15/01/09 Oggi Riunione BCE- annuncio tassi (prev. Intesa Sanpaolo: tasso refi -50pb a 2%)


Iscriviti ai Nostri canali


Analisi Daily

a cura di: Intesa Sanpaolo S.p.A.

15012009 1.png


Da seguire:

Area Euro

– Nonostante una iniziale resistenza manifestata dopo il taglio da 75pb deciso a dicembre, riteniamo che la BCE sarà costretta a tagliare i tassi anche a gennaio, stimiamo di 50pb (sebbene non si possa escludere un intervento più contenuto). Infatti le due condizioni cui la BCE subordinava l’intenzione di non tagliare i tassi a gennaio (la trasmissione degli interventi di stimolo all’economia reale e il permanere delle aspettative di inflazione in un intorno del 2%) non sembrano essersi verificate. Manteniamo l’idea che, dopo che avrà portato il refi al 2%, la BCE possa prendersi una pausa, in attesa di verificare l’efficacia degli interventi sin qui attuati. Le aspettative di mercato sono difficili da leggere perché le abbondanti condizioni di liquidità mantengono l’Eonia lontano dal refi (-39pb), ma un taglio di almeno 50pb è scontato. Gli OIS registrano livelli di 1,50% per febbraio e 1,30% per marzo, compatibili con una discesa fino a 1,5% dei tassi ufficiali alla riunione del prossimo mese.

– L’inflazione area euro dovrebbe essere confermata all’1,6% a/a a dicembre, in deciso calo dal 2,1% a/a di novembre e per la prima volta dall’agosto del 2007 al di sotto del target BCE. Sul mese, i prezzi dovrebbero essere calati di -0,1% m/m (da -0,5% m/m precedente). Non escludiamo un calo dell’inflazione core (che esclude tutte le componenti volatili ovvero energetici, alimentari, alcool e tabacco) all’1,8% a/a. Il trend di calo dell’inflazione headline proseguirà per tutta la prima metà del prossimo anno, raggiungendo un punto di minimo, grazie al confronto favorevole con lo stesso mese dell’anno precedente, a luglio 2009 (attorno a 0,6% a/a, con rischi verso il basso).

Stati Uniti

– I prezzi alla produzione a dicembre dovrebbero aver segnato il quinto calo consecutivo, con una contrazione mensile del 2%. Gran parte della contrazione sarà ancora da attribuire ai prezzi dell’energia, anche se l’entità del calo sarà minore che nei mesi precedenti. Probabile un calo dei prezzi degli alimentari. I prezzi delle auto dovrebbero restare deboli (-0,6% a novembre, -1,7% a ottobre) e contribuire negativamente alla dinamica complessiva. L’indice core dovrebbe essere aumentato dello 0,1% m/m come a novembre. La variazione tendenziale dovrebbe diventare negativa (-1,3% a/a) tornando sui minimi del 2002.

– Le indagini Empire e Philadelphia Fed a gennaio dovrebbero essere ancora in territorio ampiamente negativo, scendendo ancora rispetto ai livelli di dicembre. L’indice Empire a novembre e dicembre è rimasto sostanzialmente stabile (-25,43 e -25,76, rispettivamente) e il Philly Fed era risalito a -36,1 a dicembre, da -39,8 di novembre. La previsione per gennaio vede ulteriori riduzioni a -38 per il Philadelphia Fed e a -27 per l’Empire. L’ISM di dicembre ha toccato il minimo dal 1980 e mette rischi verso il basso per la previsione di tutte e due le indagini di gennaio. Occupazione e ordini dovrebbero rimanere ampiamente negativi e anche lo scenario a 6 mesi non dovrebbe dare segnali di miglioramento. La componente prezzi pagati potrebbe registrare un rialzo legato alla risalita dei prezzi delle commodities nelle ultime due settimane.

Ieri sui mercati

Il riemergere di problemi nel settore finanziario in una cornice di dati economici molto negativi ha condotto a una pesante flessione degli indici azionari mondiali: -3,35% sull’S&P500, -4,92% per il Nikkei, -4,68% per l’EuroStoxx50. L’avversione al rischio è stata incoraggiata anche dal declassamento del debito sovrano della Grecia (da A ad A-) e dai timori sulla capacità dell’Irlanda di far fronte alla crisi senza aiuti esteri. Bund future in rialzo (+0,71), con i titoli tedeschi ancora beneficiari di flussi precauzionali e gli altri emittenti penalizzati dall’allargamento degli spread. L’euro continua a soffrire per le tensioni sulle finanze pubbliche di alcuni Stati membri: ieri minimo a 1,3091, seguito da oscillazioni in area 1,3100. Il dollaro è calato a 88,8-89,2 contro yen, arrivando fino a 88,59.

