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16/06/09 Oggi – BOJ decisione di politica monetaria (tassi fermi allo 0,1%)


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Da seguire:- Aste – emissioni a medio-lungo termine in Irlanda per 0,75-1,0 mld di euro, a breve termine in….

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Belgio (3-3,5 mld) e Spagna (3,5-4,5 mld).

Area Euro

– L’inflazione europea dovrebbe essere confermata in calo a 0,0% a/a a maggio, dal precedente 0,6% a/a. Sul mese i prezzi al consumo dovrebbero essere rimasti invariati. La dinamica sottostante al netto di energia, alimentari e tabacchi dovrebbe frenare di almeno tre decimi all’1,5% a/a.

– Germania. L’indice ZEW dovrebbe ancora salire a giugno supportato dal clima più disteso sui mercati finanziari. L’indice sulle attese è visto a 39 da un precedente 31. Prevediamo un rimbalzo dell’indice sulla situazione corrente a -86 (livello di febbraio 2009 e ben al di sotto della media di lungo termine) dai minimi degli ultimi due mesi.

Stati Uniti

– Il PPI a maggio dovrebbe essere aumentato dello 0,7% m/m, sulla spinta di prezzi dell’energia e degli alimentari. L’aggregato core dovrebbe aumentare dello 0,1% m/m.

– I nuovi cantieri a maggio dovrebbero salire a 480 mila da 458 mila di aprile. Le vendite di nuove case si sono stabilizzate su livelli molto bassi, ma non sono emersi segnali di crescita delle vendite. I nuovi permessi dovrebbero essere rimasti stabili a 500 mila da 498 mila di aprile, con un calo delle unità multi-familiari.

– La produzione industriale dovrebbe avere registrato un calo dell’1% m/m dopo
-0,5% m/m in aprile; si tratterebbe del settimo calo consecutivo, determinato dalla contrazione dell’attività nel settore manifatturiero.

Ieri sui mercati

La brusca flessione degli indici azionari mondiali avvenuta ieri si è accompagnata a un regresso delle quotazioni delle materie prime e dei tassi di rendimento sui titoli di stato. L’inversione di marcia, lungamente attesa, è stata favorita anche da dati macroeconomici non all’altezza delle aspettative e da commenti cauti sulle prospettive economiche di Geithner. Sugli UST il calo è di 5-9pb, con moderato appiattimento della curva (-2,5pb sul 5-2 anni), sul Bund di 4-8pb (-1pb sul 5-2 anni). Il Bund future ha chiuso in rialzo di quasi un punto, a 119,48. Il regresso dell’appetito per il rischio associato a questa correzione si è manifestato anche sui mercati valutari: lo yen ha infatti guadagnato 3 figure sull’euro ed ha raggiunto area 96 nei confronti del dollaro. In Australia la banca centrale non vede più una “necessità urgente” di tagliare i tassi, e in Giappone la banca centrale giudica che la fase peggiore della recessione sia superata.

Area Euro

La dinamica del mercato del lavoro si conferma in netto peggioramento nei primi mesi del 2009. L’occupazione è calata di 1 milione e 200 mila unità nel T1 0,8% t/t, ben peggio delle previsioni di consenso che la davano in peggioramento dello 0,4%t/t. La dinamica occupazionale cala di 1,2% a/a rispetto al 2008 dopo aver stagnato a dicembre. Il calo dell’occupazione ed il clima di incertezza peseranno sulla spesa per consumi dal T2.

In maggio le immatricolazioni europee di automobili sono in calo di -4,9% a/a a 1,27 mln di unità. Nei paesi della zona euro si registra un incremento del 2,8% a/a, contro il -8,6% dei primi cinque mesi del 2009 rispetto allo stesso periodo del 2008.

Stati Uniti

L’indagine Empire della NY Fed a giugno ha registrato un nuovo calo a -9,4 da -4,55 di maggio. Lo spaccato dell’indagine non è variato in misura significativa rispetto al mese scorso. Le condizioni a sei mesi vedono un ulteriore miglioramento a 47,8 da 43,8, tornando sui livelli di fine 2007. In particolare, gli investimenti tornano in territorio ampiamente positivo per la prima volta da settembre 2008. I dati restano coerenti con la graduale riduzione del ritmo di calo dell’attività, che peraltro era indicata anche dal Beige Book, e con l’aspettativa di un ritorno a crescita positiva a fine anno.

Gli acquisti netti di attività a lungo termine ad aprile sono stati pari a 11,2 mld di dollari, in netto calo rispetto ai 55,4 mld di marzo e rispetto ai 60 mld attesi dal consenso.

L’IMF ha rivisto verso l’alto le previsioni di crescita degli Stati Uniti. Con il nuovo scenario, l’IMF vede una contrazione del 2,5% nel 2009 (da -2,8% della previsione di aprile) mentre per il 2010 la previsione viene alzata a +0,75% da 0% dello scenario di aprile. Secondo l’IMF i rischi sulla crescita restano verso il basso nei prossimi trimestri, con l’aspettativa di una ripresa “solida” solo dopo metà 2010.

Evans (Chicago Fed) ha indicato che per il momento le misure di stimolo monetario adottate finora sono adeguate. Secondo Evans occorrerebbe vedere un “significativo deterioramento” rispetto allo scenario per ritenere necessari nuovi interventi. Evans ha sottolineato che ci vuole tempo perché le azioni già intraprese abbiano effetti sull’economia. Le affermazioni di Evans confermano che vi sono opinioni differenti all’interno del FOMC riguardo alla strategia di stimolo quantitativo.


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Analisi Daily

a cura di: Intesa Sanpaolo S.p.A.

Fonte: Intesa Sanpaolo S.p.A.

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