Da seguire: Area euro: – Germania. L’indice ZEW sulle attese potrebbe correggere ulteriormente a dicembre a …..

48,5 da un precedente 51,1. L’indice resterebbe comunque significativamente sopra la media di lungo termine (27). La valutazione della situazione corrente potrebbe salire a -60, da un precedente -65,6, ancora depressa rispetto alla media storica.
Stati Uniti
– Il PPI a novembre dovrebbe aumentare dello 0,8% m/m, e dell’1,6% a/a. L’indice senza alimentari ed energia è previsto in aumento di 0,3% m/m. I dati seguono un calo in ottobre (-0,6% m/m), dovuto a un fattore probabilmente transitorio (ampio calo dei prezzi degli autoveicoli). L’indice generale dovrebbe essere spinto dall’aumento del prezzo della benzina.
– L’indagine Empire della NY Fed a dicembre dovrebbe stabilizzarsi a 23, in linea con il dato di novembre (23,5). Le informazioni dal settore manifatturiero recentemente sono state miste, con un calo inatteso dell’ISM a novembre, un ampio aumento delle ore lavorate e un miglioramento del quadro occupazionale. L’Empire aveva registrato un rialzo molto ampio a ottobre (34,5, da 18,9 di settembre) e una stabilizzazione a dicembre sui livelli di novembre confermerebbe il trend in atto prima del balzo di ottobre. Ordini, occupazione e output dovrebbero rimanere in territorio positivo vicino ai livelli di novembre, ma al di sotto dei livelli di ottobre.
– La produzione industriale a novembre è prevista in aumento di 0,7% m/m, anche maggiore per il settore manifatturiero (+0,8% m/m). Le ore lavorate aggregate nel settore manifatturiero sono aumentate dello 0,4% m/m, in base ai dati dell’employment report. Questo segnale dovrebbe prevalere rispetto alle indicazioni un po’ meno positive viste con l’ISM di novembre. L’utilizzo della capacità produttiva dovrebbe proseguire sul trend positivo in atto dall’estate e salire a 71,2% dal 70,7% di ottobre.
– La fiducia dei costruttori (indice NAHB) dovrebbe risalire a 18 a dicembre, dopo il calo a 17 visto il mese precedente.
Ieri sui mercati
Area euro
L’occupazione nell’area euro è calata di -0,5% t/t nel 3° trimestre (come il trimestre precedente; il minimo era stato raggiunto a -0,7% t/t nel 1° trimestre). Su base annua il dato raggiunge un nuovo minimo nei 13 anni di rilevazione della serie, a -2,1% da -1,8% a/a. Nel trimestre si segnala in particolare ancora un forte calo degli occupati in Spagna (-1,5% t/t). Il Paese con la miglior tenuta appare la Germania (-0,1% t/t per il 3° trimestre consecutivo). Le indagini congiunturali suggeriscono un’ulteriore contrazione dell’occupazione per fine 2009, anche se su ritmi inferiori. Inoltre, il rallentamento dell’occupazione deve ancora far sentire i suoi effetti sulla crescita dei salari.
La produzione industriale nell’area euro è calata di -0,6% m/m ottobre (da +0,2% m/m a settembre). Su base annua l’output migliora lievemente a -11,1% da -12,8% a/a. Nel mese, il calo ha riguardato in particolare i beni di consumo, mentre la produzione di beni capitali è rimasta stabile e quella di beni intermedi è salita. L’output si è contratto in Germania (-1,8% m/m), Francia (-0,9%) e Irlanda (-2,8%) mentre è salito in Italia (0,5%), Spagna (0,3%) e Olanda (0,6%). Il dato di ottobre lascia la produzione in rotta per un calo di -0,1% t/t negli ultimi tre mesi dell’anno dopo il +2% t/t del trimestre estivo. In ogni caso, si tratta di una pausa dopo cinque mesi di fila in crescita e le indicazioni dalle indagini di clima suggeriscono una ripresa dell’attività a novembre.
Le nuove immatricolazioni di autoveicoli sono in crescita del 27% a/a in novembre, ma il bilancio dei primi undici mesi rispetto allo stesso periodo del 2008 rimane negativo (-2,8% a/a). L’accelerazione delle vendite è imputabile alle misure per la rottamazione adottate da diversi paesi europei.
Grecia – Il primo ministro George Papandreou ha annunciato l’intenzione di tagliare il deficit pubblico dal 12,7 al 3% del PIL nei prossimi quattro anni. Le misure annunciate non hanno impressionato i mercati, anche per la scarsità di dettagli sui tempi e gli impatti previsti.
Analisi Daily
Appendice
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– Aste – L’Italia colloca il nuovo BTP 4,25% 03/2020 per un ammontare di 4-5 mld, e riapre rispettivamente per 2-2,5 mld e per 1,5-2,25 mld il BTP 2,5% 07/2012 e il CCT 07/2016.
Area Euro
– L’operazione di rifinanziamento a 1 anno dovrebbe chiudersi con un’allocazione di fondi inferiore ai 442 mld dell’asta del 22 giugno, dato il miglioramento delle condizioni di mercato monetario e, soprattutto, il calo dei tassi a brevissimo termine che nel frattempo è intervenuto. La stima di consenso è di 135 mld. L’asta sarà condotta a tasso fisso e senza l’applicazione di uno spread sul refi.
