati Uniti
Il Chicago Fed National Index, l’indice composito del ciclo costruito sulla base di ben 85 diversi indicatori, è tornato a scendere ad agosto (a -0,90) dopo aver toccato a luglio (a -0,56) un massimo da gennaio 2008. Il peggioramento è dovuto principalmente agli indicatori sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione è salito di 3 decimi a 9,7%). L’indicatore è su livelli ancora recessivi ma segnala un deciso attenuarsi della recessione rispetto ai primi mesi dell’anno.
Giappone
L’inflazione ad agosto è scesa a -2,2% a/a; al netto di alimentari freschi l’indice scende a -2,4% a/a. La misura sottostante (ex energia e alimentari) segna -0,9% a/a. Anche i dati di Tokyo per settembre vedono ancora cali marcati.
L’indice di fiducia delle piccole imprese è salito a settembre a 43,5 da 41,8, in aumento continuo dai minimi di 24,9 di gennaio.






