- GIORNALI 3

14/07/09 Zew (Sentiment econ.) previsto in rialzo


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Da seguire: – Aste – L’Italia riapre tre titoli (BTP 3,5% 06/2014, BTP 3,75% 08/2016 e BTP 4,5% 02/2018) per 4-5,75 miliardi di..

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euro. Emissioni su scadenze inferiori a 12 mesi in Belgio (3-3,5 miliardi), Grecia (1,4 miliardi) e Spagna.

Area Euro

– Germania. L’indice ZEW dovrebbe salire ancora a luglio supportato dal miglioramento dei dati del settore industriale. L’indice sulle attese è visto a 47 da 44,8 precedente, dopo il significativo rimbalzo di giugno (31 a maggio). Prevediamo un lieve aumento anche dell’indice sulla situazione corrente, a -88 da -89,7.

– La produzione industriale nell’area euro dovrebbe segnare il primo aumento in 9 mesi a maggio dopo le pesanti contrazioni dei mesi precedenti (-1,9% m/m ad aprile). L’output è aumentato significativamente nelle due principali economie dell’area (Germania +3,7%, Francia +2,6% m/m). Ci attendiamo una crescita dell’1,3% m/m che si tradurrebbe in una contrazione del -17,2% a/a.

Stati Uniti

– Il PPI a giugno dovrebbe registrare un aumento di 1,2% m/m (-5% a/a), spinto dalla componente energetica e in misura più modesta anche dagli alimentari. L’energia dovrebbe contribuire per lo 0,9% e gli alimentari per lo 0,2%. L’indice core dovrebbe essere in aumento di 0,1% m/m, dopo il calo di 0,1% m/m di maggio. La componente prezzi dell’ISM è tornata a 50 e indica che nell’arco di circa sei-otto mesi anche la dinamica tendenziale del PPI dovrebbe ritornare al di sopra dello zero.

– Le vendite al dettaglio a giugno dovrebbero segnare un aumento dello 0,5% m/m e dello 0,4% m/m al netto delle auto. Le vendite di auto per il mese di giugno sono state complessivamente deboli (in calo a 9,7 milioni di unità, da 9,9 milioni di maggio), ma i produttori hanno segnalato che le vendite ai privati erano state positive, con la debolezza concentrata sulle vendite alle società di noleggio. A parte le auto, l’aumento delle vendite sarà il risultato dell’aumento del prezzo della benzina: le vendite al netto di auto e benzina dovrebbero calare dello 0,1% m/m, confermando la debolezza dei consumi nonostante i trasferimenti fiscali degli ultimi tre mesi. Le vendite settimanali sono state negative (-0,2% m/m per ICSC, -4,4% m/m per Redbook, che però risente dell’esclusione di Wal-Mart dal proprio campione di rilevazione). I consumi dovrebbero essere negativi anche nel 2° trimestre.

Ieri sui mercati

In assenza di dati macroeconomici, il tema del giorno doveva essere la reazione dei mercati azionari ai risultati del 2° trimestre, in una situazione particolarmente delicata dal punto di vista tecnico. Il risultato è stato un forte rimbalzo degli indici, trainati in particolare dai titoli finanziari. VIX in netto calo al 26%. Di riflesso, i rendimenti degli UST sono saliti fino a 5pb sulla scadenza decennale, con aumento della pendenza soprattutto sul tratto 5-2 anni. Il Bund future è rimasto stabile (-0,03 a 122,29), mentre i rendimenti a pronti sono calati moderatamente (-1/-3,6pb sul tratto 5-30 anni). Eonia a 0,35%, con Euribor ancora in lieve flessione su tutte le scadenze (3 mesi: 0,996%).

Coerente con la positiva reazione degli indici azionari l’andamento dei cambi: yen in regresso sul dollaro, scambiato oggi a 93,2, euro e sterlina più forti sul dollaro (1,40 e 1,628 rispettivamente). Le materie prime ne beneficiano marginalmente: le quotazioni del Light Crude hanno chiuso stabili e soltanto questa mattina si stanno rafforzando oltre 61,0 dollari.

Nel Regno Unito, Charles Bean (BoE) si è detto ragionevolmente fiducioso che l’economia britannica tornerà a crescere nel 2010. Le misure di stimolo richiedono tempo per esercitare il loro effetto e non bisogna essere troppo impazienti. La normalizzazione probabilmente condurrà prima al rialzo dei tassi di riferimento e dopo al drenaggio della liquidità con l’annullamento delle misure di stimolo quantitativo, ma la BoE non vuole uccidere la ripresa sul nascere con rialzi troppo precipitosi dei tassi.

Nell’eurozona, Trichet ha nuovamente esortato la vigilanza e le banche “ad accelerare al massimo” il processo di ricapitalizzazione e di rimozione degli attivi tossici dai bilanci bancari. Il presidente della BCE rileva che circa 100 miliardi di fondi destinati alla ricapitalizzazione delle banche risultano ancora inutilizzati. La BCE teme che la sottocapitalizzazione palese o nascosta delle banche stia compromettendo l’efficacia delle misure di stimolo basate sulla liquidità. Trichet ha anche criticato la riluttanza dei governi a formulare chiare strategie di normalizzazione da applicare in futuro, in quanto potrebbero contribuire a stimolare la fiducia.


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Analisi Daily

a cura di: Intesa Sanpaolo S.p.A.

Fonte: Intesa Sanpaolo S.p.A.

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