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23/10/09 Germania. L’indice IFO sintetico dovrebbe risultare ancora in aumento a ottobre, a 91,8 da 91,3.

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Da seguire: Area Euro: – Francia. La spesa per consumi è stata nettamente più forte del previsto, con un incremento di 2,3% m/m, contro aspettative di un incremento più modesto a settembre…

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(consenso, +0,5% m/m) dopo la flessione superiore al punto percentuale registrata nei due mesi precedenti. Le vendite risultano in aumento di 1% a/a, da -1,3% a/a di agosto. I dati di settembre sono gonfiati dalle vendite di auto (+10,2% m/m) , ma anche gli altri comparti sono in crescita.

– Germania. L’indice IFO sintetico dovrebbe risultare ancora in aumento a ottobre, a 91,8 da 91,3. Dopo sei incrementi consecutivi (dal minimo di 82,2 di marzo), l’indice resterebbe comunque su un trend di ripresa (siamo peraltro ancora al di sotto della media storica, 96). A fronte di un sensibile miglioramento della valutazione della situazione corrente (che resterebbe comunque su livelli storicamente assai depressi, a 88 da 87 precedente), potrebbe risultare poco variata la componente aspettative (95,7). L’IFO è ora su livelli coerenti con un ritorno a una crescita annua positiva per l’economia tedesca tra fine 2009 e inizio 2010.

– Il PMI manifatturiero dell’area euro è visto ancora in progresso a ottobre dopo il miglioramento degli ultimi mesi. Tuttavia, l’incremento potrebbe essere più modesto di quello registrato nei mesi estivi. Stimiamo un indice a 49,5 da 49,3. Anche il PMI dei servizi, già da settembre in territorio espansivo, è atteso in lieve salita, a 51,0 da 50,9. Interessante sarà soprattutto valutare l’andamento dell’indice di occupazione, sceso a 45,6 a settembre da 47,8 di ottobre. Di conseguenza il PMI composito è atteso in crescita a 51,3 da 51,1, su livelli coerenti con una crescita del PIL positiva anche nel 4° trimestre dell’anno.

– Gli ordini all’industria nell’area euro sono visti in crescita per il terzo mese consecutivo ad agosto. Dopo il +4.1% m/m di giugno e il +2% m/m di luglio, in agosto si potrebbe registrare un progresso di +1,2% m/m.

Stati Uniti

– Le vendite di case esistenti a settembre dovrebbero essere in aumento a 5,4 milioni, dopo il calo inatteso a 5,1 milioni (-2,7% m/m) di agosto.

Ieri sui mercati

I mercati azionari hanno avuto performance divergenti ieri, con rialzi negli Stati Uniti e correzioni in Europa. L’euro è tornato stabilmente al di sopra della soglia 1,50. Mercati obbligazionari misti negli Stati Uniti in risposta alle borse e agli annunci di emissioni del Tesoro (10 anni, +3pb a 3,41, 2 anni rendimenti in calo ieri di 2pb, ma in rialzo questa mattina +6pb a 0,99%). In Europa, rendimenti circa stabili ieri, ma in rialzo in apertura questa mattina.

Fitch ha annunciato un peggioramento del rating della Grecia a A- da A, con un out look negativo. Secondo Fitch il downgrade riflette l’annuncio della Grecia di un probabile deficit del 12,5% nel 2009, superiore all’aspettativa di Fitch di un deficit del 6% del PIL. Fitch ora prevede un rapporto debito/PIL del 115% a fine 2009 e un deficit al di sopra del 9% nel 2010.

Il Financial Times riporta che la Fed potrebbe essere in procinto di modificare la parte del linguaggio del comunicato che ancora il sentiero futuro dei tassi.

Area Euro

Francia. La fiducia delle imprese manifatturiere è salita più del previsto a ottobre, a 89 da 86 precedente. L’aumento è stato superiore alle attese. L’indice rimane sotto la media storica (99), ma in deciso recupero dai minimi (a 68) toccati tra febbraio e marzo.

