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13/03/09 Oggi verrà diffuso il dato relatico alla Fiducia famiglie (Michigan) (prelim.)


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Analisi Daily

a cura di: Intesa Sanpaolo S.p.A.

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Da seguire:

– Da segnalare nel fine settimana la riunione del G20 e quella dell’OPEC.

Area Euro

– Le vendite al dettaglio nell’area euro dovrebbero essere aumentate di 0,4% m/m a gennaio (dopo essere rimaste invariate su base mensile a dicembre). In Francia si è registrato nel primo mese un rimbalzo delle vendite (+1,8% m/m), a fronte di un calo in Germania (-0,6% m/m). La variazione positiva dovrebbe dipendere da effetti stagionali e dal deciso rallentamento dell’inflazione, tuttavia il rimbalzo delle vendite potrebbe rivelarsi temporaneo nel corso dell’anno.

Stati Uniti

– La bilancia commerciale di gennaio dovrebbe registrare un saldo in chiusura a -37 miliardi di dollari, da -39,9 miliardi di dicembre..

– I prezzi all’import a febbraio sono previsti in calo di -1% m/m.

– L’indice preliminare della fiducia delle famiglie rilevato dall’Univ. of Michigan dovrebbe scendere a 54,5 da 56,3 di febbraio.

Ieri sui mercati

Il primo ministro cinese ha espresso preoccupazione riguardo alla sicurezza degli investimenti in titoli di stato americani. Forte rimbalzo degli indici azionari soprattutto in Stati Uniti ed Asia sulla notizia che Citigroup non avrebbe bisogno di altro capitale. Continua l’ascesa dell’euro sul dollaro: massimi a 1,2945 e assestamento sopra 1,29 nelle ultime ore. Lo yen si era repentinamente indebolito ieri, passando in poche ore da 95,78 a 98,52. Crollo del franco svizzero, a seguito dell’annuncio della Banca Nazionale Svizzera che acquisterà divisa estera sui mercati. Anche i titoli di stato hanno trovato sostegno nelle misure di espansione quantitativa adottate dalla banca centrale svizzera, che hanno suscitato aspettative di mosse analoghe in altri paesi.

Area Euro

La BCE ha diffuso il bollettino mensile di marzo, il cui editoriale ricalca come al solito il comunicato letto da Trichet nell’ultima riunione del Consiglio Direttivo. Il bollettino contiene la revisione trimestrale delle stime macroeconomiche dello staff BCE e degli esperti dell’Eurosistema, che vede una crescita a -2,7% nel 2009 e zero nel 2010, con un’inflazione ben sotto il 2% nel biennio di previsione. Negli approfondimenti la BCE: 1) esprime preoccupazione per il deterioramento dei conti pubblici, segnalando significativi rischi verso il basso rispetto alle previsioni di gennaio della Commissione Europea; secondo la BCE va mantenuto il quadro istituzionale definito dal Trattato, e non vi sono spazi per ulteriori manovre fiscali espansive, 2) circa il processo disinflazionistico in atto, valuta che le componenti più volatili (energia e alimentari), per via del confronto con l’anno precedente, diano un contributo all’inflazione prima negativo (-1,1%) tra febbraio e luglio e poi positivo (1,8%) tra agosto e dicembre, di conseguenza secondo la BCE, sebbene il CPI a/a possa attraversare una fase di crescita negativa per qualche mese nel corso del 2009, tuttavia si tratterà di un fenomeno temporaneo che non innescherà una dinamica deflazionistica.

Germania. Drammatico crollo per la produzione industriale tedesca a gennaio (-7,5% m/m dopo il -3,9% m/m – dato rivisto al rialzo – di dicembre. Il dato è risultato ben al di sotto delle attese (-3% m/m). Il calo su base annua arriva così a -19,3% a/a da -11,3% a/a. Il dato è particolarmente preoccupante, perché, ipotizzando una stabilità a febbraio e marzo, la produzione sarebbe in rotta per una contrazione di -11,2% t/t nel 1° trimestre, dopo il già drammatico -6,6% t/t dei tre mesi precedenti. Ceteris paribus, ciò implicherebbe che il PIL nei primi tre mesi del 2009 potrebbe essere anche significativamente inferiore rispetto al già disastroso -2,1% t/t di fine 2008.

Italia. L’ISTAT ha comunicato che il PIL nel 4° trimestre 2008 è calato di -1,9% t/t anziché di -1,8% t/t come inizialmente stimato. Anche la variazione annua è stata rivista verso il basso a -2,9% da -2,6% a/a della prima stima (e da -0,9% a/a del trimestre precedente). stima). Non si erano mai registrati cali così forti dal 1980, ovvero dall’inizio di rilevazione della serie. Nel trimestre tutte le principali componenti hanno riportato variazioni inferiori alle attese. Il maggior contributo negativo è venuto dagli investimenti, in calo di ben il -6,9% t/t (da -1,9% t/t precedente). Più negativo del previsto anche l’andamento dei consumi (-0,8% t/t, minimo dal 1° trimestre 1993) . Il contributo negativo (-0,4%) derivante dal commercio con l’estero (per via di un calo di -7,4% t/t dell’export a fronte di un -6% t/t dell’import) è stato compensato dal contributo positivo (+0,4%) delle scorte, che non è una notizia incoraggiante per il trimestre in corso. Infine, la spesa pubblica è rimasta ferma nel trimestre. In sintesi, il dato è preoccupante per l’ulteriore revisione al ribasso della stima di crescita (con effetto di trascinamento -1,9% sul 2009) e perché tutte le componenti mostrano un profondo calo nel trimestre. Aumentano i rischi al ribasso sulla nostra stima, già ben inferiore al consenso, di PIL a -2,9% nel 2009. Non vediamo invece per il momento motivi per rivedere al ribasso la previsione di una crescita lievemente al di sopra dello zero nel 2010.

