21Shares : Le criptovalute sono entrate nell’ultima parte dell’anno dopo aver vissuto un trimestre tutt’altro che semplice, a seguito del quale Bitcoin ed Ethereum hanno ceduto rispettivamente l’11,52% e il 13,60% del loro valore e solo nell’ultima settimana il trend si è invertito, con BTC che ha registrato un +5,54%, puntando al traguardo dei 30mila dollari.
Eliézer Ndinga, Director of Research di 21Shares
A causare queste perdite è stata soprattutto l’interruzione del ciclo di rialzi da parte della Federal Reserve nel mese di settembre. Infatti, non solo la politica monetaria aggressiva della banca centrale statunitense ha portato il rendimento dei Treasury bond decennali a raggiungere il 4,79%, ma con le sue ultime mosse ha segnalato agli investitori che i tassi potrebbero mantenersi alti per un arco temporale superiore al previsto, spingendoli verso il comparto fixed income, in quanto mercato nuovamente remunerativo e appetibile.
Eppure, nonostante il contesto sfidante nel quale si trova, il mercato degli asset digitali si è distinto anche grazie al caso Solana, che negli ultimi sette giorni ha visto aumentare il suo valore dell’8,46%, grazie al suo upgrade più recente, il quale ha introdotto numerosi e importanti miglioramenti. Questi riguardano soprattutto la riduzione significativa dei requisiti di hardware di cui deve dotarsi il validator, passando da 120 a 39 GB di RAM, e la messa a punto dei vincoli sulla banda larga. Tuttavia, la caratteristica principale è la possibilità di crittografare i dati salienti delle transazioni, come la quantità di token trasferiti e il saldo totale di entrambe le controparti, preservando al tempo stesso il diritto di controllo per garantire la conformità. Si tratta di un aggiornamento fondamentale in quanto consente agli utenti di effettuare transazioni in modo confidenziale, un fattore chiave per l’adozione istituzionale. Inoltre, i requisiti hardware ridotti semplificherebbero l’accesso a una più vasta platea di validator, rendendo così Solana meno incline alla centralizzazione.
Questo aggiornamento ha sicuramente generato entusiasmo tra gli utenti, tanto che sul network di questa criptovaluta si sono registrati flussi per 24 milioni di dollari, il massimo dal 2022. Tuttavia, questo asset digitale è riuscito a conseguire un aumento dei rendimenti del 13%, surclassando tutti i suoi simili, nel corso del terzo trimestre; ben prima che questo upgrade diventasse operativo. Pertanto, è evidente che ci sono altri trend e che si sono verificati altri eventi a sostegno di Solana. Questi eventi sono stati principalmente due: l’integrazione di Solana Pay sulla piattaforma della società di e-commerce Shopify e l’ampliamento del progetto pilota per il regolamento transfrontaliero delle USDC di Visa.
Ciò che il colosso dei pagamenti ha stabilito, in collaborazione con i fornitori di servizi commerciali Worldpay e Nuvei, è che ora gli utenti potranno inviare e ricevere USDC, migliorando considerevolmente il trasferimento di liquidità tra questi ultimi e le banche e viceversa. Tuttavia, i benefici apportati non si limitano a questo aspetto, seppure di rilevanza primaria, ma permetteranno anche a Visa di potersi considerevolmente svincolare da accordi transfrontalieri specifici, conseguendo notevoli risparmi. Per dare una dimensione numerica, la società paga costi procedurali tra l’1,15% + 0,05$ e il 2,40% + 0,10$ ad operazione, mentre Solana, in media, paga 0,000125$; una riduzione delle spese tutt’altro che insignificante.
Tuttavia, come accennato in precedenza, gli sviluppi con Visa sono arrivati solo dopo un altro accordo che ha coinvolto Solana e Shopify, il quale permetterà ai suoi utenti di liquidare quote di USDC sul network del primo. Noi di 21Shares riteniamo che tali integrazioni potrebbero rilanciare l’attività on-chain della rete, sfruttando il ruolo dominante delle stablecoin all’interno del mercato delle criptovalute. Infine, si pensi che Ethereum ospita stablecoin per un valore di 65 miliardi di dollari, mentre Solana 1,5 miliardi di dollari; un divario enorme che però permette di capire quanto sia esteso lo spazio di crescita che Solana potrebbe avere nel settore delle stablecoin.
Per quanto riguarda i trend di più lungo periodo, invece, Solana sta assistendo a un’impennata della creazione di NFT a bassissimo costo. Per dare un’idea, una raccolta da 86.000 NFT può essere distribuita agli utenti per circa 100 dollari utilizzando Solana, rispetto a quasi 200.000 dollari su Ethereum. Sebbene attualmente gli NFT non siano un obiettivo primario, saranno comunque fondamentali, in quanto costituiranno la base per la tokenizzazione di risorse non fungibili nel mondo reale, come i beni immobili. Infatti, nonostante sia in una fase nascente (il settore immobiliare presenta una capitalizzazione di circa 230 milioni di dollari su Ethereum), le previsioni di crescita prevedono che raggiungerà i 13,53 miliardi di dollari entro il 2030 negli USA. Ciò sottolinea il potenziale di crescita per Solana e la sostanziale quota di mercato che potrebbe conquistare se assumesse un ruolo di primo piano nella tokenizzazione.
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Fonte: ETFWorld.it