Area Euro

Germania. Il PIL è cresciuto meno del previsto dell’1,3% nel 2008, dal 2,5% precedente. Se corretta per i giorni lavorativi, la crescita è risultata ancora inferiore, di appena l’1% dopo il 2,6% del 2007. Ma l’indicazione più negativa viene dal 4° trimestre dell’anno, che secondo l’FSO dovrebbe mostrare una contrazione del PIL compresa tra l’1,5% e il 2% t/t.

Italia. La produzione industriale ha subito un altro crollo a novembre (-2,3% m/m, quasi doppio rispetto alle attese) dopo quelli registrati a ottobre (-2% m/m) e settembre (-3,1% m/m). Su base annua l’output è calato a -9,7% a/a (corretto per i giorni lavorativi) dopo il -6,9% a/a del mese di ottobre e a -12,3% a/a (da -6,7% a/a precedente) considerando i dati grezzi.

La produzione industriale nell’area euro è calata di -1,6% m/m a novembre; il calo è inferiore al previsto (peraltro, solo a causa di un anomalo balzo del 10,2% m/m in Irlanda), ma, sulla base della revisione al ribasso dei dati precedenti, l’output su base annua è risultato più negativo del previsto, a -7,7% a/a (da -5,7% a/a), ai minimi dal dicembre 1990.

Francia. I prezzi al consumo sono calati per il sesto mese consecutivo a dicembre, di -0,2% m/m (-0,3% m/m armonizzato) dopo il -0,5% m/m precedente, sulla scia, come il mese scorso e come verificatosi negli altri Paesi dell’area euro, della decisa flessione dei prezzi energetici. L’inflazione annua è scesa così a 1% da 1,6% a/a e a 1,2% da 1,9% a/a considerando l’indice armonizzato.

Stati Uniti

Le vendite al dettaglio a dicembre hanno segnato un crollo molto più ampio di quanto atteso, con un calo di -2,7% m/m (-7,9% a/a) e di -3,1% m/m (-5,6% a/a) per l’aggregato al netto delle auto. I due settori critici, auto e edilizia residenziale, confermano il peggioramento degli ultimi mesi: le auto hanno segnato un calo di 0,7% m/m, i materiali da costruzione -2,9% e l’arredamento -1,8% m/m. I dati sono univocamente negativi e segnalano un possibile ulteriore peggioramento della dinamica dei consumi nel 4° trimestre da un 3° trimestre già ampiamente negativo.

I prezzi all’import sono scesi a dicembre del 4,2% m/m (-9,3% a/a) dopo -7% m/m di novembre. Al netto del petrolio, il calo è stato dell’1,1% m/m. Il petrolio ha segnato una contrazione di -21,4% m/m (-47% a/a). Gli alimentari hanno visto un rimbalzo dei prezzi di 2,3% m/m, dopo tre mesi consecutivi di cali. In modesto aumento solo i prezzi dei beni di consumo (+0,1% m/m).

Plosser (Philadelphia Fed, non votante) ha sottolineato i rischi di una crescita senza vincoli del bilancio della banca centrale, che potrebbe mettere in dubbio la credibilità dell’impegno della Fed a controllare l’inflazione.

Il Beige Book riporta ulteriore indebolimento dell’attività diffuso a quasi tutti i distretti e a quasi tutti i settori.


Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hannopredisposto la presente ricerca, i cui nomi e ruoli sono riportati nella prima pagina del documento dichiarano che:

(1) Le opinioni espresse sulle societàcitate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;

(2) Non è stato e non verràricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.

Comunicazioni importanti

La presente pubblicazione èstata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenutesono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A.affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezzadelle stesse non può essere in alcun modo garantita. Lapresente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini diinformazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, noncostituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta diconclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o allavendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento puòessere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.

La presente pubblicazione non sipropone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali sirivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/oqualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà diagire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopraesposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispiraprima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione dellaclientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/oqualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmenteassumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodottifinanziari.

Fonte: Intesa Sanpaolo S.p.A.

Investment World

Iscriviti alla Newsletter di ETFWorld.it

Ho letto l'informativa Privacy e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.