Analisi Daily
a cura di: Intesa Sanpaolo S.p.A.
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Da seguire:
Area Euro
– Francia. La produzione industriale è crollata di -3,1% in gennaio, dopo il calo di -1,5% m/m del mese precedente. .
– Germania. Le esportazioni sono calate di -4,4% m/m in gennaio dopo il -4,0% già registrato in dicembre (rivisto al ribasso da -3,7%). In calo anche le importazioni (-0,8% m/m da -4,8% m/m). L’attivo della bilancia commerciale scende da11 a 8,3mld di euro.
Ieri sui mercati
La serie di chiusure in ribasso dei mercati azionari è continuata anche ieri, con una flessione di -0,4% per l’EuroStoxx50, di -1,0% per l’S&P500 e di -0,44% per il Nikkei. Forti ribassi per i titoli di stato nella zona euro (Bund future -1,32), con riduzione della pendenza sulla curva (10-2 anni +168, 10 pb in meno rispetto al giorno prima). I Gilt, sostenuti dall’avvio del programma di acquisti da parte della Banca di Inghilterra, registrano cali contenuti; contrastati gli UST.
Area Euro
Trichet, al termine della riunione dei governatori del Gruppo dei Dieci alla Bri, ha dichiarato che si avvicina il momento della ripresa per l’economia mondiale, ripetendo che lo sforzo decisamente espansivo intrapreso dalle autorità e dai governi “non è stato ancora valutato appieno da parte dei mercati”. Secondo Trichet sono condivisibili le stime di una crescita mondiale vicina allo zero quest’anno (negativa per i Paesi industrializzati), seguita da una “progressiva ripresa” nel 2010. Interessanti dichiarazioni sono arrivate anche da altri esponenti del Consiglio Direttivo della BCE. Circa l’eventuale adozione di misure non convenzionali, Nowotny (Banca d’Austria) ha affermato che è in atto un dibattito che non si è ancora concluso e sul cui esito è difficile fare previsioni. Secondo Nowotny è ancora presto anche per fare previsioni circa la decisione sui tassi della BCE nella riunione di aprile. Secondo Stark (Comitato Esecutivo) l’economia mondiale sta attraversando la peggiore recessione dal dopoguerra, tuttavia le banche centrali da sole non possono risolvere tutti i problemi e anzi portare i tassi a un livello eccessivamente basso potrebbe allentare gli incentivi per le banche a “ripulire” i propri bilanci e a effettuare un maggior controllo del rischio. Secondo Stark la BCE ha ancora margini per tagliare i tassi, ma tali margini si stanno riducendo. Inoltre l’Istituto di Francoforte, espandendo il suo bilancio e accettando debito societario come collateral, si sta già muovendo in una sfera di politica non convenzionale; si potrebbe pensare a misure che allevino il rischio di credito sulla carta commerciale per le banche, ma acquistare a titolo definitivo debito corporate vorrebbe dire tagliare fuori il sistema bancario che ne risulterebbe indebolito. Queste dichiarazioni testimoniano che c’è un ampio dibattito in seno alla BCE sia sull’opportunità di tagliare ulteriormente i tassi, sia sull’adozione di politiche di allentamento quantitativo. Se sul primo punto potrebbero prevalere i pareri maggiormente espansivi (già ad aprile si potrebbe procedere ad una nuova limatura al ribasso sul refi a 1,25%), sul secondo non è detto che si trovi un accordo.
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