Analisi Daily
Autore: Filippo Ramigni
Mercati Azionari in recupero dopo test minimi di luglio ma la volatilita’ rimarra alta. possibili estensioni del recupero verso 30000 per l’ s&pmib …
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I mercati reagiscono con forti rialzi al piano di salvataggio organizzato dalle autorità americane fornendo cosi un po’ di sostegno ad una situazione che si stava facendo irrecuperabile. I picchi di volatilità raggiunti nell’ultima settimana sono paragonabili solamente a quelli visti in occasione degli attentati dell’ 11 settembre a testimonianza della drammaticità del momento. L’emotività e presente sul mercato ha fatto sbandare notevolmente i listini provocando un movimento “ad elastico” cioè dopo essere stati tirati troppo da una parte sono partiti nella direzione opposta. L’ottava appena trascorsa ha posto una pietra miliare nel sistema finanziario mondiale mettendo di fatto fine al liberismo economico che aveva contrassegnato gli ultimi decenni e con esso le grandi banche di investimento che nel tempo era diventate più potenti dei singoli stati. Non mancano neppure le critiche alle autorità di vigilanza, in particolare americane, incapaci di prendere provvedimenti in questi mesi quando la crisi era evidente e le ultime decisioni (privatizzazione, divieto di vendite allo scoperto etc) sembrano solo quelle di chi chiude la stalla dopo aver visto scappare i buoi. La situazione rimane ancora decisamente incerta con la volatilità che rimarrà ancora elevata e che richiederà parecchi mesi prima di tornare ad una situazione di normalità. Rimane da vedere come gli effetti delle grandi privatizzazione della principali istituzioni americane avranno impatto sull’economia reale ora che queste acquisizioni statali si riverseranno sulle spalle dei contribuenti degli Stati Uniti, una nazione che da sempre è stata la guida influente del mondo economico e che basa una buona parte della sua economia sui consumi interni. Vista dal esterno stiamo assistendo in questo mese di settembre ad processo di riequilibrio del potere economico e finanziario mondiale che si sta spostando verso oriente con in mezzo la vecchia Europa ferma nel suo immobilismo all’interno di un mondo che sta cambiando velocemente.
Dal punto di vista tecnico, forse maggiormente utile per avere un quadro di ciò che sta accadendo visto che esprime le reazioni emotive degli investitori ai vari avvenimenti (anche se in questo caso ci troviamo davanti ad un fatto senza precedenti) la situazione conferma di essere incerta con tutti gli indici che hanno sostanzialmente tenuto i minimi visti nello scorso luglio su base settimanale. Certo il Dow Jones è finito fino sotto 10500 e l’S&P500 con minimo a 1133 ma il forte recupero delle ultime due sedute ha messo un po’ le cose a posto ripristinando di fatto la fase laterale in atto che se mantenuta anche nelle prossime settimane potrebbe essere una base di lancio per ulteriori recuperi dei mercati. Il segnale verrà dal superamento della resistenza posta a 1313 per l’ S&P500 e 11800 per il Dow Jones. Segnali tutto sommato positivi anche per il Dax arretrato fino a ma capace di chiudere la settima sopra quota 6000 ma soprattutto sopra la media mobile a 200 periodi.
Per quanto riguarda il mercato domestico, l’indice S&PMib ha confermato le attese segnando un nuovo minimo a 25585 ma di fatto chiudendo la settimana sopra i livelli minimi visti a luglio che quindi hanno sostanzialmente tenuto. Lo scenario continua ovviamente a presentarsi negativo con i prezzi sulla parte bassa del canale ribassista ma la tenuta del supporto di breve a 27500 lascia intravedere la possibilità di estensioni del recupero fino a 29400/400 parte alta del trading range. Solo movimenti al di sopra di 30000/120 forniranno i primi segnali positivi spingendo i corsi al di fuori del canale ribassista con possibilità di ritorni verso 34000. Altri nuovi ribassi sotto 26000 chiusura settimanale ripristineranno il trend ribassista con target a 24000



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