L’indice PPI dell’area euro registra un calo di -0,8% m/m a gennaio dopo il -1,5% m/m di dicembre (rivisto da -1,3% m/m). Il PPI approda così in territorio negativo anche su base annua, a -0,5% da +1,2% a/a.

Francia. L’indice dei prezzi al consumo rimbalza a febbraio per la prima volta negli ultimi otto mesi, facendo segnare un +0,4% m/m (da -0,4% m/m a gennaio) considerando sia l’indice nazionale che armonizzato. L’inflazione annua accelera così a 0,9% da 0,7% a/a e a 1% da 0,8% a/a secondo l’indice armonizzato. Il rimbalzo di febbraio appare comunque legato alla stagionalità tipica del mese e non interrompe il trend di discesa che riprenderà nei prossimi mesi fino a portare, nelle nostre stime, l’inflazione a un punto di minimo di -0,5% a/a tra giugno e luglio.

Francia. La lettura definitiva dell’indice sugli occupati francesi del settore non agricolo di dicembre rivede di un decimo il dato preliminare a -0,7% t/t dalla prima stima a -0,6% t/t e da -0,3% t/t di settembre. Gli occupati risultano così in calo di -0,9% a/a rispetto a un anno prima.

Spagna. La revisione dei dati sul CPI armonizzato di febbraio ha sorpreso verso il basso mostrando una crescita-zero (contro +0,1% m/m atteso) da -1,3% m/m di gennaio. L’inflazione annua è rimasta così stabile a 0,7% a/a. In aumento su base mensile alcolici e tabacco (+1,2% m/m), in calo l’abbigliamento (-1,4% m/m). Il differenziale di inflazione tra Spagna e media eurozona, positivo da quasi dieci anni, dovrebbe continuare a rimanere in territorio negativo anche nei prossimi mesi, vista la maggiore debolezza della domanda delle famiglie in Spagna rispetto al resto dell’area euro.

Stati Uniti

Le vendite al dettaglio di febbraio calano meno del previsto (consenso: -0,5% m/m) e registrano una contrazione di solo -0,1% m/m, dopo +1,8% del mese precedente (rivisto da 1% m/m). L’aggregato al netto delle auto registra un aumento dello 0,7% m/m. Il segno negativo per le vendite aggregate deriva dal calo delle vendite di auto (-4,3%m/m), seguite da alimentari (-0,7% m/m) e materiali da costruzione (-0,2% m/m).

I nuovi sussidi di disoccupazione sono aumentati di 9 mila unità nella settimana conclusa il 7 marzo, a 654 mila da 645 mila della settimana precedente. I sussidi esistenti salgono per la terza settimana consecutiva sopra quota 5 milioni, a 5,317 milioni nella settimana conclusa il 28 febbraio.

I dati dei flussi dei fondi mostrano un crollo senza precedenti della ricchezza netta delle famiglie. Il calo di 5,1 tln di dollari da 56,6 tln del 3° trimestre, è pari al doppio della riduzione vista nel periodo precedente e deriva dal crollo congiunto della ricchezza immobiliare e di quella investita in titoli azionari e avviene nonostante il calo delle passività. Nell’anno 2008, il calo della ricchezza netta è stato di 11,2 tln di dollari, il più ampio da quando esiste la serie (1952). La crescita del debito a livello aggregato rallenta rispetto ai ritmi dell’ultimo anno, con una crescita del 6,25% t/t, circa due punti in meno rispetto a quanto visto nel 3° trimestre. Il debito delle famiglie si è ridotto del 2% t/t nel 4° trimestre, con una riduzione sia dei mutui (-1.5%) sia del credito al consumo (-3,25%). Anche il debito delle imprese ha rallentato la dinamica, con una crescita dell’1,75% t/t, circa due punti in meno che nel trimestre precedente. Nel 2008, la crescita del debito delle imprese a 4,75% è stata di ben 8 punti sotto la dinamica registrata nel 2007. Il settore pubblico ha invece registrato un’accelerazione straordinaria del debito, con una crescita del 37% t/t per il governo federale e una crescita invece molto modesta per i governi locali e statali.

Le scorte totali sono scese dell’1,1% m/m a gennaio, mentre il fatturato complessivo è sceso dell’1% m/m.

T. Geithner in Congresso ha ribadito che l’Amministrazione Obama è determinata a ridurre il deficit a 533 miliardi di dollari (3% del PIL) entro il 2013, dal livello record previsto per l’attuale anno fiscale (1,75 tln di dollari, 12,3% del PIL) nelle stime del budget. Geithner ha anche ripetuto che i 700 miliardi di dollari già stanziati per la ricapitalizzazione delle banche potrebbero non essere sufficienti per la stabilizzazione del sistema finanziario: il salvataggio delle banche potrebbe costare di più.



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