Da seguire: Area Euro Francia. Il dato di ottobre ha visto ancora un miglioramento del clima di fiducia presso le imprese manifatturiere, …

a 89 da 86 (rivisto) di settembre. L’indice INSEE resterebbe comunque sensibilmente al di sotto della media di lungo periodo (99). Il dato è coerente con il significativo incremento di morale segnalato dall’indice PMI e dalla survey della Banca di Francia. Ci sono segnali di una sovra performance dell’industria francese rispetto agli altri paesi dell’area euro.
Belgio. L’indice della Banca del Belgio è visto in miglioramento solo lieve a ottobre, a -17,5 da -17,8 di settembre. Si tratterebbe del settimo incremento mensile consecutivo (dal minimo di -31,8 toccato a marzo). Il valore rimarrà comunque ben al di sotto della media storica (-7,8). Il deciso aumento degli ordini dalla Germania può sostenere ancora per qualche mese l’indice BNB (considerato un indicatore anticipatore delle indagini di fiducia nell’eurozona).
Ieri sui mercati
Nonostante la chiusura negativa degli indici azionari, i rendimenti sui titoli di stato sono saliti, con allargamento degli spread 10-2 anni su Bund e UST. Il cambio euro/dollaro ha segnato il massimo a 1,5036, riportandosi successivamente sotto 1,50; forti guadagni anche per la sterlina (in netta ripresa anche sull’euro), mentre lo yen e il won coreano cedono rispetto al dollaro. Il nuovo BTPei 2041 2,55% è stato collocato per 3,5 miliardi di euro, acquistato per oltre il 90% da investitori esteri.
Il Beige Book preparato per la riunione FOMC di inizio novembre riporta che in tutte le aree l’attività economica si è stabilizzata o è in ripresa rispetto al mese precedente, pur restando su livelli molto bassi. Il rapporto sottolinea però che la crescita, dove c’è, è debole, non è omogeneamente diffusa in tutti i settori e viene percepita come fragile dalle imprese. I settori che in quasi tutte le aree sono più positivi sono il manifatturiero e l’edilizia residenziale, dove prosegue la svolta vista a inizio estate. Il settore più negativo rimane l’edilizia commerciale, che in diverse aree resta in fase di contrazione. Il settore del credito segnala una ripresa di attività legata ai mutui per acquisti di prima casa, stimolata dagli incentivi fiscali in vigore fino a fine novembre. Il mercato del lavoro resta in generale con condizioni “deboli o miste”, con qualche sporadica indicazione di miglioramento. Su prezzi e salari si riporta per lo più stabilità, ma appare anche qualche riferimento a pressioni verso il basso sui prezzi in situazioni di elevata concorrenza e bassa domanda. Per quanto riguarda le aspettative a sei mesi, è diffusa la previsione di miglioramenti contenuti e di una crescita economica “modesta”. Il Beige Book dà un quadro perfettamente in linea con le indicazioni dei dati congiunturali e con lo scenario che emerge dai discorsi della Fed: la ripresa c’è, ma è fragile e sostenuta da fattori temporanei. La riunione FOMC di novembre manterrà questa valutazione, sottolineando che su un orizzonte a un anno ci sono rischi verso il basso sui prezzi.
Cina – nel 3° trimestre 2009 la crescita economica sarebbe accelerata dal 7,9% all’8,9% a/a.
Analisi Daily
Appendice
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– Aste – L’Italia colloca il nuovo BTP 4,25% 03/2020 per un ammontare di 4-5 mld, e riapre rispettivamente per 2-2,5 mld e per 1,5-2,25 mld il BTP 2,5% 07/2012 e il CCT 07/2016.
Area Euro
– L’operazione di rifinanziamento a 1 anno dovrebbe chiudersi con un’allocazione di fondi inferiore ai 442 mld dell’asta del 22 giugno, dato il miglioramento delle condizioni di mercato monetario e, soprattutto, il calo dei tassi a brevissimo termine che nel frattempo è intervenuto. La stima di consenso è di 135 mld. L’asta sarà condotta a tasso fisso e senza l’applicazione di uno spread sul refi.
– L’indice di fiducia economica della Commissione UE offrirà un quadro più completo sulla situazione ciclica nell’area euro. Il ritmo della ripresa sembra aver rallentato a fine estate stando alle indagini nazionali che hanno mostrato aumenti inferiori alle attese in Germania, Belgio e Olanda. L’indice sintetico è visto in salita a 81,8, da un precedente 80,6. Se confermato, il dato lascerebbe la media per il 3° trimestre a 79,5, da un precedente 70,2 coerente con una contrazione meno pesante del PIL nei mesi estivi.
