Analisi Daily
a cura di: Intesa Sanpaolo S.p.A.
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Da seguire:
Area Euro
– Germania. L’indice ZEW, che misura la fiducia di analisti e investitori istituzionali sulle prospettive a 6 mesi dell’economia tedesca, dovrebbe tornare a scendere a dicembre dopo il sorprendente rimbalzo del mese scorso. Il recupero di novembre era legato al pacchetto di stimolo fiscale. Stimiamo che l’indice delle aspettative possa tornare vicino ai minimi storici toccati a luglio e ottobre, a -60,4 da -53,5 precedente. La valutazione sulla situazione corrente potrebbe toccare un nuovo minimo dal 2005, a -63 da -50,4.
I market mover della settimana
Nell’area euro, sono in calendario persi interventi della BCE (dopo la testimonianza di Trichet al Parlamento europeo segnaliamo la diffusione del bollettino mensile). Sul fronte dei dati, l’indice ZEW (primo indicatore di fiducia di dicembre), dopo il rimbalzo a sorpresa del mese scorso, tornerà vicino ai minimi storici per le aspettative e mostrerà un vistoso calo nelle valutazioni sulla situazione corrente. I dati sulla produzione industriale nei principali Paesi e nell’intera Eurozona mostreranno ancora un calo a ottobre dopo il crollo di settembre La seconda stima sul PIL italiano del 3° trimestre dovrebbe confermare la lettura preliminare (-0,5% t/t), evidenziando un calo per tutte le principali componenti ad eccezione della spesa pubblica.
Il focus della prossima settimana negli Stati Uniti saranno le vendite al dettaglio di novembre. Le vendite dovrebbero essere ancora in ampio calo in termini nominali, confermando l’aspettativa di un altro trimestre di contrazione per i consumi. I primi indici dei prezzi (PPI e prezzi all’import) sono attesi in ulteriore calo a novembre. Il saldo della bilancia commerciale dovrebbe ridursi ancora a ottobre.
Ieri sui mercati
I mercati mondiali hanno reagito molto positivamente alle indicazioni sul piano di stimolo fiscale della futura amministrazione Obama, che include anche grossi investimenti infrastrutturali, e alla possibilità che sia presto erogato un finanziamento ponte alle case automobilistiche in crisi. Si sono registrati forti rimbalzi degli indici azionari, in particolare europei (Eurostoxx 50 +8,8%), e dei tassi di rendimento sui titoli di stato. Netto rialzo anche per i tassi impliciti nei futures euribor. Euro forte su dollaro e yen; la moneta giapponese tiene quota 92 sul dollaro. Declassamento della Russia da parte di S&P da BBB+ a BBB.
Area euro
– Germania. La produzione industriale è calata di -2,1% m/m anche in ottobre dopo il crollo di settembre (-3,3% m/m, rivisto in positivo di 3 decimi).
– Trichet non ha offerto indicazioni nuove rispetto alla conferenza stampa di giovedì scorso. Riguardo alle prospettive economiche ha affermato di attendersi una performance economica debole “per alcuni trimestri”, e che lo scenario è afflitto da un elevato livello di incertezza. Almunia ha stimato l’effetto del pacchetto fiscale coordinato in 0,8-0,9% del PIL dell’Unione Europea.
Stati Uniti
– L’employment report di novembre riporta un crollo degli occupati non agricoli di 533mila unità e rivede verso il basso i dati di settembre e ottobre complessivamente di 199mila posti (i dati pentano -320mila a ottobre, -403mila a settembre). Il calo di occupati di novembre è il record da dicembre 1974 (-602mila). Il settore privato ha eliminato 540mila posti, di cui -163mila nell’industria e -370mila nel settore dei servizi. L’emorragia di posti è diffusa a tutti i sotto-settori. Si registra anche un rallentamento della dinamica normalmente positiva degli occupati nel settore pubblico, con un aumento di solo 7mila posti. Le ore lavorate scendono dello 0,9% m/m (-5,1% 3m ann.). Il tasso di disoccupazione aumenta di solo due decimi a 6,7% da 6,5%, essenzialmente per via di un ampio calo della forza lavoro (-422mila) che porta la partecipazione a 65,8% da 66,1% del mese prima (media degli ultimi tre mesi 66%).Dati di questa severità implicano che la contrazione della crescita nei prossimi trimestri accelererà in modo massiccio e confermano la necessità di uno stimolo fiscale straordinario. Con questo scenario la politica monetaria può avere solo degli effetti marginali. E’ possibile che il massiccio deterioramento della congiuntura induca il Congresso a mettere mano almeno a un primo intervento fiscale senza aspettare il passaggio delle consegne al nuovo presidente a gennaio.
– Obama ha illustrato le linee guida del piano di stimolo fiscale che intende implementare all’inizio della sua presidenza. Le misure comprendono sgravi fiscali, progetti infrastrutturali per USD 75 mld, misure assistenziali per $55 mld, $100 mld in trasferimenti agli Stati per coprirne le perdite. Le stime dell’onere fiscale aggiuntivo vanno da $600 a $800mld.
– Le agenzie di stampa riportano pareri ottimistici sulla possibilità che il congresso possa approvare entro breve misure temporanee di sostegno ai produttori automobilistici, in modo da consentirne la sopravvivenza fino a marzo e dar tempo alla nuova amministrazione di negoziare interventi più radicali..
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