– L’indice di fiducia economica della Commissione UE offrirà un quadro più completo sulla situazione ciclica nell’area euro. Il ritmo della ripresa sembra aver rallentato a fine estate stando alle indagini nazionali che hanno mostrato aumenti inferiori alle attese in Germania, Belgio e Olanda. L’indice sintetico è visto in salita a 81,8, da un precedente 80,6. Se confermato, il dato lascerebbe la media per il 3° trimestre a 79,5, da un precedente 70,2 coerente con una contrazione meno pesante del PIL nei mesi estivi.
– Italia. L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali è visto mantenere una crescita annua stabile a 2,1% a/a ad agosto. Si tratta di un deciso rallentamento dal picco di 4,3% a/a toccato a gennaio. Le retribuzioni contrattuali potrebbero rimbalzare lievemente fino a 2,8% a/a nei mesi autunnali, per effetto dell’applicazione di incrementi previsti, ma c’è il rischio di un successivo rallentamento sotto il 2% tra fine 2009 e inizio 2010, per via degli effetti ritardati dell’aumento in corso della disoccupazione.
– Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è vista in aumento per il sesto mese consecutivo a settembre. Stimiamo l’indice ISAE a 76,6, da 74,8 precedente. La fiducia è ormai in deciso recupero dal minimo di marzo (62), pur rimanendo ben al di sotto della media storica (88,2). Il dato sarebbe coerente con il recupero di fiducia visto negli altri Paesi europei. Confortante il fatto che, a partire dal mese scorso, il miglioramento abbia cominciato a riguardare le valutazioni delle imprese sugli ordini, mentre fino ad allora il recupero era guidato soprattutto dalla fase di decumulo dei magazzini.
Stati Uniti
– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a settembre dovrebbe salire a 55 da 54 di agosto. Nelle ultime settimane gli indici di fiducia non hanno segnalato nuovi miglioramenti: la fiducia dovrebbe oscillare nel range ristretto degli ultimi quattro mesi (47,4-54,8). Ad agosto l’indagine del Conference Board aveva registrato un ampio aumento della componente aspettative (+10,1), mentre quella corrente si era riportata solo sul livello di luglio (+1,6, a 24,9). Anche gli indicatori del mercato del lavoro erano migliorati ad agosto senza segnare nuovi massimi (a -40,9 ad agosto, risultato meno brillante che a maggio, a -38,1).
Ieri sui mercati
Le tensioni sullo yen hanno suggerito alle autorità monetarie nipponiche una correzione di tiro: Fuji ha affermato che gli attuali movimenti dei cambi sono “naturali”, ma che potrebbe agire se diventassero abnormi; in ogni caso, non ha mai sostenuto né uno yen forte, né uno yen debole. Il rimbalzo degli indici azionari ha brevemente riportato il cambio euro/dollaro verso 1,465, con massimi a 1,4680. Dollaro fra 89,5 e 90,6 yen, ampiamente sopra i minimi di 88,23 toccati nella notte fra domenica e lunedì. La sterlina, scesa fino a 1,576, in seguito è rientrata fra 1,5870-1,5960. Dollaro australiano sostenuto anche da voci di rialzo dei tassi a novembre e dicembre. Calo dei rendimenti sui titoli di stato, nuovamente più marcato sulle scadenze lunghe delle curve. Stabili i corsi delle materie prime, con moderati rialzi per il petrolio ($0,69 per la prima scadenza del Light Crude Future).
Area Euro
Germania. A settembre l’indice dei prezzi al consumo è calato di 0,3% m/m, più debole delle stime di consenso ma in linea con la nostra previsione. Sull’anno i prezzi al consumo calano di 0,2% /a e di 0,3% /a sulla misura armonizzata. La flessione dei prezzi è riconducibile al rientro delle pressioni sui prezzi delle benzine ed alimentari freschi. L’inflazione tedesca dovrebbe tornare positivada fine 2009.
Italia. La fiducia dei consumatori ha continuato a salire a settembre, battendo ancora una volta la più rosea delle previsioni. L’indice è così arrivato a 113,6 (da 111,8 di agosto), arrivando ai massimi da oltre 7 anni. Peraltro, il miglioramento riguarda più la valutazione sulla situazione economica generale del Paese che non la situazione personale degli intervistati, migliorata solo lievemente a 125,9 da 125. Continuano a salire (rimanendo comunque al di sotto dei massimi toccati a marzo) le attese sulla disoccupazione.
Stati Uniti
Il Chicago Fed National Index, l’indice composito del ciclo costruito sulla base di ben 85 diversi indicatori, è tornato a scendere ad agosto (a -0,90) dopo aver toccato a luglio (a -0,56) un massimo da gennaio 2008. Il peggioramento è dovuto principalmente agli indicatori sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione è salito di 3 decimi a 9,7%). L’indicatore è su livelli ancora recessivi ma segnala un deciso attenuarsi della recessione rispetto ai primi mesi dell’anno.
Giappone
L’inflazione ad agosto è scesa a -2,2% a/a; al netto di alimentari freschi l’indice scende a -2,4% a/a. La misura sottostante (ex energia e alimentari) segna -0,9% a/a. Anche i dati di Tokyo per settembre vedono ancora cali marcati.
L’indice di fiducia delle piccole imprese è salito a settembre a 43,5 da 41,8, in aumento continuo dai minimi di 24,9 di gennaio.






