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14/10/09 La Fed pubblica i verbali della riunione FOMC


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Da seguire: Aste – Giornata di aste a medio-lungo termine in Italia: BTP 3,5% 06/2014 per 2,25-3,0 miliardi, BTP 5% 03/2025 per 1,25-2,0 miliardi, BTP 5% 09/2040 per 1-1,5 miliardi.

14102009

In Portogallo viene riaperto la OT 4,1% 04/2037 per 0,75 miliardi, mentre in Germania tocca allo Schatz 1,25% 09/2011 per 4 miliardi.

Area Euro

– La produzione industriale area euro è probabilmente salita del 2,0% m/m a settembre. I dati da Francia e Germania hanno suggerito un netto recupero ad agosto (+1,8% m/m e 1,7% m/m). In Italia, la produzione ha visto un incremento eccezionale del 7% m/m, probabilmente gonfiato da fattori stagionali inusuali. In generale, i dati estivi sono piuttosto volatili perché sporcati dalle chiusure feriali e un quadro più chiaro della situazione emergerà soltanto con i dati di settembre-novembre. In ogni caso, il dato di agosto lascia la produzione in rotta per il primo incremento trimestrale da inizio 2008, nell’area euro, se dovesse essere confermata la nostra previsione, potrebbe vedersi un aumento di circa 1,7% t/t. Il PIL, di riflesso, potrebbe crescere di oltre lo 0,3% t/t incorporato in media nelle nostre stime. Il rischio è che in questa fase la produzione sia gonfiata dal ciclo delle scorte e che si possa vedere poi una correzione a cavallo del nuovo anno.

Stati Uniti

– I prezzi all’import a settembre dovrebbero aumentare dello 0,1% m/m, dopo +2% m/m ad agosto. A settembre i prezzi delle commodities si sono stabilizzati, ma dovrebbe esserci un contributo positivo dal cambio e dai prezzi al netto dell’energia.

Le vendite al dettaglio a ottobre sono previste in calo di -2% m/m, dopo +2,7% m/m registrato ad agosto. Gran parte del calo atteso delle vendite deriva dalla fine degli incentivi auto che avevano gonfiato le vendite del mese di agosto. Le vendite al netto delle auto dovrebbero aumentare dello 0,2% m/m, dopo +1,1% m/m di agosto. Su settembre ci sarà un effetto più limitato dall’aumento dei prezzi della benzina e un effetto calmierante sui prezzi derivante da temporanee riduzioni delle imposte sulle vendite a livello statale. I dati delle vendite settimanali hanno dato segnali di stabilizzazione. Su base trimestrale, le vendite totali dovrebbero aumentare dell’1,5% t/t. Le prospettive dei consumi per il 4° trimestre sono di stagnazione, seguita da una dinamica molto debole per tutto il 2010.

La Fed pubblica i verbali della riunione FOMC di settembre. Con i verbali verrà pubblicata la revisione delle previsioni macroeconomiche: la crescita del PIL dovrebbe essere rivista verso l’alto per il 2009 e il 2010, ma probabilmente lo scenario per il tasso di disoccupazione rimarrà molto negativo. Dai verbali emergerà consenso sulle linee guida della politica monetaria corrente (mantenimento dello status quo almeno fino al 1° trimestre del 2010), ma potrebbe emergere qualche indicazione di dissenso sulla strategia futura di policy, in termini di tempi e strumenti dell’exit strategy, alla luce di commenti piuttosto divergenti visti nelle ultime settimane. Warsh, Lacker, Hoenig, Plosser hanno espresso preoccupazione per un’eventuale estensione prolungata delle politiche monetarie attuali, mentre altri (Kohn, Bernanke, Lockhart, Dudley, Rosengren) hanno sottolineato i rischi verso il basso sull’inflazione e argomentato a favore di un ampio stimolo monetario fino a quando la ripresa non sarà robusta e sostenibile anche senza il supporto della politica fiscale e monetaria.

