Analisi Daily
a cura di: Intesa Sanpaolo S.p.A.
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Da seguire:
– Nessun dato di rilievo.
I market mover della settimana
Nell’area euro, i dati segnaleranno ulteriore peggioramento dell’attività in tutti i settori a gennaio. Le indagini di fiducia (ZEW, INSEE, BNB, PMI stima flash) di gennaio saranno omogeneamente negativi. Solo lo Zew potrebbe vedere un calo più contenuto grazie all’approvazione del nuovo pacchetto fiscale in Germania e al taglio dei tassi BCE. Il PPI tedesco dovrebbe registrare ancora un calo a dicembre e la spesa per consumi in Francia dovrebbe segnare una marginale contrazione.
La settimana negli Stati Uniti è scarna in termini di dati, con informazioni solo dal settore dell’edilizia residenziale. Permessi, cantieri e prezzi delle case a dicembre dovrebbero essere ancora in calo. La fiducia dei costruttori a gennaio si manterrà sui minimi visti a dicembre.
Ieri sui mercati
Rimbalzo degli indici azionari (EuroStoxx50 +1,05%, S&P500 +0,76%, Nikkei +0,3%) e del petrolio, che favoriscono l’apprezzamento di euro e dollaro su yen e franco svizzero. L’euro ritorna in area 1,33 dollari. Netto rialzo dei rendimenti sugli UST e calo dei futures su Bund e T-Note. Negli Stati Uniti si parla di costituire con i fondi del TARP un veicolo finanziario che acquisti l’attivo a rischio del sistema. Nel Regno Unito il governo starebbe per lanciare un piano di assicurazione dei crediti, per liberare capitale e favorire nuove erogazioni.
Stati Uniti
Il CPI a dicembre è sceso dello 0,7% m/m e l’indice core è rimasto invariato (calo di -0,015% m/m). L’inflazione tendenziale scende a 0,1% a/a per l’indice aggregato e a 1,8% per l’indice core. Si rileva un netto rallentamento della dinamica dei prezzi core legati anche alla spesa discrezionale: questa è la risposta dei distributori alla debolezza della domanda e rende più preoccupante il crollo dell’inflazione.
La produzione industriale è crollata a dicembre (-2% m/m, consenso, -1%) e il dato di novembre è stato rivisto verso il basso a -1,3% m/m da -0,6%. Una parte consistente del calo è da attribuire al settore auto (-7,2% m/m, -26,7% a/a). Ma tutti i settori hanno visto contrazioni marcate. L’utilizzo della capacità produttiva scende a 73,6% da 75,2%, 7,4 punti sotto la media del periodo 1972-2007. A gennaio la chiusura di un grande numero di stabilimenti porterà a ulteriori contrazioni dell’output nel settore auto: i dati del 1° trimestre continueranno a essere ampiamente negativi.
La fiducia delle famiglie (preliminare) rilevata dall’Univ. of Michigan a gennaio è salita a 61,9 da 60,1, con un aumento delle condizioni attese (57,2 da 54) e una sostanziale stabilizzazione della valutazione delle condizioni correnti (69,2 da 69,5 di dicembre). Il miglioramento del clima è influenzato dal calo del prezzo della benzina e probabilmente dall’aspettativa di un ampio pacchetto di stimolo fiscale. Il dato sorprendente riguarda le aspettative di inflazione: quelle a 1 anno salgono a 2% da 1,7% di dicembre e quelle a 5 anni passano a 3% da 2,6% di dicembre, tornando sui livelli di settembre.
Gli acquisti netti di titoli a lungo termine sono stati pari a -21,7 mld di dollari nel mese di novembre. Il calo è comune agli investitori privati e agli acquisti da parte delle autorità, ma per questa categoria la dimensione è circa doppia rispetto ai flussi netti dei privati (-37,1 per le autorità con -26 mld di Treasuries e -11,6 mld di agenzie
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