Analisi Daily
a cura di: Intesa Sanpaolo S.p.A.
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Da seguire:
Area Euro
– La stima preliminare sui dati di contabilità nazionale riferiti al 4° trimestre per l’area euro confermerà le attese di crescita molto negativa. Anzi dopo i dati sulla produzione industriale sono aumentati i rischi verso il basso. La Germania ha appena pubblicato una stima di -2,1% t/t e -1,6% a/a, marginalmente inferiore alle nostre attese (-2,0% t/t), mentre la Francia ha diffuso anticipatamente una stima di -1,2% t/t. Il PIL potrebbe essere calato di -1,6% t/t (-2% a/a) in Italia e di -1,5% t/t (-1,2% a/a) per l’intera eurozona. La componente più penalizzata dovrebbe essere quella degli investimenti, ma anche i consumi dovrebbero evidenziare un segno negativo. Negativo dovrebbe risultare anche il contributo del commercio con l’estero in un quadro di contrazione di entrambi i flussi commerciali. L’unica componente attesa offrire un contributo positivo dovrebbe risultare la spesa pubblica.
Stati Uniti
– La lettura preliminare dell’indice di fiducia dei consumatori dell’Univ. of Michigan a febbraio dovrebbe risalire marginalmente a 61,5 da 61,2 di gennaio. L’indagine settimanale ABC ha visto un miglioramento di 2 punti nell’ultima settimana dai minimi di fine gennaio. Il continuo peggioramento del mercato del lavoro e l’ininterrotto calo dei prezzi delle case non danno spazio a un’inversione di trend sulla fiducia. Tuttavia la stabilizzazione dei mercati finanziari e l’aspettativa di un intervento fiscale in tempi relativamente ravvicinati dovrebbero controbilanciare gli effetti negativi del calo della ricchezza e delle prospettive occupazionali. Sarà importante vedere se le aspettative di inflazione si manterranno sul trend verso l’alto visto nelle indagini di gennaio.
Ieri sui mercati
Continua il rimbalzo dei corsi obbligazionari in Europa: Bund future +0,98. La curva continua ad appiattirsi, mentre gli spread sovrani si riallargano. La curva UST ha invece sperimentato un aumento dei tassi sulle scadenze lunghe. Mercati azionari contrastati: nettamente negativa la chiusura dei mercati europei, mentre gli Stati Uniti recuperano nel finale e il Nikkei sale di +0,96%. Forti anomalie sul mercato petrolifero, con eccezionale contango sul mercato americano e spread colossali fra Brent e WTI. Da segnalare la temporanea discesa dell’euro/dollaro sotto 1,2792, annullata dai movimenti di questa notte: ora l’euro viene nuovamente scambiato a 1,29 dollari.
Area Euro
L’indice sulla produzione industriale nell’area Euro ha registrato a dicembre un -2,6% m/m dopo un -2,2% m/m precedente (significativamente rivisto da -1,6% m/m), e in linea con le attese a -2,5% m/m. Il settore che ha maggiormente contribuito è stato quello dei beni intermedi, con un calo a dicembre del -5,7% m/m dopo un -3,6% m/m precedente. Il (lieve) rimbalzo mostrato dalle indagini di fiducia a gennaio e l’indicazione fornita dalle imprese di un calo delle scorte di prodotti finiti fa sperare in una parziale stabilizzazione nel corso del 1° trimestre, con una contrazione più contenuta di quella vista a fine 2008.
Spagna. La prima lettura del PIL per il quarto trimestre non sorprende le attese evidenziando un forte calo di -1,0% t/t dopo il -0,3% t/t precedente. Il dato, che conferma l’ingresso in recessione per la prima volta dopo 18 anni, deprime la variazione su base annua portando il dato a -0,7% a/a (da +0,9% a/a). Il Belgio si registra un -1,3% t/t, -0,5% a/a.
Il bollettino di febbraio della Banca Centrale Europea ha confermato le indicazioni giunte da Trichet nella conferenza-stampa della settimana scorsa e cioè i rischi al ribasso sulla crescita (per la quale ci si attende uno scenario di persistente debolezza nei prossimi trimestri, nel quadro di una “grave recessione” mondiale), e i rischi bilanciati sull’inflazione. Le numerose dichiarazioni giunte da diversi esponenti BCE (Trichet, Papademos, Tumpel-Gugerell. Liikanen, Bini Smaghi) hanno confermato le preoccupazioni della BCE per la crescita e i mercati finanziari (che porteranno l’Istituto con ogni probabilità a tagliare nuovamente i tassi, riteniamo di mezzo punto, a marzo) nonché per il deterioramento dei conti pubblici in diversi Paesi dell’Area.
Stati Uniti
A sorpresa le vendite al dettaglio di gennaio sono aumentate dell’1% m/m (consenso: -0,8%) e di 0,9 % m/m per l’aggregato al netto delle auto (consenso: -0,4%). Contribuiscono a questo risultato la maggior parte dei settori. Sebbene non si possa parlare di una definitiva inversione di tendenza (il dato potrebbe essere stato influenzato da fattori stagionali) si tratta del primo segnale positivo dal luglio 2008.
Le scorte a dicembre sono scese dell’1,3% m/m e i dati di novembre sono stati rivisti verso il basso a -1,1% m/m, da -0,7%. I dati confermano l’aspettativa di una revisione verso il basso del contributo delle scorte al PIL del 4° trimestre. Scorte, consumi e commercio estero contribuiranno nella stessa direzione (verso il basso) sulla seconda stima del PIL.
I nuovi sussidi di disoccupazione sono diminuiti di 8 mila unità nella settimana conclusa il 7 febbraio, a 623 mila da 631 mila della settimana precedente, confermandosi comunque sui livelli più alti dagli anni ’80. I sussidi esistenti salgono ulteriormente a 4,810 mln nella settimana conclusa il 31 gennaio, nuovo massimo dal 1967. I dati riflettono la drammatica situazione del mercato del lavoro e supportano l’aspettativa di ulteriori ampi aumenti del tasso di disoccupazione.
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