Ieri sui mercati

Netto ribasso per il dollaro, che si riavvicina ai minimi del 2008 in termini di cambio effettivo.

Nelle ultime ore l’euro ha sfiorato 1,4900, mentre lo yen è sceso brevemente sotto 89,00.

Continua la serie di rincari giornalieri per il petrolio: il primo contratto Nymex viene ora scambiato sopra 75 dollari, contro i 70 dollari di una settimana fa. Inizialmente ben sostenute le quotazioni dei titoli di stato americani, che però hanno cominciato a cedere nella notte con i risultati di Intel e la ripresa della fiducia sui mercati azionari asiatici.

Area Euro

Germania.

– L’indice ZEW sulle aspettative delude le attese di un ulteriore avanzamento a ottobre e perde 1,7 punti, a 56,0. Il giudizio sulla situazione corrente migliora marginalmente a -72,2, da un precedente -74. Considerata la volatilità di questo dato si tratta di una stabilizzazione più che di una correzione. L’indice sulle attese è su livelli storicamente elevati; preoccupa, invece, il lento recupero della valutazione sulle condizioni correnti che rimane al di sotto della media di lungo termine. Il dato odierno indicherebbe una pausa nel trend di miglioramento delle condizioni economiche in Germania ed area euro e segnala che, al momento, la ripresa rimane fragile. La prossima settimana i PMI di ottobre, l’IFO e le altre indagini nazionali offriranno un quadro più completo.

Francia.

– I prezzi al consumo calano di 0,2% m/m, sia sulla misura nazionale che su quella armonizzata. L’inflazione frena ulteriormente a -0,4% a/a, da un precedente -0,2% a/a, sia sulla misura nazionale che su quella armonizzata. L’inflazione nell’area euro, in uscita giovedì, dovrebbe essere confermata a -0,3% a/a.

Stati Uniti

– Le vendite settimanali rilevate dall’indice Redbook registrano un aumento dell’1,9% m/m; l’indice ICSC registra un calo mensile dell’1%.

L’indice di fiducia delle famiglie IBD/TIPP scende a ottobre a 48,7 da 52,5 di settembre, con un calo diffuso a tutte le componenti, che avevano registrato tre mesi consecutivi di rialzi.

L’indagine sulla fiducia delle piccole medie imprese condotta dall’NFIB a ottobre vede un aumento dell’indice di ottimismo a 88,8 da 88,6 di settembre. Il miglioramento dell’indice complessivo è condiviso solo da alcune voci dell’indagine. In miglioramento la valutazione delle prospettive di espansione e i piani di investimento. Torna invece negativa la percentuale netta di imprese che intendono assumere nuovi dipendenti (-4% da 0 di settembre). La debolezza della domanda mantiene ampia la percentuale di imprese che intendono ridurre i prezzi: la percentuale netta di imprese che vogliono alzare i prezzi scende a 6 da 8 di agosto, pur restando al di sopra dei livelli visti fra dicembre 2008 e luglio 2009. Le aspettative di profitti restano invariate e ampiamente negative, con la percentuale netta di imprese che prevedono utili in calo al 40% del totale.

Secondo Kohn (membro del Federal Reserve Board) lo scenario più probabile per la ripresa americana non è una “V”: la crescita avrà un ritmo moderato nella seconda parte del 2009 e si rinforzerà solo nel 2010, mentre il tasso di disoccupazione potrebbe superare il 10% nei primi mesi del 2010. Kohn ha detto che probabilmente sia la crescita sia l’inflazione resteranno al di sotto del livello desiderato dalla Fed, giustificando il mantenimento di tassi bassi per un periodo esteso. Le aspettative di inflazione potrebbero scendere con una crescita persistentemente al di sotto del potenziale e inflazione bassa. Sull’inflazione, Kohn ha affermato che “per un po’ di tempo” i rischi verso il basso saranno maggiori rispetto ai rischi di accelerazione. Kohn ha aggiunto che le autorità dovranno essere vigili e pronte a modificare la strategia di fronte a evoluzioni dello scenario diverse da quanto previsto.

