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13/01/09 Oggi Lezione di Bernanke (Fed) alla London School of Economics


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Analisi Daily

a cura di: Intesa Sanpaolo S.p.A.

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Da seguire:

Stati Uniti

– La bilancia commerciale a novembre dovrebbe registrare una chiusura del deficit a 50 mld di dollari, da 57,2 mld di novembre. La chiusura del deficit dovrebbe essere determinata dal calo dei prezzi dell’energia e più in generale da un calo dei prezzi all’import molto maggiore rispetto a quello dei prezzi all’export. I dati dovrebbero mostrare un calo sia delle esportazioni sia delle importazioni non solo in termini di prezzo, ma anche di volume, riflettendo il netto peggioramento della domanda aggregata mondiale.

– Bernanke tiene una lezione su “The crisis and the policy response” alla London School of Economics. Nell’intervento Bernanke potrebbe elaborare le strategie di politica monetaria aperte alla Fed ora che I tassi sui fed funds sono a zero. dai verbali della riunione del FOMC emerge che si è già discussa la possibilità di adottare obiettivi espliciti sull’inflazione e sulle riserve.

Ieri sui mercati

Netto arretramento degli indici azionari mondiali, culminato nel -4,79% del Nikkei questa mattina. Il rimbalzo dell’avversione al rischio si manifesta nel calo dei rendimenti obbligazionari, nel rafforzamento dello yen su dollaro (89,13) ed euro (118,27), nell’allargamento degli spread sovrani anche fra i paesi membri della zona euro. Quest’ultimo sviluppo è favorito anche dal disagio espresso dalle agenzie di rating: la Spagna (AAA) è stata messa in credit watch negativo da S&P, terzo caso dopo Grecia e Irlanda in una settimana. Euro debole sul dollaro, scambiato fra 1,33 e 1,35 e questa mattina sotto 1,3300. S&P ha anche tagliato l’outlook sul debito in valuta della Nuova Zelanda, citando il livello insostenibile dei saldi con l’estero, e ciò ha indebolito il dollaro neozelandese. Continua la flessione di Libor ed Euribor. Netto ribasso per le quotazioni petrolifere (-3,3% sulla prima scadenza IPE).

Nella conferenza stampa al termine della riunione BRI, Trichet ha affermato di attendersi una significativa ripresa dell’economia mondiale nel 2010. Il calo dei prezzi delle materie prime, la reazione delle banche centrali e l’utilizzo dello spazio di manovra sul fronte fiscale aiuteranno l’economia. Interventi fiscali di stimolo sono desiderabili ove vi è spazio di manovra; chi non ha spazio di manovra dovrebbe astenersi per evitare ripercussioni negative “sul clima di fiducia e sulla propria capacità di accesso ai mercati”.

Gli indici anticipatori OCSE di novembre continuano a segnalare un profondo rallentamento per i G-7 e per le principali economie non-OCSE, come Cina, India e Russia. Gli indici OCSE presentano un anticipo medio di 5-8 mesi sui punti di svolta ciclici dei principali paesi industrializzati e perciò segnalano che il minimo di questa recessione difficilmente sarà toccato prima di aprile.


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