Analisi Weekly
a cura di: Cfx Intermediazioni
Con i mercati finanziari che sembrano non riuscire a trovare un fondo, appesantiti nelle ultime sessioni dai titoli bancari in piena crisi da nazionalizzazione in arrivo, le valute hanno reagito confermando gli elementi caratterizzanti degli ultimi cinque mesi,
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con una eccezione, lo Yen. Infatti, la correlazione piuttosto solida e ricorrente tra avversione al rischio degli operatori e forza di Usd e Yen – già sperimentata negli ultimi cinque mesi, ha mostrato un indebolimento nelle ultime sedute a favore dell’Usd.
Lo Yen ha subito un deprezzamento generalizzato a causa dei pessimi dati macro usciti negli ultimi giorni, a cominciare dal dato sul Pil relativo al quarto trimestre 2008, diminuito del 12.7% su base annua.
La borsa di Tokyo ha toccato venerdì i minimi degli ultimi 25 anni, e questo non ha certo aiutato lo Yen ad approfittare della situazione nera sui mercati finanziari, così come aveva fatto nelle settimane precedenti.
Resta comunque sullo sfondo l’insoddisfazione per i piani di salvataggio finora approntati dall’amministrazione Usa e dai singoli paesi dell’Ue, mentre pare che non si riesca nemmeno a puntellare adeguatamente il sistema bancario mondiale.
Nel frattempo, dagli Usa sono giunti altri dati macro, la cui importanza è però sempre più relativa, dato che raccontano una storia già abbondantemente nota agli investitori: l’Empire State Mfg Survey di febbraio è sceso ancora a -34.7, la produzione industriale di gennaio è diminuita dell’1.8% su base mensile, mentre il Philadelphia Fed Survey è calato ancora a -41.3.
Sia i prezzi alla produzione che i prezzi al consumo in Usa hanno invece fornito valori superiori alle attese, riducendo almeno per ora i timori di deflazione in arrivo.
Ma si tratta di un problema solo rimandato. In Eurozona abbiamo avuto l’indice Zew di febbraio che ha mostrato un miglioramento a quota -27.5 dal precedente di -30.8, con la componente delle aspettative future in miglioramento ancora più marcato. In Gran Bretagna la situazione non sembra migliorare, anche se le vendite al dettaglio hanno mostrato un aumento migliore delle attese dello 0.7% su base mensile.
La BoJ ha mantenuto i tassi allo 0.1%, come ampiamente atteso dai mercati, mentre l’oro ha superato quota 1.000 Usd l’oncia, assumendo ormai il ruolo di autentico valore di riserva anche per il futuro.
Principali tassi di cambio
Euro – Dollaro:
Settimana difficile per la moneta unica prima del rimbalzo delle ultime ore di seduta che riporta abbondantemente l’eurodollaro sopra 1.2800.
L’apertura in gap negativo aveva spinto con forza l’EURUSD da quei livelli di prezzo fino in area 1.25, ovvero in una banda di oscillazione battuta a fine ottobre in piena crisi finanziaria e che ha poi portato l’eurodollaro poco sopra 1.23. Il trend ribassista trova dunque un ostacolo nello strappo dell’euro che rompe la resistenza nonchè massimo precedente di 1.2825 e che può dunque aggiornare target a 1.2950 e 1.3075. D’altra parte le pessime notizie dei listini azionari e un’avversione al rischio che premia l’oro oltre mille dollari l’oncia ha portato nervosismo e volatilità sul cambio che non esclude ritracciamenti a favore del dollaro.
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Euro – Yen:
A fare notizia è l’indebolimento della divisa giapponese.
Lo Yen perde infatti terreno nei confronti dell’euro che in questa seduta settimanale è riuscito a riportarsi sopra quota 120.
I minimi si sono rinnovati al rialzo dopo l’apertura in gap negativo e lo scivolone a 115.60 consentendo all’euro di rompere la resistenza di 118.80 e raggiungere massimi a 120.30.
L’EURJPY attraversa una fase di crescita in cui volatilità e aumento di volumi di scambi sembrano premiare la moneta unica e spingere il cambio fuori da una banda di oscillazione compresa tra 118 e 114.
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Dollaro – Yen:
Yen debole anche nei confronti di dollaro ma il rimbalzo di fine seduta premia la divisa giapponese che ritraccia in area 93.00.
La settimana si è aperta a cavallo del supporto 91.55 ed è proseguita con modesti volumi di acquisto che hanno permesso all’USDJPY di aggiornare con regolarità i massimi di giornata fino a 94.45.
Tale livello di resistenza ha visto un primo ritracciamento al supporto 93.55 ed un secondo ritracciamento proyen sull’indeboimento del dollaro in coincidenza con le ultime ore di contrattazioni della settimana. L’USDJPY sembre essersci lasciato alle spalle quella lateralità che lo aveva contraddistinto e il target oramai prossimo di 94.60 potrebbe consolidare il suo movimento rialzista di breve periodo.
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Dollaro – Franco Svizzero:
Il dollaro si rafforza per tutta la settimana prima del forte ritracciamento delle utlime ore di seduta. Il rafforzamento del biglietto verde che prosegue da inizio anno punta a target oltre 1.2200 per consolidare la sua posizio ne rialzista.
D’altra parte è evidenziata una certa volatilità per l’USDCHF e la capacità del franco svizzero di recuperare con forza il terreeno perso. Attenzione dunque ai livelli di supporto a 1.1150 e 1.1350 mentre per i livelli di resistenza l’obiettivo resta la rottura dei massimi a 1.1890 e l’area 1.20
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Sterlina – Dollaro:
Apertura in gap a favore di dollaro e movimento laterale per il cable fino al rimbalzo delle ultime ore.
Il dollaro ha rinnovato i minimi con strappi decisi in coincidenza di discreti volumi di contrattazioni ma la sterlina è sempre stata in grado di rimbalzare per riportarsi sopra quota 1.4285. Il minimo raggiunto poco sotto 1.41 ha dato lo slancio alla sterlina per riquotare abbondantemente sopra 1.44 rompendo i livelli di resistenza a 1.4315 e 1.4400. Il deprezzamento della sterlina resta tuttavia evidente e il trend ribassista confermato fino a che il cable non sarà in grado di avvicinare con forza area 1.50
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L’utente prende atto che le informazioni contenute in questo report hanno mera natura informativa
e vengono elaborate dall’analisi dei dati di negoziazione, dei dati di mercato e dalle statistiche.
Fonte: Cfx Intermediazioni.com













