Da seguire: Area euro; – L’occupazione dovrebbe essere calata di 0,4% t/t nei mesi estivi e dell’1,7% a/a sull’anno. La dinamica occupazionale ha visto un netto peggioramento in Spagna, Francia e ……

Olanda. In Germania e Italia, il mercato del lavoro ha risentito, per ora, meno della crisi, grazie ai programmi statali. Le indagini congiunturali suggeriscono un’ulteriore contrazione dell’occupazione per fine 2009. La dinamica ciclica farà sentire gli effetti sull’occupazione fino a 2010 inoltrato.
– I dati nazionali suggeriscono che la produzione industriale nell’area euro dovrebbe essere calata di 0,8% m/m ottobre. L’output è calato fortemente in Germania, Francia, Irlanda e Portogallo, ma ha tenuto discretamente in Italia. Si tratterebbe di una pausa dopo cinque mesi di fila in crescita. Se confermato, il dato di ottobre lascerebbe la produzione in rotta per un calo di 0,2%t/t. Le indicazioni dalle indagini di clima suggeriscono una ri-accelerazione di attività a novembre. I dati reali segnalano che è necessaria cautela nella valutazione dello scenario macro.
Giappone
– Il Tankan di dicembre ha registrato un ulteriore miglioramento per il settore manifatturiero, per tutte le categorie di imprese.
I market mover della settimana
Nell’area euro la tornata di indagini di clima per il mese di dicembre confermerà la fase di ripresa, ma non escludiamo si possa vedere una pausa dell’IFO e un aumento modesto in Francia. Il PMI composito area euro è visto a 54,0, da un precedente 53,7. I dati di produzione industriale segnaleranno una correzione (-0,8% m/m) dopo mesi in costante aumento. La stima definitiva dovrebbe confermare l’inflazione area euro a 0,6% e il core all’1,0% a/a.
La settimana è densa di dati ed eventi negli Stati Uniti. La riunione del FOMC dovrebbe mantenere l’indicazione di tassi fermi per un periodo esteso, rimandando al 2010 la svolta della politica monetaria, anche in termini di comunicazione. Le indagini del settore manifatturiero di dicembre dovrebbero essere poco variate e rimanere positive. La produzione industriale a novembre dovrebbe segnare una ripresa marcata, con un ulteriore aumento dell’utilizzo della capacità produttiva. Cantieri e licenze di novembre sono attesi nuovamente in aumento dopo una pausa a ottobre.
Venerdì sui mercati
Retromarcia degli spread sovrani nell’Eurozona: la Grecia chiude a 205,6 da 244,5 sul decennale, e restringimenti sono stati osservati anche per gli altri periferici, Italia inclusa. Netta flessione per il cambio euro/dollaro, che ha segnato il minimo di giornata a 1,4584 per rimbalzare poi sopra 1,4600; la ripresa del dollaro ha interessato anche i cambi contro yen e sterlina. Rendimenti in rialzo sulle curve dollaro ed euro.
Area euro
Il primo ministro della Grecia, Papandreou, ha affermato che il paese deve affrontare il problema fiscale con misure domestiche e che non intende chiedere l’aiuto degli altri paesi UE o del FMI. Reuters riferisce che potrebbero essere annunciate oggi nuove misure fiscali finalizzate a tagliare il deficit dal 12,7 al 3% in quattro anni, e che queste saranno discusse preventivamente con le parti sociali. L’obiettivo per il 2010 rimarrebbe al 9,1% e la priorità rimarrà sull’eliminazione degli sprechi e sulla lotta all’evasione fiscale: il Ministro dell’economia ha escluso il congelamento o la riduzione dei salari nel pubblico impiego. Secondo Bini-Smaghi, membro del comitato esecutivo BCE, la Grecia deve adottare misure che le consentano di recuperare un rating singola A entro la fine del 2010.