– Italia. L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali è visto mantenere una crescita annua stabile a 2,1% a/a ad agosto. Si tratta di un deciso rallentamento dal picco di 4,3% a/a toccato a gennaio. Le retribuzioni contrattuali potrebbero rimbalzare lievemente fino a 2,8% a/a nei mesi autunnali, per effetto dell’applicazione di incrementi previsti, ma c’è il rischio di un successivo rallentamento sotto il 2% tra fine 2009 e inizio 2010, per via degli effetti ritardati dell’aumento in corso della disoccupazione.
– Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è vista in aumento per il sesto mese consecutivo a settembre. Stimiamo l’indice ISAE a 76,6, da 74,8 precedente. La fiducia è ormai in deciso recupero dal minimo di marzo (62), pur rimanendo ben al di sotto della media storica (88,2). Il dato sarebbe coerente con il recupero di fiducia visto negli altri Paesi europei. Confortante il fatto che, a partire dal mese scorso, il miglioramento abbia cominciato a riguardare le valutazioni delle imprese sugli ordini, mentre fino ad allora il recupero era guidato soprattutto dalla fase di decumulo dei magazzini.
Stati Uniti
– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a settembre dovrebbe salire a 55 da 54 di agosto. Nelle ultime settimane gli indici di fiducia non hanno segnalato nuovi miglioramenti: la fiducia dovrebbe oscillare nel range ristretto degli ultimi quattro mesi (47,4-54,8). Ad agosto l’indagine del Conference Board aveva registrato un ampio aumento della componente aspettative (+10,1), mentre quella corrente si era riportata solo sul livello di luglio (+1,6, a 24,9). Anche gli indicatori del mercato del lavoro erano migliorati ad agosto senza segnare nuovi massimi (a -40,9 ad agosto, risultato meno brillante che a maggio, a -38,1).
Ieri sui mercati
Le tensioni sullo yen hanno suggerito alle autorità monetarie nipponiche una correzione di tiro: Fuji ha affermato che gli attuali movimenti dei cambi sono “naturali”, ma che potrebbe agire se diventassero abnormi; in ogni caso, non ha mai sostenuto né uno yen forte, né uno yen debole. Il rimbalzo degli indici azionari ha brevemente riportato il cambio euro/dollaro verso 1,465, con massimi a 1,4680. Dollaro fra 89,5 e 90,6 yen, ampiamente sopra i minimi di 88,23 toccati nella notte fra domenica e lunedì. La sterlina, scesa fino a 1,576, in seguito è rientrata fra 1,5870-1,5960. Dollaro australiano sostenuto anche da voci di rialzo dei tassi a novembre e dicembre. Calo dei rendimenti sui titoli di stato, nuovamente più marcato sulle scadenze lunghe delle curve. Stabili i corsi delle materie prime, con moderati rialzi per il petrolio ($0,69 per la prima scadenza del Light Crude Future).
Area Euro
Germania. A settembre l’indice dei prezzi al consumo è calato di 0,3% m/m, più debole delle stime di consenso ma in linea con la nostra previsione. Sull’anno i prezzi al consumo calano di 0,2% /a e di 0,3% /a sulla misura armonizzata. La flessione dei prezzi è riconducibile al rientro delle pressioni sui prezzi delle benzine ed alimentari freschi. L’inflazione tedesca dovrebbe tornare positivada fine 2009.
Italia. La fiducia dei consumatori ha continuato a salire a settembre, battendo ancora una volta la più rosea delle previsioni. L’indice è così arrivato a 113,6 (da 111,8 di agosto), arrivando ai massimi da oltre 7 anni. Peraltro, il miglioramento riguarda più la valutazione sulla situazione economica generale del Paese che non la situazione personale degli intervistati, migliorata solo lievemente a 125,9 da 125. Continuano a salire (rimanendo comunque al di sotto dei massimi toccati a marzo) le attese sulla disoccupazione.
Stati Uniti
Il Chicago Fed National Index, l’indice composito del ciclo costruito sulla base di ben 85 diversi indicatori, è tornato a scendere ad agosto (a -0,90) dopo aver toccato a luglio (a -0,56) un massimo da gennaio 2008. Il peggioramento è dovuto principalmente agli indicatori sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione è salito di 3 decimi a 9,7%). L’indicatore è su livelli ancora recessivi ma segnala un deciso attenuarsi della recessione rispetto ai primi mesi dell’anno.
Giappone
L’inflazione ad agosto è scesa a -2,2% a/a; al netto di alimentari freschi l’indice scende a -2,4% a/a. La misura sottostante (ex energia e alimentari) segna -0,9% a/a. Anche i dati di Tokyo per settembre vedono ancora cali marcati.
L’indice di fiducia delle piccole imprese è salito a settembre a 43,5 da 41,8, in aumento continuo dai minimi di 24,9 di gennaio.






