Analisi Daily
a cura di: Intesa Sanpaolo S.p.A.
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Da seguire:
Il presidente Obama riunisce oggi un summit di “responsabilità fiscale” per discutere i programmi che influenzeranno entrate e uscite nei prossimi anni. Martedì, il presidente parlerà in Congresso per delineare lo scenario fiscale per i prossimi anni, mentre giovedì il presidente dovrebbe presentare le linee guida dello scenario per il budget dei prossimi dieci anni. Secondo il WSJ i programmi di medio termine dell’amministrazione dovrebbero includere la reintroduzione dei vincoli adottati negli anni ’90 per contenere il deficit noti con il nome pay-go. Con questi vincoli, il Congresso sarebbe obbligato a rendere esplicito il finanziamento di ogni nuova misura attraverso tagli di spesa o aumenti di imposta esistenti. L’obiettivo dell’Amministrazione per il medio termine sarebbe di riportare il deficit a 533 mld di dollari nel 2013. Il deficit potrebbe superare i 2000 miliardi di dollari quest’anno.
I market mover della settimana
Nell’area euro sono in calendario gli indici di fiducia europei e dei singoli paesi esclusa la Francia. Non sono attesi segnali significativi di inversione di tendenza. Ci aspettiamo lievi miglioramenti dell’indice IFO e BNB, ma un leggero calo per l’ISAE e l’indice di fiducia europeo. Le indicazioni sulle condizioni del mercato del lavoro appaiono più chiare, con un aumento atteso del tasso di disoccupazione tedesco ed europeo. I dati preliminari di inflazione in Germania mostreranno un nuovo calo su base tendenziale a febbraio.
Negli Stati Uniti, i dati mostreranno un’ampia revisione verso il basso della stima del PIL del 4° trimestre. Gli ordini di beni durevoli e le vendite di case nuove a gennaio saranno ancora in calo, mentre le vendite di case esistenti potrebbero risalire. Anche le indagini di fiducia delle famiglie resteranno negative, spinte dalle prospettive del mercato del lavoro e dalla pessima performance dei mercati. Il Chicago PMI dovrebbe seguire le altre indagini regionali, con un calo a febbraio. La presentazione da parte di Bernanke del Monetary Policy Report in Congresso non dovrebbe fornire novità rilevanti rispetto a quanto emerso dai verbali di gennaio.
Venerdì sui mercati
L’euro, che venerdì aveva chiuso la giornata intorno a 1,2840, questa mattina è balzato a 1,29 dollari a seguito delle voci raccolte dal WSJ di acquisizione di una quota fino al 40% del capitale di Citigroup da parte del Tesoro statunitense, che sarebbe realizzata convertendo gran parte delle azioni privilegiate sottoscritte nel 2008. La violenta caduta degli indici azionari europei è stata seguita da flessioni più contenute negli Stati Uniti e in Asia. Rendimenti obbligazionari in calo, ma con allargamento dei CDS su tutti gli emittenti sovrani.
Area euro
L’indice PMI manifatturiero dell’area euro cala a 33,6, ben al di sotto delle attese a 35 e dopo il minimo a 34,4 di gennaio. In caduta l’indice PMI servizi a 38,9 da 42,2 di gennaio (atteso a 42,5), che porta il dato composito a 36,2 da 38,3 precedente, segnando il minimo storico dalla nascita dell’indice.
Germania. La prima lettura dell’indice PMI manifatturiero a febbraio è in lieve crescita a 32,2 da 32 di gennaio, risultando di poco al di sotto delle attese a 32,5.
Italia. Gli ordini a dicembre scendono del 2% m/m, -15,4% a/a. Il calo è meno marcato che a dicembre (-6,6&% m/m, -26,2% a/a). Il ritmo di contrazione si riduce più per gli ordini domestici (-0,7% m/m dopo -6,2% medio nei tre mesi precedenti), che per quelli esteri, -4,7% m/m dopo -7,6% a novembre. Il fatturato scende del 3,8% m/m con un peggioramento dei dati rispetto a novembre per le consegne domestiche (-4,7% dopo -3,2%). I dati restano coerenti con un 1° trimestre ancora ampiamente negativo.
Francia. Il CPI a gennaio è sceso di 0,4% m/m sia per l’indice nazionale sia per quello armonizzato. Su base tendenziale l’inflazione armonizzata scende a 0,8% a/a e l’indice nazionale a 0,7% a/a, il livello più basso da fine 1999. Il calo dei prezzi è in larga misura dovuto alla componente energia e a quella degli alimentari.
Francia. L’indice di fiducia delle imprese INSEE crolla più delle aspettative a febbraio a 68 da 73 toccando il minimo da quando è rilevata la serie (1976).
In preparazione del G20 di aprile i capi di governo dell’Unione Europea hanno concordato una stretta sui paradisi fiscali, che potrebbe includere sanzioni; hanno altresì proposto di introdurre meccanismi di supervisione su tutti i mercati finanziari e di allargare ruolo e copertura del Financial Stability Forum. Inoltre, hanno sostenuto l’ipotesi di un raddoppio dei finanziamenti al FMI, in vista delle probabili esigenze di sostegno alle economie dell’Europa Centrale e Orientale. Il ministro dell’economia Tremonti ha rilevato un crescente supporto da parte degli altri governi della zona euro al progetto di emissioni comuni di titoli pubblici, a favore della quale si è espresso anche il presidente del FMI Strauss-Kahn; tuttavia non è chiaro se ora anche la Germania (notoriamente contraria in un passato non lontano) ora appoggi l’idea. Secondo quanto riferisce Reuters, Juncker avrebbe proposto emissioni collettive a coprire il 40% del debito sovrano degli Stati membri.
Stati Uniti
Il CPI a gennaio è aumentato dello 0,3% m/m, in linea con le aspettative di consenso, il primo incremento dopo 6 mesi consecutivi di contrazioni. Il CPI core è aumentato dello 0,2% m/m, dopo 4 incrementi compresi fra 0 e 0,1%. Nell’insieme i dati non danno indicazioni coerenti con uno scenario di deflazione: i cali di prezzo sono quelli direttamente o indirettamente determinati dalle fluttuazioni dei prezzi delle commodities.
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