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12/02/09 Oggi verrà diffuso il dato relativo alle Vendite al dettaglio americane


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Analisi Daily

a cura di: Intesa Sanpaolo S.p.A.

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Da seguire:

Area Euro

– La produzione industriale nell’area euro è vista crollare di -3,6% m/m a dicembre dopo il -1,6% m/m di novembre. L’output risulterebbe così in calo di -10,1% a/a (ai minimi dal 1986, anno di inizio di rilevazione della serie) e di -4,9% t/t. Nel mese, la produzione è calata del 4,6% m/m in Germania, dell’1,8% m/m in Francia, del 2,5% m/m in Italia e ancor più nei Paesi minori. È anche probabile una revisione al ribasso sul dato precedente. Il minor pessimismo espresso dalle imprese manifatturiere a gennaio (accompagnato da un vistoso calo delle scorte di prodotti finiti) fa sperare che nei primi mesi del 2009 si assista ad una attenuazione della fase più negativa del ciclo industriale.

Stati Uniti

– Le vendite al dettaglio di gennaio sono attese in calo di 0,2% m/m, il settimo calo consecutivo e la più lunga sequenza di contrazioni consecutive da quando esiste la serie (1992). Le vendite di auto sono crollate di nuovo a gennaio, scendendo a 9,6 milioni da 10,3 di dicembre; tuttavia, in base alle informazioni delle case automobilistiche, gran parte del calo dovrebbe essere da attribuire al settore imprese (riducendo quindi gli investimenti più che i consumi). Ex-auto, le vendite dovrebbero scendere di 0,1% m/m. Le indagini sulle vendite settimanali restano in calo, ma a gennaio la dinamica è stata meno negativa che a dicembre (-1,6% a/a rispetto a -2% a/a a dicembre). Il prezzo della benzina è aumentato del 13% nel mese di gennaio, il primo aumento da settembre: le vendite di benzina contribuiranno positivamente alle vendite complessive. Il continuo peggioramento del settore costruzioni rende probabile un altro ampio calo delle vendite di materiali da costruzione e dell’arredamento.

Ieri sui mercati

Continua il rimbalzo dei corsi obbligazionari, nonostante l’esito poco brillante delle aste di Bund 2019 3,75% (bid-to-cover 1,18) e UST decennali (bid-to-cover sotto la media a 2,21). Curve più piatte. Chiusura in modesto rialzo per i mercati azionari americani ma in netta flessione per il Giappone (-3,0%). Spread sovrani nella zona euro ancora volatili. Sui mercati valutari va segnalato il deprezzamento della sterlina (oggi in area 1,43 USD, e 0,899 sull’euro) dopo che la Bank of England ha preannunciato nuovi tagli dei tassi e un’espansione dell’offerta di base monetaria. Petrolio in ribasso dopo il nuovo taglio delle stime IEA sulla domanda e l’aumento delle scorte americane di greggio: la prima scadenza NYMEX è a USD 35,92, sebbene con un contango di ben USD 7 fra aprile e marzo e di 10,5 fra maggio e marzo.

Area Euro

Stark (Comitato Esecutivo) ha ripetuto che la BCE non ritiene desiderabile portare i tassi di interesse a zero. Secondo Stark siamo nel mezzo di una recessione globale (si avrà una ripresa solo tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010) ma non si può parlare di depressione né di deflazione (anche se il trend al ribasso dell’inflazione continuerà e sarà possibile registrare tassi di inflazione negative). Secondo Stark, l’aumento del debito pubblico nei Paesi dell’area euro continuerà a pesare sui mercati finanziari. Ordonez (Banca di Spagna) ha confermato che è “molto probabile” un taglio dei tassi nella prossima riunione, sottolineando che vi sono ancora margini visto che i tassi sono al momento “molto lontani” da zero. Secondo Ordonez la BCE dovrebbe evitare un calo eccessivo (quale quello che sta avvenendo) delle aspettative di inflazione. Ordonez non ha escluso interventi di salvataggio governativo delle banche spagnole. Ancora più esplicito Quaden (Banca del Belgio): “non ho fretta di portare i tassi a zero o vicini a zero ma data la prospettiva di significativo deterioramento dell’attività economica e di bassa inflazione sono assolutamente pronto a scendere sotto il 2%, che non è mai sta un tabù per me”. Le dichiarazioni che stanno giungendo dalla BCE sono coerenti con la nostra idea di un taglio dei tassi di 50pb da parte della BCE nella riunione di giovedì 5 marzo.

Stati Uniti

Il saldo di bilancia commerciale a dicembre si è ridotto meno di quanto atteso, scendendo a 39,9 mld di dollari da 41,5 mld (rivisto da -40,4 mld). In termini reali, il saldo dei beni si è ampliato passando da 40 mld a 43,2 mld.

La Casa Bianca e il Congresso hanno trovato un accordo sul pacchetto di stimolo fiscale. La versione definitiva dovrebbe contenere misure per un totale di 789,5 miliardi di dollari, inferiore al totale approvato dal Senato (38 miliardi) e dalla Camera (825 miliardi).

Regno Unito

La Bank of England ha preannunciato l’avvio di misure di espansione della base monetaria indipendentemente dal livello dei tassi ufficiali, che comunque potrebbero essere tagliati ancora alla prossima riunione: “un’ulteriore allentamento della politica monetaria potrebbe essere necessario”. Alla gola del ciclo la banca centrale prevede che la contrazione del PIL raggiunga il -4% a/a, con ritorno alla crescita su base tendenziale nel 2010. L’inflazione rimarrà sotto l’obiettivo per tutto il prossimo biennio e le proiezioni non escludono una fase prolungata di decremento dei prezzi.



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