Da seguire: – Aste – In Italia operazione di concambio: viene offerto il BTP 4,25% 08/2014, al posto di BTP 2,75% 06/2010, BTP 5,5% 11/2010 o BTPei 0,95% 09/2010. La Germania colloca il ….

nuovo Schatz 1,25% 12/2011 per 6 miliardi di euro; in Portogallo offerta sulla scadenza 11/2010 per 1,5 miliardi.
Stati Uniti
– Il CPI a ottobre dovrebbe essere in aumento di 0,2% m/m (-0,3% a/a da -1,3% a/a di settembre), in linea con i risultati di settembre. Il CPI core dovrebbe registrare un aumento di 0,1% m/m (1,6% a/a da 1,5% a/a di settembre). La benzina dovrebbe dare un modesto contributo positivo all’indice a ottobre. Per quanto riguarda il core, a settembre si erano registrati incrementi ampi per le auto (post-incentivi), per gli alberghi, le tariffe aeree e la sanità. A ottobre si dovrebbe vedere un rallentamento per queste componenti, mentre gli affitti e gli affitti figurativi dovrebbero essere ancora invariati come a settembre. Il trend dell’inflazione core dovrebbe rallentare nei prossimi due-tre trimestri.
– I nuovi cantieri a ottobre dovrebbero essere circa invariati a 590 mila, in linea con i dati dei 4 mesi precedenti. Il modesto trend verso l’alto, che si era instaurato nel 2° trimestre, si è interrotto ed è stato seguito da una stabilizzazione. Le licenze per case unifamiliari a settembre erano scese del 2,6% m/m e danno indicazioni deboli per questo comparto; l’indagine dei costruttori era scesa a ottobre, nonostante il continuo calo delle scorte di case invendute. Il Congresso ha approvato un’estensione ed espansione del programma di incentivi all’acquisto di case che dovrebbe mantenere sostegno all’attività del settore nel 4° trimestre. Anche le nuove licenze dovrebbero essere stabili o in calo: è possibile che con l’estensione degli incentivi votata a novembre si evidenzi un miglioramento nei mesi successivi
Ieri sui mercati
Continua il calo dei tassi di interesse. Sui mercati europei è stato più marcato sulle scadenza lunghe e ha ridotto l’inclinazione della curva Bund di 3pb sul tratto 10-2 anni. Parallela e meno intensa la discesa dei rendimenti degli UST. Lieve riduzione degli spread governativi, che rimangono però vicini ai massimi del mese. Indici azionari in netto rialzo sul mercato statunitense, mentre i listini europei avevano chiuso in ribasso. Il dollaro ha guadagnato un po’ di terreno sulla discesa dei listini azionari: l’euro ha segnato il minimo a 1,4806 intorno alle 17.00, rimbalzando poi fino a 1,4907; modesti i guadagni su yen e sterlina.
Area euro
Nel mese di settembre le esportazioni dai Paesi dell’area euro sono cresciute del 5,5% m/m (massimo da 20 mesi) dopo il -4,1% m/m precedente, a fronte di un aumento ben più contenuto (+1,1% da -1% m/m) delle importazioni. Di conseguenza l’avanzo commerciale è salito a 6,8 miliardi (in termini destagionalizzati), ai massimi da più di cinque anni. L’andamento dell’export nel 2009 mostra una sostanziale tenuta delle commesse verso la Cina (-2%) a fronte di un calo molto marcato per l’export verso la Russia (-40%). Il dato conforta circa il fatto che il commercio con l’estero possa aver dato un contributo positivo alla crescita del PIL nel secondo semestre del 2009. Per una ripresa della domanda domestica occorrerà attendere il 2010.
Secondo Stark, la BCE si sta avvicinando “al momento della graduale eliminazione delle misure di liquidità, dato che non tutte saranno necessarie quanto in passato”. L’urgenza più impellente è quella di rimuovere l’eccessiva attitudine al rischio nei mercati, assicurando allo stesso tempo sufficiente liquidità alle “istituzioni finanziarie solvibili”: ciò perché, a suo giudizio, non si vede “alcun apparente cambiamento nel comportamento degli operatori” e la liquidità creata “non deve gettare i semi di nuovi squilibri”.
