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21Shares Criptovalute: il futuro è nell’interoperabilità

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21Shares Nel gruppo dei 15 maggiori asset digitali per capitalizzazione di mercato, i due che hanno sottoperformato sono stati Polkadot e Cosmos, due protocolli per l’interoperabilità che non hanno riscosso particolare successo tra gli investitori.

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Analisi di Eliézer Ndinga, Head of Research Team di 21Shares


Tuttavia, noi di 21Shares riteniamo che le cose stiano per cambiare. Infatti, poiché i competitor di Ethereum stanno continuando a crescere, la richiesta di interoperabilità tra blockchain inizierà a crescere, specialmente quando Polkadot raggiungerà la piena operatività grazie alle “paracatene” o “Layer 1” (L1).

In poche parole, blockchain come Bitcoin, Ethereum o Solana possono essere caricate sulla piattaforma di Polkadot e iniziare ad essere interoperabili l’una con l’altra, grazie alle cosiddette “Relay Chains”. La struttura di Polkadot prevede che queste paracatene debbano essere approvate tramite una votazione degli utenti, strutturata come un’asta e chiamata “crowdloan”, prima di poter essere operative nel sistema. La criptovaluta nativa di Polkadot, ovvero il DOT, sarà utilizzata dalla comunità anche per poter accedere a questo sistema di voto per ogni nuova paracatena.

La maggior parte di queste votazioni avvenivano su Kusama, il testnet della blockchain di Polkadot, nata per replicare le condizioni del mondo reale, prima di implementarle su Polkadot. Questo ha portato alla raccolta di milioni di dollari grazie ai corwnload su Kusama e noi di 21Shares riteniamo che in futuro assisteremo allo stesso fenomeno il mese prossimo, quando la comunità voterà per aggiungere una nuova paracatena.

Tuttavia, queste piattaforme per l’interoperabilità devono ancora essere lanciate o diventare totalmente operative; per questo si è vista un’impennata nel valore nelle soluzioni per la scalabilità dette L2 – quali StarkEX, Arbitrum e Optimism – cresciute del 592% solo nel terzo trimestre, raggiungendo una capitalizzazione di 2,5 miliardi di dollari. Da sottolineare che Arbitrum è stato un vero e proprio outlier, registrando una crescita straordinaria di 1.547.253,8%, passando da una capitalizzazione di appena 92mila dollari (dati aggiornati al 30 giugno 2021) a oltre un miliardo di dollari alla fine del terzo trimestre. È probabile che questa crescita verrà confermata anche in futuro, dato che saranno integrate sempre più applicazioni e che quelle esistenti vedranno delle migliorie nel tempo, grazie ad upgrade e ottimizzazioni, conseguenti a una diffusione maggiore. In poche parole, queste L2 raggruppano le transazioni e le regolamentano sul network di Ethereum in un secondo momento. In questo modo, i calcoli e i processi di archiviazione presenti su Ethereum vengono rimossi, potendo così incrementare il numero di transazioni processate al secondo a 20mila; il tutto per commissioni di soli pochi centesimi, quando quelle su Ethereum superano i 30 dollari.

Attualmente, il limite massimo di transazioni complesse che Ethereum può risolvere in un secondo è 15. In parole povere, è come se Ethereum fosse la Fedwire che regola le transazioni delle banche commerciali, mentre le L2 sono le banche commerciali che offrono servizi rivolti ai clienti.

Queste sono notizie grandiose per l’intero settore delle criptovalute e della finanza decentralizzata (DeFi) stessa, in quanto indicano che il prossimo anno potremmo assistere al boom dell’interoperabilità tra tutte le blockchain, non solo tra quelle compatibili con Ethereum. Ciò migliorerà l’esperienza dell’utente e sbloccherà la prossima generazione di servizi Internet che stanno già germogliando nei servizi finanziari (DeFi) e nei media, nell’arte e nei giochi (NFT)

Fonte: ETFWorld.it

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