Stati Uniti
Le vendite al dettaglio aumentano più del previsto, con una variazione dell’1,3% m/m e dell’1,2% m/m per l’aggregato ex-auto. Le vendite di ottobre sono state riviste a 1,1% m/m da 1,4% m/m; al netto delle auto le vendite sono stimate adesso a +0,1% da +0,3%. La benzina vede un aumento del 6% m/m, legato ad aumenti di prezzo. Al netto di auto e benzina, le vendite aumentano dello 0,6% m/m; l’aggregato al netto di auto, benzina e materiali da costruzione segna un incremento di 0,5% m/m. Le vendite di auto, come atteso, registrano un ampio aumento (+1,6% m/m), dopo +7,1% di ottobre e confermano che il trend è positivo anche dopo la fine degli incentivi fiscali. Positive tutte le altre voci, tranne abbigliamento (-0,6% m/m) e arredamento (-0,7% m/m). L’abbigliamento segna il secondo calo consecutivo, ma potrebbe essere anche un effetto prezzo legato agli sconti aggressivi della stagione pre-natalizia. Molto sostenute le vendite di elettronica (+2,8% m/m) e di materiali da costruzioni (+1,5% m/m). Le vendite nel 4° trimestre segnerebbero un incremento dell’1,4% t/t rispetto al 3° se dicembre fosse invariato. Le vendite al netto di auto e benzina segnano un’accelerazione rispetto al +0,4% mensile dei due mesi precedenti. I consumi nel 4° trimestre potrebbero risultare migliori di quanto inizialmente atteso. Per il 2010, manteniamo però una previsione di consumi in crescita molto contenuta, intorno all’1,5%, per via della necessità di ricostituire risparmio.
I prezzi all’import a novembre sono aumentati dell’1,7% m/m (3,7% a/a), e il dato di ottobre è stato rivisto verso l’alto a +0,8% m/m da 0,7%. Al netto del petrolio, i prezzi aumentano dello 0,7% m/m (-1,6% a/a). Il prezzo del petrolio registra un incremento di 6,2% m/m, gli alimentari di 0,5% m/m. Circa stabili I prezzi dei beni capitali e dei beni di consumo. Il deprezzamento del cambio sta accelerando il processo di ripresa della dinamica dei prezzi.
Analisi Daily
Appendice
Certificazione degli analisti
Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, i cui nomi e ruoli sono riportati nella prima pagina del documento dichiarano che:
(1) Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;
(2) Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.
Comunicazioni importanti
La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.
La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.
– Aste – L’Italia colloca il nuovo BTP 4,25% 03/2020 per un ammontare di 4-5 mld, e riapre rispettivamente per 2-2,5 mld e per 1,5-2,25 mld il BTP 2,5% 07/2012 e il CCT 07/2016.
Area Euro
– L’operazione di rifinanziamento a 1 anno dovrebbe chiudersi con un’allocazione di fondi inferiore ai 442 mld dell’asta del 22 giugno, dato il miglioramento delle condizioni di mercato monetario e, soprattutto, il calo dei tassi a brevissimo termine che nel frattempo è intervenuto. La stima di consenso è di 135 mld. L’asta sarà condotta a tasso fisso e senza l’applicazione di uno spread sul refi.
– L’indice di fiducia economica della Commissione UE offrirà un quadro più completo sulla situazione ciclica nell’area euro. Il ritmo della ripresa sembra aver rallentato a fine estate stando alle indagini nazionali che hanno mostrato aumenti inferiori alle attese in Germania, Belgio e Olanda. L’indice sintetico è visto in salita a 81,8, da un precedente 80,6. Se confermato, il dato lascerebbe la media per il 3° trimestre a 79,5, da un precedente 70,2 coerente con una contrazione meno pesante del PIL nei mesi estivi.
– Italia. L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali è visto mantenere una crescita annua stabile a 2,1% a/a ad agosto. Si tratta di un deciso rallentamento dal picco di 4,3% a/a toccato a gennaio. Le retribuzioni contrattuali potrebbero rimbalzare lievemente fino a 2,8% a/a nei mesi autunnali, per effetto dell’applicazione di incrementi previsti, ma c’è il rischio di un successivo rallentamento sotto il 2% tra fine 2009 e inizio 2010, per via degli effetti ritardati dell’aumento in corso della disoccupazione.
– Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è vista in aumento per il sesto mese consecutivo a settembre. Stimiamo l’indice ISAE a 76,6, da 74,8 precedente. La fiducia è ormai in deciso recupero dal minimo di marzo (62), pur rimanendo ben al di sotto della media storica (88,2). Il dato sarebbe coerente con il recupero di fiducia visto negli altri Paesi europei. Confortante il fatto che, a partire dal mese scorso, il miglioramento abbia cominciato a riguardare le valutazioni delle imprese sugli ordini, mentre fino ad allora il recupero era guidato soprattutto dalla fase di decumulo dei magazzini.
Stati Uniti
– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a settembre dovrebbe salire a 55 da 54 di agosto. Nelle ultime settimane gli indici di fiducia non hanno segnalato nuovi miglioramenti: la fiducia dovrebbe oscillare nel range ristretto degli ultimi quattro mesi (47,4-54,8). Ad agosto l’indagine del Conference Board aveva registrato un ampio aumento della componente aspettative (+10,1), mentre quella corrente si era riportata solo sul livello di luglio (+1,6, a 24,9). Anche gli indicatori del mercato del lavoro erano migliorati ad agosto senza segnare nuovi massimi (a -40,9 ad agosto, risultato meno brillante che a maggio, a -38,1).
Ieri sui mercati
Le tensioni sullo yen hanno suggerito alle autorità monetarie nipponiche una correzione di tiro: Fuji ha affermato che gli attuali movimenti dei cambi sono “naturali”, ma che potrebbe agire se diventassero abnormi; in ogni caso, non ha mai sostenuto né uno yen forte, né uno yen debole. Il rimbalzo degli indici azionari ha brevemente riportato il cambio euro/dollaro verso 1,465, con massimi a 1,4680. Dollaro fra 89,5 e 90,6 yen, ampiamente sopra i minimi di 88,23 toccati nella notte fra domenica e lunedì. La sterlina, scesa fino a 1,576, in seguito è rientrata fra 1,5870-1,5960. Dollaro australiano sostenuto anche da voci di rialzo dei tassi a novembre e dicembre. Calo dei rendimenti sui titoli di stato, nuovamente più marcato sulle scadenze lunghe delle curve. Stabili i corsi delle materie prime, con moderati rialzi per il petrolio ($0,69 per la prima scadenza del Light Crude Future).
Area Euro
Germania. A settembre l’indice dei prezzi al consumo è calato di 0,3% m/m, più debole delle stime di consenso ma in linea con la nostra previsione. Sull’anno i prezzi al consumo calano di 0,2% /a e di 0,3% /a sulla misura armonizzata. La flessione dei prezzi è riconducibile al rientro delle pressioni sui prezzi delle benzine ed alimentari freschi. L’inflazione tedesca dovrebbe tornare positivada fine 2009.
Italia. La fiducia dei consumatori ha continuato a salire a settembre, battendo ancora una volta la più rosea delle previsioni. L’indice è così arrivato a 113,6 (da 111,8 di agosto), arrivando ai massimi da oltre 7 anni. Peraltro, il miglioramento riguarda più la valutazione sulla situazione economica generale del Paese che non la situazione personale degli intervistati, migliorata solo lievemente a 125,9 da 125. Continuano a salire (rimanendo comunque al di sotto dei massimi toccati a marzo) le attese sulla disoccupazione.
Stati Uniti
Il Chicago Fed National Index, l’indice composito del ciclo costruito sulla base di ben 85 diversi indicatori, è tornato a scendere ad agosto (a -0,90) dopo aver toccato a luglio (a -0,56) un massimo da gennaio 2008. Il peggioramento è dovuto principalmente agli indicatori sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione è salito di 3 decimi a 9,7%). L’indicatore è su livelli ancora recessivi ma segnala un deciso attenuarsi della recessione rispetto ai primi mesi dell’anno.
Giappone
L’inflazione ad agosto è scesa a -2,2% a/a; al netto di alimentari freschi l’indice scende a -2,4% a/a. La misura sottostante (ex energia e alimentari) segna -0,9% a/a. Anche i dati di Tokyo per settembre vedono ancora cali marcati.
L’indice di fiducia delle piccole imprese è salito a settembre a 43,5 da 41,8, in aumento continuo dai minimi di 24,9 di gennaio.