Belgio. L’indice di fiducia delle imprese della Banca del Belgio è salito più del previsto a ottobre, a -14,2 da -17,8 di settembre.

Italia. Le vendite al dettaglio sono calate a sorpresa per il quarto degli ultimi cinque mesi ad agosto, di -0,1% m/m (da -0,3% m/m precedente).

Stati Uniti

I nuovi sussidi di disoccupazione sono saliti a 531mila nella settimana conclusa il 17 ottobre, da 520 mila (rivisto da 514 mila) della settimana precedente.

Ancora discorsi dalla Fed. Rosengren (Boston Fed) ha segnalato con preoccupazione rischi di ricaduta in recessione per l’economia americana : questo è il motivo per cui la Fed “non vuole rimuovere lo stimolo troppo presto”.

C. Romer, presidente del Council of Economic Advisers, in un’audizione di fronte al Joint Economic Committee ha affermato che il pacchetto di stimolo fiscale approvato nel 1° trimestre di quest’anno ha creato o salvato almeno 1,5 milioni di posti di lavoro.

L’indice dei leading indicators a settembre è salito dell’1% m/m, con un contributo positivo di tutte le componenti tranne la settimana lavorativa e le nuove licenze edilizie.

I prezzi delle case rilevati dall’indice FHFA ad agosto sono scesi dello 0,3% m/m, il primo calo dopo 3 mesi consecutivi di rialzi.

Analisi Daily

Fonte: Intesa Sanpaolo S.p.A.


Appendice
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Da seguire:

– Aste – L’Italia colloca il nuovo BTP 4,25% 03/2020 per un ammontare di 4-5 mld, e riapre rispettivamente per 2-2,5 mld e per 1,5-2,25 mld il BTP 2,5% 07/2012 e il CCT 07/2016.

Area Euro

– L’operazione di rifinanziamento a 1 anno dovrebbe chiudersi con un’allocazione di fondi inferiore ai 442 mld dell’asta del 22 giugno, dato il miglioramento delle condizioni di mercato monetario e, soprattutto, il calo dei tassi a brevissimo termine che nel frattempo è intervenuto. La stima di consenso è di 135 mld. L’asta sarà condotta a tasso fisso e senza l’applicazione di uno spread sul refi.

– L’indice di fiducia economica della Commissione UE offrirà un quadro più completo sulla situazione ciclica nell’area euro. Il ritmo della ripresa sembra aver rallentato a fine estate stando alle indagini nazionali che hanno mostrato aumenti inferiori alle attese in Germania, Belgio e Olanda. L’indice sintetico è visto in salita a 81,8, da un precedente 80,6. Se confermato, il dato lascerebbe la media per il 3° trimestre a 79,5, da un precedente 70,2 coerente con una contrazione meno pesante del PIL nei mesi estivi.

– Italia. L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali è visto mantenere una crescita annua stabile a 2,1% a/a ad agosto. Si tratta di un deciso rallentamento dal picco di 4,3% a/a toccato a gennaio. Le retribuzioni contrattuali potrebbero rimbalzare lievemente fino a 2,8% a/a nei mesi autunnali, per effetto dell’applicazione di incrementi previsti, ma c’è il rischio di un successivo rallentamento sotto il 2% tra fine 2009 e inizio 2010, per via degli effetti ritardati dell’aumento in corso della disoccupazione.

– Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è vista in aumento per il sesto mese consecutivo a settembre. Stimiamo l’indice ISAE a 76,6, da 74,8 precedente. La fiducia è ormai in deciso recupero dal minimo di marzo (62), pur rimanendo ben al di sotto della media storica (88,2). Il dato sarebbe coerente con il recupero di fiducia visto negli altri Paesi europei. Confortante il fatto che, a partire dal mese scorso, il miglioramento abbia cominciato a riguardare le valutazioni delle imprese sugli ordini, mentre fino ad allora il recupero era guidato soprattutto dalla fase di decumulo dei magazzini.

