16/03/09 Quella passata è stata una settimana euforica per i mercati azionari

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Analisi Weekly
a cura di: Cfx Intermediazioni

Quella passata è stata una settimana euforica per i mercati azionari, caratterizzata da rialzi eccezionali: l’ Europa in rally ha archiviato sedute in forte rialzo, Wall Street ha

registrato la migliore seduta del 2009 e la Borsa di Tokyo si e’ risollevata dai minimi da 26 anni grazie alla migliore performance dell’anno.

I rally sono stati supportati principalmente dal settore finanziario e dalla speranza che le grandi banche americane riusciranno a sopravvivere senza bisogno di essere nazionalizzate: notizie incoraggianti sono infatti giunte dal Ceo di Bank of America Kenneteh Lewis, che ha confermato un ritorno alla profittabilita’ nei primi due mesi dell’anno, proprio come quanto fatto da Citigroup e JP Morgan nei giorni prcedentei..

Il Giappone ha deciso di iniettare 1,2 miliardi di dollari in tre banche regionali (Sapporo Hokuyo Holdings, Minami-Nippon Bank e Fukuho Bank) e promesso un nuovo piano di stimolo all’economia nelle prossime settimane. D’altra parte anche il presidente della BCE Trichet ha detto che l’istituto centrale non esiterà a mettere in atto misura straordinarie per combattere la crisi finanziaria in atto. Le banche centrali mondiali si trovano davanti ad una situazione estremamente critica: mai come ora è necessaria un’azione coordinata a livello globale. In questo contesto la Reserve Bank of New Zealand ha deciso di ridurre ulteriormente il costo del denaro passando dal 3.5 al 3%.

Da segnalare l’inizio del “quantitative easing” da parte della Banca d’Inghilterra: è’ solo il primo passo di un percorso che prevede l’acquisto di asset per 75 miliardi di sterline nei prossimi tre mesi, con altri 75 miliardi di riserva. Gli analisti sostengono che l’azionario potrebbe incontrare difficolta’ a mantenere un passo spedito, almeno fino a quando non ci saranno segnali di un recupero dell’economia; Secondo l’economista Roubini, che e’ stato tra i primi a prevedere lo scoppio della crisi, si tratta di una falsa partenza e il rimbalzo e’ destinato a spegnersi sotto l’incalzare di dati macro peggiori del previsto, di utili in calo e di notizie shock in arrivo dai mercati e dalle societa’.

In scia il presidente della Banca mondiale, Robert Zoellick, che ha parlato di un 2009 ‘molto pericoloso’ per l’economia mondiale perchè entrera’ in recessione ‘per la prima volta dalla seconda Guerra Mondiale’, dicendosi particolarmente preoccupato dei rischi di una ripresa del protezionismo. Esempio su tutti l’economia tedesca che, sovraesposta sui mercati mondiali, continua a lanciare preoccupanti segnali di debolazza con le ultime stime al ribasso per il 2009 e la produzione industriale in continuo calo. . Sul mercato valutario spinte rialziste per l’euro, in diffuso apprezzamento in un mercato che pero’ non trova un indirizzo preciso a causa del rincorrersi delle speculazioni in vista del G-20 di questo week end. In ripresa la sterlina su acquisti tecnici, mentre lo yen cede terreno a causa della minore avversione a rischio.

Il franco rimane debole dopo essere crollato contro tutte le principali valute a seguito del taglio dei tassi allo 0,25% deciso dalla Banca centrale elvetica, che ha così portato il costo del denaro ai minimi storici ed ha reso pubblica l’intenzione di intervenire sui mercati dei cambi per impedire alla sua moneta un ulteriore apprezzamento: l’istituto inizierà ad acquistare valuta estera sui mercati dei cambi, nonchè obbligazioni in franchi svizzeri emessi da mutuatari del settore privato

Principali tassi di cambio

Euro – Dollaro:

Settimana caratterizzata dalla spinta rialzisa dell’euro che si apprezza nei confronti del dollaro.
L’euro rompe il livello di resistenza di 1.28 figura e poi tiene il supporto statico emerso a quota
1.2865 che gli consente di riportarsi fino ad un picco di 1.2958, a conferma dell’ottimo stato di
forma della moneta unica, sospinta dall’euforia borsistica. Prossimo target a quota 1.2990, toccato il
23 febbraio scorso. L’indirizzo rialzista di breve rimane dunque inalterato in un contesto che però va
interpretato come mera reazione tecnica ai minimi del 4 marzo scorso a 1.2455. Il trend di medio
termine rimane infatti di ribasso almeno fino a quando si resta sotto quota 1.2990, ultimo massimo
discendente di rilievo.

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Euro – Yen:

Il movimento al rialzo dell’eurjpy prosegue all’insegna della volatilità, L’euro si è mosso in un
canale laterale prima della rottura al ribasso di quota 124 e la discesa sui minimi a 112,09. Il
rimbalzo in coincidenza dei rally borsistici ha permesso alla divisa del vecchio continente di
rinnovare i massimi e di rompere il livello di resistenza a 126,05. Eurjpy nuovamente sopra 127 con
massimi a 127,62 come non si vedeva dai primi giorni del 2009. Target presto aggiornati a 128,50 e
129,70 e livelli di supporto a 126,05 e 125,45. La situazione resta comunque incerta per l’euro
almeno fino al recupero dei 130.

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Dollaro – Yen:

Il dollaroyen rientra in un canale di oscillazione compreso tra 97,50 e 99 figura dopo una settimana
volatile che l’ha costretto a ritracciare su minimi sotto quota 96 prima di rimbalzare dal livello di
supporto di 95,65. Lo strappo deciso del dollaro contro lo yen è la conferma del nervosismo del
mercato in questa fase e della volatilità di prezzi che vede la divisa nipponica cedere terreno a causa
della minore avversione al rischio. Si riparte dunque dai massimi di periodo con attenzione rivolta a
quota 100 e target interessanti a 103,05 e 105,15.

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Dollaro – Franco Svizzero:

Settimana importante per il franco svizzero che rimane debole dopo essere crollato contro il dollaro ma anche contro tutte le principali valute a seguito del taglio dei tassi allo 0,25% deciso dalla Banca centrale elvetica. Lo strappo di 4 figure riporta il dollaro svizzero ai livelli di quotazione di inizio dicembre quando il cambio aveva cominciato a ritracciare bruscamente sotto 1.0570. USDCHF sui massimi dunque e possibili nuovi target a 1.2200.

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Sterlina – Dollaro:

Volatilità anche per il Cable che dopo un avvio tutto ribassista recupera parte del terreno perso fino
a toccare quota 1,4068. La sterlina sembra capace di reagire alla spinta del dollaro e sui livelli di
supporto a 1,3705 prima e 1,3860 poi strappa al rialzo, supportata dall’iniziativa della Banca
d’Inghilterra di dare inizio al “quantitative easing”. Lontano da quota 1,35 e dai minimi storici visti
a fine gennaio, seppur non di molto, il GBPUSD dovrà confrontarsi con i livelli di prezzo a 1,4650
per poter consolidare un eventuale cambiamento di direzione

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L’utente prende atto che le informazioni contenute in questo report hanno mera natura informativa
e vengono elaborate dall’analisi dei dati di negoziazione, dei dati di mercato e dalle statistiche.

Fonte: Cfx Intermediazioni.com

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