La Commissione Finanza del Senato ha approvato la versione di riforma sanitaria presentata dal senatore Baucus. La strada per una riforma è ancora lunga e potranno essere modificati dettagli importanti prima di avere una versione definitiva. Il Senato dovrà riconciliare questa versione con un’altra passata da un’altra commissione a luglio, prima di arrivare a una proposta da votare in Senato. Un iter analogo deve essere seguito alla Camera, dove ci sono tre versioni votate da commissioni diverse da riconciliare prima di avere un voto. Il testo della Camera e quello del Senato dovranno poi essere a loro volta riconciliati per ottenere una versione unica su cui sarà necessario votare ancora prima di richiedere la firma del Presidente.

Giappone

– La BoJ ha mantenuto il tasso overnight invariato a 0,1% e non ha dato indicazioni riguardo all’eventuale chiusura dei programmi di supporto al credito, che ultimamente sono stati poco utilizzati dalle imprese. La valutazione dell’economia è migliorata; secondo la banca centrale l’economia ha iniziato a riprendersi, con aumenti degli investimenti pubblici e della produzione, grazie al progresso nell’aggiustamento delle scorte. La domanda privata resta debole, ma lo scenario centrale della banca rimane quello di una ripresa che prosegue nel 2010, sostenuta anche dalla crescita dell’economia mondiale.

Analisi Daily

a cura di: Intesa Sanpaolo S.p.A.

Fonte: Intesa Sanpaolo S.p.A.


Appendice
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Da seguire:

– Aste – L’Italia colloca il nuovo BTP 4,25% 03/2020 per un ammontare di 4-5 mld, e riapre rispettivamente per 2-2,5 mld e per 1,5-2,25 mld il BTP 2,5% 07/2012 e il CCT 07/2016.

Area Euro

– L’operazione di rifinanziamento a 1 anno dovrebbe chiudersi con un’allocazione di fondi inferiore ai 442 mld dell’asta del 22 giugno, dato il miglioramento delle condizioni di mercato monetario e, soprattutto, il calo dei tassi a brevissimo termine che nel frattempo è intervenuto. La stima di consenso è di 135 mld. L’asta sarà condotta a tasso fisso e senza l’applicazione di uno spread sul refi.

– L’indice di fiducia economica della Commissione UE offrirà un quadro più completo sulla situazione ciclica nell’area euro. Il ritmo della ripresa sembra aver rallentato a fine estate stando alle indagini nazionali che hanno mostrato aumenti inferiori alle attese in Germania, Belgio e Olanda. L’indice sintetico è visto in salita a 81,8, da un precedente 80,6. Se confermato, il dato lascerebbe la media per il 3° trimestre a 79,5, da un precedente 70,2 coerente con una contrazione meno pesante del PIL nei mesi estivi.

– Italia. L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali è visto mantenere una crescita annua stabile a 2,1% a/a ad agosto. Si tratta di un deciso rallentamento dal picco di 4,3% a/a toccato a gennaio. Le retribuzioni contrattuali potrebbero rimbalzare lievemente fino a 2,8% a/a nei mesi autunnali, per effetto dell’applicazione di incrementi previsti, ma c’è il rischio di un successivo rallentamento sotto il 2% tra fine 2009 e inizio 2010, per via degli effetti ritardati dell’aumento in corso della disoccupazione.

– Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è vista in aumento per il sesto mese consecutivo a settembre. Stimiamo l’indice ISAE a 76,6, da 74,8 precedente. La fiducia è ormai in deciso recupero dal minimo di marzo (62), pur rimanendo ben al di sotto della media storica (88,2). Il dato sarebbe coerente con il recupero di fiducia visto negli altri Paesi europei. Confortante il fatto che, a partire dal mese scorso, il miglioramento abbia cominciato a riguardare le valutazioni delle imprese sugli ordini, mentre fino ad allora il recupero era guidato soprattutto dalla fase di decumulo dei magazzini.

