Analisi Daily
a cura di: Intesa Sanpaolo S.p.A.
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Da seguire:
Giappone
– Il PIL giapponese nel 4° trimestre è sceso del 3,3% t/t (-13,7% t/t ann., -4,6% a/a), vicino alle aspettative di consenso (-3,1%). Come atteso, gran parte del calo è da attribuire al canale estero: le esportazioni nette hanno contribuito per -2,6% del calo complessivo del PIL. Tuttavia, i dati sono negativi anche per la domanda domestica complessiva.
I market mover della settimana
Nell’area euro sono in calendario i primi indici di fiducia riferiti al mese di febbraio. Ci aspettiamo che sia l’indice ZEW tedesco, che l’INSEE francese, che la stima flash sui PMI area euro, pur rimanendo su livelli ampiamente recessivi, possano mostrare una attenuazione del pessimismo rispetto al punto di minimo visto a fine 2008.
La settimana è densa di dati ed eventi negli Stati Uniti. Le indagini di settore per febbraio dovrebbero stabilizzarsi sui livelli di gennaio. L’inflazione di gennaio vedrà variazioni mensili positive sulla scia dell’aumento dei prezzi energetici. La produzione industriale e cantieri e licenze a gennaio dovrebbero mostrare ancora pesanti contrazioni. Dalla Fed, i verbali della riunione FOMC e l’intervento di Bernanke daranno ampie revisioni verso il basso delle previsioni macroeconomiche e qualche informazione in più sulle intenzioni della banca centrale riguardo a eventuali acquisti di Treasuries.
Venerdì sui mercati
Il voto favorevole allo stimolo fiscale ($787 mld) pesa sulla performance degli UST, i cui rendimenti sono rimbalzati da un minimo di 4pb (2 anni) a un massimo di 15pb (30 anni) nonostante la chiusura negativa dei mercati azionari. L’andamento dei titoli di stato è stato meno negativo in Europa, dove il Bund future ha chiuso in ribasso di appena 23 centesimi; tuttavia, i titoli tedeschi hanno fatto meglio di tutti gli altri, che hanno subito un nuovo allargamento degli spread. Euro in regresso, con minimi questa mattina a 1,2728 dollari: a parte le speculazioni ridicole sulla rottura dell’unione monetaria, pesano sul clima di fiducia le preoccupazioni per l’impatto della crisi in Est Europa sulle banche occidentali e i dubbi sulla sostenibilità del debito pubblico in Irlanda. La fragilità del sistema crea un habitat ideale per i rumours. Il G-7 si è chiuso, come prevedibile, senza decisioni di immediata rilevanza.
Area Euro
La prima stima del PIL nel 4° trimestre del 2008 per l’Area Euro vede un brusco calo a -1,5% t/t dopo un -0,2% t/t precedente. Il dato è inferiore alle attese di -1,3% t/t e si riflette in un’inversione di segno per la variazione annua, a -1,1% a/a da un +0,6% a/a rilevato il trimestre precedente. Il PIL tedesco per il 4° trimestre registra un calo del -2,1% t/t dopo un -0,5% t/t precedente (sotto le attese posizionate a -1,8% t/t). La prima stima della variazione annua è in calo del -1,6% a/a da +1,4% t/t precedente (rivisto da +1,3% a/a) ed inferiore alle attese di -1,3% a/a. In linea il dato annuale corretto per i giorni lavorativi che registra un -1,7% a/a da un -0,8% a/a precedente. Il PIL italiano del 4° trimestre registra un forte calo del -1,8% t/t dopo un -0,6% t/t nel trimestre precedente (rivisto da -0,5% t/t precedente), risultando al di sotto delle attese di -1,3% t/t. Il PIL annuo è in calo del -2,6% a/a da +1,1% t/t precedente (rivisto da +0,9% a/a) e significativamente inferiore alle attese di -1,3% a/a. Il PIL francese registra un calo nel 4° trimestre del -1,2% t/t dopo un 0,1% t/t nel trimestre precedente, risultando in linea con le attese. La variazione annua è in calo del -1,0% a/a da +0,6% t/t precedente e di poco inferiore alle attese di -0,9% a/a.
Francia. Il numero degli occupati nel settore non agricolo per il 4° trimestre è in calo del -0,6% t/t da un -0,3% t/t precedente e in linea con le attese; nello stesso trimestre sono in crescita i salari nominali di +0,3% t/t.
Spagna. L’indice sui prezzi al consumo registra un calo a gennaio del -1,3% m/m dopo un -0,5% m/m precedente ed è in linea con le attese. L’inflazione annua rallenta allo 0,8% a/a dall’1,4% a/a di dicembre.
Stati Uniti
La Fed ha annunciato che quattro riunioni dell’FOMC nel 2009 (marzo, aprile, agosto settembre e dicembre) saranno di due giorni per avere più tempo per la discussione. Con questo annuncio tutte le riunioni del 2009 saranno di due giorni, perché le riunioni di aprile, giugno e novembre erano già programmate come riunioni di due giorni (per la discussione delle previsioni di scenario macroeconomico). Il comunicato dell’esito della riunione verrà diramato quindi sempre di mercoledì, intorno alle 2,15 ora locale. Anche la pubblicazione dei verbali verrà ritardata di un giorno per le riunioni la cui durata è stata modificata.
L’indice preliminare di fiducia dell’Università del Michigan è ancora sceso ampiamente a febbraio a 56,2 da 61,2 di gennaio (il precedente minimo era stato a55,3 a novembre 2008). La valutazione delle condizioni correnti è marginalmente salita a 67,1 da 66,5, ma le aspettative sono crollate a 49,1 (minimo dal 1980) da 57,8 di gennaio. Per quanto riguarda le aspettative di inflazione, sull’orizzonte a 1 anno si registra un calo marcato a 1,6% da 2,2% di gennaio, ma sull’orizzonte a 5 anni prosegue il rialzo iniziato a dicembre,da 2,6% a fine 2008 a 2,9% a gennaio e a 3% a febbraio.
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