Stati Uniti

– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a settembre dovrebbe salire a 55 da 54 di agosto. Nelle ultime settimane gli indici di fiducia non hanno segnalato nuovi miglioramenti: la fiducia dovrebbe oscillare nel range ristretto degli ultimi quattro mesi (47,4-54,8). Ad agosto l’indagine del Conference Board aveva registrato un ampio aumento della componente aspettative (+10,1), mentre quella corrente si era riportata solo sul livello di luglio (+1,6, a 24,9). Anche gli indicatori del mercato del lavoro erano migliorati ad agosto senza segnare nuovi massimi (a -40,9 ad agosto, risultato meno brillante che a maggio, a -38,1).

Ieri sui mercati

Le tensioni sullo yen hanno suggerito alle autorità monetarie nipponiche una correzione di tiro: Fuji ha affermato che gli attuali movimenti dei cambi sono “naturali”, ma che potrebbe agire se diventassero abnormi; in ogni caso, non ha mai sostenuto né uno yen forte, né uno yen debole. Il rimbalzo degli indici azionari ha brevemente riportato il cambio euro/dollaro verso 1,465, con massimi a 1,4680. Dollaro fra 89,5 e 90,6 yen, ampiamente sopra i minimi di 88,23 toccati nella notte fra domenica e lunedì. La sterlina, scesa fino a 1,576, in seguito è rientrata fra 1,5870-1,5960. Dollaro australiano sostenuto anche da voci di rialzo dei tassi a novembre e dicembre. Calo dei rendimenti sui titoli di stato, nuovamente più marcato sulle scadenze lunghe delle curve. Stabili i corsi delle materie prime, con moderati rialzi per il petrolio ($0,69 per la prima scadenza del Light Crude Future).

Area Euro

Germania. A settembre l’indice dei prezzi al consumo è calato di 0,3% m/m, più debole delle stime di consenso ma in linea con la nostra previsione. Sull’anno i prezzi al consumo calano di 0,2% /a e di 0,3% /a sulla misura armonizzata. La flessione dei prezzi è riconducibile al rientro delle pressioni sui prezzi delle benzine ed alimentari freschi. L’inflazione tedesca dovrebbe tornare positivada fine 2009.

Italia. La fiducia dei consumatori ha continuato a salire a settembre, battendo ancora una volta la più rosea delle previsioni. L’indice è così arrivato a 113,6 (da 111,8 di agosto), arrivando ai massimi da oltre 7 anni. Peraltro, il miglioramento riguarda più la valutazione sulla situazione economica generale del Paese che non la situazione personale degli intervistati, migliorata solo lievemente a 125,9 da 125. Continuano a salire (rimanendo comunque al di sotto dei massimi toccati a marzo) le attese sulla disoccupazione.

Stati Uniti

Il Chicago Fed National Index, l’indice composito del ciclo costruito sulla base di ben 85 diversi indicatori, è tornato a scendere ad agosto (a -0,90) dopo aver toccato a luglio (a -0,56) un massimo da gennaio 2008. Il peggioramento è dovuto principalmente agli indicatori sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione è salito di 3 decimi a 9,7%). L’indicatore è su livelli ancora recessivi ma segnala un deciso attenuarsi della recessione rispetto ai primi mesi dell’anno.

Giappone

L’inflazione ad agosto è scesa a -2,2% a/a; al netto di alimentari freschi l’indice scende a -2,4% a/a. La misura sottostante (ex energia e alimentari) segna -0,9% a/a. Anche i dati di Tokyo per settembre vedono ancora cali marcati.

L’indice di fiducia delle piccole imprese è salito a settembre a 43,5 da 41,8, in aumento continuo dai minimi di 24,9 di gennaio.

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