Stati Uniti
Il PPI a ottobre è aumentato meno di quanto atteso dal consenso: la variazione è stata di +0,3% m/m (-1,9% a/a). Al netto di alimentari ed energia, il PPI è sceso di -0,6% m/m (0,7% a/a). L’energia ha registrato un aumento di 1,6% m/m; anche gli alimentari hanno visto un aumento cospicuo (+1,6% m/m).
La produzione industriale a ottobre registra un aumento molto modesto, +0,1% m/m. Il dato di settembre è stato rivisto verso il basso a +0,6% m/m da +0,7% m/m.
Gli acquisti netti di attività a lungo termine a settembre sono saliti a 40,7 miliardi di dollari da 34,2 miliardi registrati ad agosto. Gli acquisti netti da parte di autorità estere vedono un aumento di Treasuries (19 miliardi da 13,2 miliardi di agosto) a fronte di un calo di acquisti di titoli delle agenzie (-8,3 miliardi a settembre da -1,6 miliardi ad agosto).
Le vendite settimanali rilevate dall’indice Redbook nella settimana conclusa il 14 novembre aumentano del 4,4% m/m; l’indice ICSC registra un aumento di 0,1% m/m.
Yellen (San Francisco Fed) ha detto che l’utilizzo dei tassi di interesse potrebbe servire a bloccare “l’accumularsi potenzialmente dannoso della leva e un boom dei prezzi degli asset” ma allo stesso tempo “necessariamente comprometterebbe il raggiungimento di altri obiettivi macroeconomici”. Pertanto è “tutt’altro che chiaro” se la Fed dovrebbe usare i tassi per frenare un aumento dell’indebitamento e dei prezzi delle attività finanziarie. Sullo scenario macro, Yellen si aspetta una ripresa lenta, con una dinamica debole dell’occupazione.
Analisi Daily
Appendice
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– Aste – L’Italia colloca il nuovo BTP 4,25% 03/2020 per un ammontare di 4-5 mld, e riapre rispettivamente per 2-2,5 mld e per 1,5-2,25 mld il BTP 2,5% 07/2012 e il CCT 07/2016.
Area Euro
– L’operazione di rifinanziamento a 1 anno dovrebbe chiudersi con un’allocazione di fondi inferiore ai 442 mld dell’asta del 22 giugno, dato il miglioramento delle condizioni di mercato monetario e, soprattutto, il calo dei tassi a brevissimo termine che nel frattempo è intervenuto. La stima di consenso è di 135 mld. L’asta sarà condotta a tasso fisso e senza l’applicazione di uno spread sul refi.
– L’indice di fiducia economica della Commissione UE offrirà un quadro più completo sulla situazione ciclica nell’area euro. Il ritmo della ripresa sembra aver rallentato a fine estate stando alle indagini nazionali che hanno mostrato aumenti inferiori alle attese in Germania, Belgio e Olanda. L’indice sintetico è visto in salita a 81,8, da un precedente 80,6. Se confermato, il dato lascerebbe la media per il 3° trimestre a 79,5, da un precedente 70,2 coerente con una contrazione meno pesante del PIL nei mesi estivi.
– Italia. L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali è visto mantenere una crescita annua stabile a 2,1% a/a ad agosto. Si tratta di un deciso rallentamento dal picco di 4,3% a/a toccato a gennaio. Le retribuzioni contrattuali potrebbero rimbalzare lievemente fino a 2,8% a/a nei mesi autunnali, per effetto dell’applicazione di incrementi previsti, ma c’è il rischio di un successivo rallentamento sotto il 2% tra fine 2009 e inizio 2010, per via degli effetti ritardati dell’aumento in corso della disoccupazione.
– Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è vista in aumento per il sesto mese consecutivo a settembre. Stimiamo l’indice ISAE a 76,6, da 74,8 precedente. La fiducia è ormai in deciso recupero dal minimo di marzo (62), pur rimanendo ben al di sotto della media storica (88,2). Il dato sarebbe coerente con il recupero di fiducia visto negli altri Paesi europei. Confortante il fatto che, a partire dal mese scorso, il miglioramento abbia cominciato a riguardare le valutazioni delle imprese sugli ordini, mentre fino ad allora il recupero era guidato soprattutto dalla fase di decumulo dei magazzini.
Stati Uniti
– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a settembre dovrebbe salire a 55 da 54 di agosto. Nelle ultime settimane gli indici di fiducia non hanno segnalato nuovi miglioramenti: la fiducia dovrebbe oscillare nel range ristretto degli ultimi quattro mesi (47,4-54,8). Ad agosto l’indagine del Conference Board aveva registrato un ampio aumento della componente aspettative (+10,1), mentre quella corrente si era riportata solo sul livello di luglio (+1,6, a 24,9). Anche gli indicatori del mercato del lavoro erano migliorati ad agosto senza segnare nuovi massimi (a -40,9 ad agosto, risultato meno brillante che a maggio, a -38,1).
Ieri sui mercati
Le tensioni sullo yen hanno suggerito alle autorità monetarie nipponiche una correzione di tiro: Fuji ha affermato che gli attuali movimenti dei cambi sono “naturali”, ma che potrebbe agire se diventassero abnormi; in ogni caso, non ha mai sostenuto né uno yen forte, né uno yen debole. Il rimbalzo degli indici azionari ha brevemente riportato il cambio euro/dollaro verso 1,465, con massimi a 1,4680. Dollaro fra 89,5 e 90,6 yen, ampiamente sopra i minimi di 88,23 toccati nella notte fra domenica e lunedì. La sterlina, scesa fino a 1,576, in seguito è rientrata fra 1,5870-1,5960. Dollaro australiano sostenuto anche da voci di rialzo dei tassi a novembre e dicembre. Calo dei rendimenti sui titoli di stato, nuovamente più marcato sulle scadenze lunghe delle curve. Stabili i corsi delle materie prime, con moderati rialzi per il petrolio ($0,69 per la prima scadenza del Light Crude Future).
Area Euro
Germania. A settembre l’indice dei prezzi al consumo è calato di 0,3% m/m, più debole delle stime di consenso ma in linea con la nostra previsione. Sull’anno i prezzi al consumo calano di 0,2% /a e di 0,3% /a sulla misura armonizzata. La flessione dei prezzi è riconducibile al rientro delle pressioni sui prezzi delle benzine ed alimentari freschi. L’inflazione tedesca dovrebbe tornare positivada fine 2009.
Italia. La fiducia dei consumatori ha continuato a salire a settembre, battendo ancora una volta la più rosea delle previsioni. L’indice è così arrivato a 113,6 (da 111,8 di agosto), arrivando ai massimi da oltre 7 anni. Peraltro, il miglioramento riguarda più la valutazione sulla situazione economica generale del Paese che non la situazione personale degli intervistati, migliorata solo lievemente a 125,9 da 125. Continuano a salire (rimanendo comunque al di sotto dei massimi toccati a marzo) le attese sulla disoccupazione.
Stati Uniti
Il Chicago Fed National Index, l’indice composito del ciclo costruito sulla base di ben 85 diversi indicatori, è tornato a scendere ad agosto (a -0,90) dopo aver toccato a luglio (a -0,56) un massimo da gennaio 2008. Il peggioramento è dovuto principalmente agli indicatori sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione è salito di 3 decimi a 9,7%). L’indicatore è su livelli ancora recessivi ma segnala un deciso attenuarsi della recessione rispetto ai primi mesi dell’anno.
Giappone
L’inflazione ad agosto è scesa a -2,2% a/a; al netto di alimentari freschi l’indice scende a -2,4% a/a. La misura sottostante (ex energia e alimentari) segna -0,9% a/a. Anche i dati di Tokyo per settembre vedono ancora cali marcati.
L’indice di fiducia delle piccole imprese è salito a settembre a 43,5 da 41,8, in aumento continuo dai minimi di 24,9 di gennaio.