Stati Uniti

– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a settembre dovrebbe salire a 55 da 54 di agosto. Nelle ultime settimane gli indici di fiducia non hanno segnalato nuovi miglioramenti: la fiducia dovrebbe oscillare nel range ristretto degli ultimi quattro mesi (47,4-54,8). Ad agosto l’indagine del Conference Board aveva registrato un ampio aumento della componente aspettative (+10,1), mentre quella corrente si era riportata solo sul livello di luglio (+1,6, a 24,9). Anche gli indicatori del mercato del lavoro erano migliorati ad agosto senza segnare nuovi massimi (a -40,9 ad agosto, risultato meno brillante che a maggio, a -38,1).

Ieri sui mercati

Le tensioni sullo yen hanno suggerito alle autorità monetarie nipponiche una correzione di tiro: Fuji ha affermato che gli attuali movimenti dei cambi sono “naturali”, ma che potrebbe agire se diventassero abnormi; in ogni caso, non ha mai sostenuto né uno yen forte, né uno yen debole. Il rimbalzo degli indici azionari ha brevemente riportato il cambio euro/dollaro verso 1,465, con massimi a 1,4680. Dollaro fra 89,5 e 90,6 yen, ampiamente sopra i minimi di 88,23 toccati nella notte fra domenica e lunedì. La sterlina, scesa fino a 1,576, in seguito è rientrata fra 1,5870-1,5960. Dollaro australiano sostenuto anche da voci di rialzo dei tassi a novembre e dicembre. Calo dei rendimenti sui titoli di stato, nuovamente più marcato sulle scadenze lunghe delle curve. Stabili i corsi delle materie prime, con moderati rialzi per il petrolio ($0,69 per la prima scadenza del Light Crude Future).

Area Euro

Germania. A settembre l’indice dei prezzi al consumo è calato di 0,3% m/m, più debole delle stime di consenso ma in linea con la nostra previsione. Sull’anno i prezzi al consumo calano di 0,2% /a e di 0,3% /a sulla misura armonizzata. La flessione dei prezzi è riconducibile al rientro delle pressioni sui prezzi delle benzine ed alimentari freschi. L’inflazione tedesca dovrebbe tornare positivada fine 2009.

Italia. La fiducia dei consumatori ha continuato a salire a settembre, battendo ancora una volta la più rosea delle previsioni. L’indice è così arrivato a 113,6 (da 111,8 di agosto), arrivando ai massimi da oltre 7 anni. Peraltro, il miglioramento riguarda più la valutazione sulla situazione economica generale del Paese che non la situazione personale degli intervistati, migliorata solo lievemente a 125,9 da 125. Continuano a salire (rimanendo comunque al di sotto dei massimi toccati a marzo) le attese sulla disoccupazione.

Stati Uniti

Il Chicago Fed National Index, l’indice composito del ciclo costruito sulla base di ben 85 diversi indicatori, è tornato a scendere ad agosto (a -0,90) dopo aver toccato a luglio (a -0,56) un massimo da gennaio 2008. Il peggioramento è dovuto principalmente agli indicatori sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione è salito di 3 decimi a 9,7%). L’indicatore è su livelli ancora recessivi ma segnala un deciso attenuarsi della recessione rispetto ai primi mesi dell’anno.

Giappone

L’inflazione ad agosto è scesa a -2,2% a/a; al netto di alimentari freschi l’indice scende a -2,4% a/a. La misura sottostante (ex energia e alimentari) segna -0,9% a/a. Anche i dati di Tokyo per settembre vedono ancora cali marcati.

L’indice di fiducia delle piccole imprese è salito a settembre a 43,5 da 41,8, in aumento continuo dai minimi di 24,9 di gennaio.

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