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20/03/09 Oggi alle 16.00 Discorso di Bernanke (Fed)


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Analisi Daily

a cura di: Intesa Sanpaolo S.p.A.

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Da seguire:

Area Euro

– La produzione industriale è vista in forte calo (per il quinto mese consecutivo) a gennaio, di -3% m/m, sulla scia del pesante crollo in Francia (-3,1% m/m) e soprattutto in Germania (-7,5% m/m), mentre è stata inferiore al previsto la flessione in Italia (-0,2% m/m). Ipotizzando ancora un calo a febbraio e una ripresa a marzo, la produzione è in rotta per un calo di -5,6% t/t nei primi tre mesi dell’anno, un dato ancora peggiore del già disastroso trimestre precedente (-5,1% t/t). Per il momento le indagini di fiducia e l’andamento degli ordini non segnalano alcuna significativa inversione di tendenza.

– Italia. Ci attendiamo un peggioramento delle condizioni sul mercato del lavoro nel 4° trimestre, con un aumento del tasso di disoccupazione al 7,1% dopo che il trimestre precedente aveva visto a sorpresa una stabilità al 6,7%. I dati sull’occupazione nella grande industria hanno mostrato un calo di -0,2% t/t nel 4° trimestre (particolarmente nell’industria). Il trend di aumento del tasso di disoccupazione dovrebbe proseguire decisamente nel 1° trimestre, considerato che solo nel bimestre gennaio-febbraio più di 370 mila lavoratori hanno presentato all’INPS la domanda di indennità di disoccupazione (quasi 117 mila in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno pari a un +46,1%).

Ieri sui mercati

Area Euro

Italia. La bilancia commerciale italiana verso i Paesi UE registra a gennaio un surplus di +404 mln di euro invertendo il segno rispetto al saldo di dicembre che era in deficit per -350 mln di euro. Il dato è in linea con le attese. Rispetto al gennaio 2008, la dinamica dei flussi commerciali è risultata negativa sia per le esportazioni, diminuite del -22,9% a/a, che per le importazioni, in calo del -24,3% a/a, anche se si registra un leggero aumento su base mensile destagionalizzata rispetto a dicembre (esportazioni +1,3% m/m e importazioni +2,1% m/m). A gennaio l’export risulta in calo verso quasi tutti i Paesi UE, in particolare verso la Spagna (-42,1% a/a) e il Regno Unito (-31,2% a/a), i Paesi più colpiti da crisi endogena da domanda. La pubblicazione del saldo complessivo rivela, invece, un aumento del deficit verso il resto del mondo a -3,6 mld di euro da -0,4 mld di euro di dicembre (vicino al minimo storico di gennaio 2008 a -4,0 mld di euro). Come per i Paesi UE, anche il commercio col resto del mondo nel complesso risulta in forte contrazione su base annua (export -25,6% a/a, import -24,1% a/a), con un significativo calo anche su base mensile rispetto a dicembre (export -5,9% m/m e import -1,5% m/m). Al netto di petrolio greggio e gas naturale, il saldo commerciale è risultato positivo per 367 milioni. Il dato di gennaio segnala che nel 1° trimestre le esportazioni subiranno un calo almeno pari al già notevole -7,4% t/t di fine 2008; nel complesso il commercio con l’estero dovrebbe dare un contributo negativo al PIL per il terzo trimestre consecutivo, di almeno un paio di decimi di punto. Per il complesso del 2009, l’export netto potrebbe sottrarre quasi un punto percentuale alla crescita. Gli indici di domanda mondiale non segnalano per il momento alcuna inversione di tendenza per l’export.

Stati Uniti

A marzo risale più delle attese l’indice della Philadelphia Fed relativo alle condizioni correnti a -35 da -41,3 precedente (consenso: -40). Migliorano le voci fatturato (a -26,5 da -32,4) e ordini inevasi (a -22,8 da -32,1), mentre peggiorano le altre componenti ed in particolare scorte (a -55,6 da -24,3), nuovi ordini ( a -40,7 da -30,3), prezzi pagati (a -31,3 da -13,7) ed occupati ( a -52 da -45,8). Peggiora invece l’indice di aspettative a 6 mesi, trascinato al ribasso dal calo di tutte le sue componenti escluse quelle relative al mercato del lavoro. Le domande speciali riguardano i piani di produzione. Il 44,5% delle imprese prevede un calo della produzione (secondo il 20,5 % di queste la riduzione sarà maggiore del 10%), mentre il 20,5% non si aspetta nessun cambiamento nei livelli di produzione. Il 51,4% inoltre si aspetta che il minimo venga raggiunto nel terzo trimestre 2009 con una ripresa a partire dal trimestre successivo. Nonostante il miglioramento dell’indice sulla situazione corrente, l’indicazione sulle aspettative future non suggerisce una stabilizzazione se non nella seconda parte dell’anno.

I nuovi sussidi di disoccupazione sono diminuiti di 12 mila unità nella settimana conclusa il 14 marzo a 646 mila da 658 mila della settimana precedente mantenendosi comunque sopra quota 600 mila per la settima settimana consecutiva. Salgono invece del 3,5% i sussidi esistenti, nella settimana conclusa il 7 marzo, a 5,473 milioni, nuovo record da quando la serie viene rilevata. I dati danno supporto all’aspettativa che anche a marzo il calo degli occupati rimanga intorno a -650 mila unità.


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