Da seguire: Area euro – Germania. I dati definitivi hanno mostrato una revisione verso l’alto dell’inflazione tedesca (indice nazionale) a 0,4% a/a a novembre (da 0,3% a/a prelim.). La misura armonizzata vede una variazione tendenziale di 0,3% a/a, da 0,4%; su base mensile, l’indice……

scende di -0,2% m/m, da -0,1% m/m prelim. L’inflazione tedesca risalirà progressivamente verso l’1,0% a/a nei mesi a venire. La dinamica sottostante continuerà a essere frenata dalle condizioni cicliche.
– Germania. La bilancia commerciale registra un avanzo di 13,6 miliardi di euro a ottobre, da 10,4 miliardi di settembre. Le esportazioni aumentano del 2,5% m/m, mentre l’import cala di -2,4% m/m.
Ieri sui mercati
Ampia reazione dei mercati al downgrade del debito greco da parte di Fitch (a BBB+ da A-), che ha seguito la decisione di S&P di mettere il debito greco sotto osservazione “con implicazioni negative”. Negative tutte le borse, in calo dell’1% negli Stati Uniti per S&P 500 e DJ, -0,7% per il Nasdaq; in calo dell’1,6% Eurostoxx, Dax e FTSE. Positivi i mercati obbligazionari dei paesi più virtuosi: il Bund a 10 anni ha registrato un rendimento in calo di 6,4pb, a 3,12% (spread con la Grecia a 231pb), il Tnote 10 anni a 3,37%, in calo di 5,8pb.
Area euro
La produzione industriale in Germania è scesa dell’1,8% m/m a ottobre, contro attese di +1% m/m. Su base tendenziale, l’output scende del 12,4% a/a. Già gli ordini di ottobre erano stati deludenti, con un calo mensile di 2,2%. Con la produzione invariata a novembre e dicembre, su base trimestrale l’output vedrebbe un aumento di 0,6% t/t, molto più modesto del +3,5% t/t del trimestre precedente. Le indicazioni delle indagini sono più positive e i dati di ottobre potrebbero, sulla base di questi segnali, essere seguiti da un successivo rimbalzo.
Fitch ha ridotto il rating del debito greco, sia domestico sia in valuta, da A- a BBB+, con un outlook negativo; per la prima volta da 10 anni il rating del debito greco scende al di sotto della soglia di A. Il downgrade del debito è giustificato, secondo Fitch, dai rischi sul medio termine per le finanze pubbliche, vista la “debole credibilità delle istituzioni fiscali e la struttura di policy greca”. Il ministro delle finanze ha detto che il governo farà tutto ciò che è necessario per ridurre il deficit e raggiungere gli obiettivi fiscali di medio termine.
Stati Uniti
Bernanke ha detto che l’economia si trova ancora di fronte dei “venti contrari formidabili”: il credito rimane stretto soprattutto per famiglie e piccole imprese, e il mercato del lavoro resta “debole”. Questi due elementi rappresenteranno un freno potente alla dinamica dei consumi. Pertanto, i tre fattori – basso utilizzo delle risorse, inflazione moderata e aspettative sui prezzi stabili – citati dall’ultimo comunicato giustificano ancora secondo Bernanke politica monetaria invariata per un periodo “esteso”. Questo è il messaggio centrale che uscirà dalla riunione del FOMC di metà dicembre, mantenendo ancora le voci di dissenso sull’exit strategy ai margini della comunicazione ufficiale della Fed. A partire dalla riunione di gennaio inizierà una fase di preparazione per l’uscita, che probabilmente verrà iniziata nel corso del 2010.
Il presidente Obama ha detto che utilizzerà una parte consistente dei risparmi che si otterranno entro il 2010 sugli interventi a favore delle banche attuati con TARP a fine 2008 (circa 200 miliardi di dollari) per attuare ulteriore stimolo all’economia. Il pacchetto, che dovrebbe essere compreso fra i 75 e i 150 miliardi di dollari secondo alcune fonti democratiche dovrebbe avere come principale obiettivo il sostegno alle piccole imprese, con sussidi per nuove assunzioni e per investimenti, aliquota sui capital gains azzerata per le piccole imprese; a queste misure si aggiungerebbero circa 50 miliardi di ulteriori interventi pubblici per infrastrutture e incentivi fiscali per interventi sulle abitazioni per il risparmio energetico.
Giappone
La stima del PIL per il 3° trimestre è stata rivista ampiamente verso il basso, dalla stima preliminare di +1,2% t/t, a 0,3% t/t. La revisione deriva da un netto calo degli investimenti fissi delle imprese (-2,8% t/t), contro la stima preliminare che vedeva gli investimenti in aumento di 1,6% t/t. La domanda privata su base trimestrale è praticamente stagnante (+0,1% t/t), dalla stima preliminare di +1% t/t.
Analisi Daily
Appendice
Certificazione degli analisti
Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, i cui nomi e ruoli sono riportati nella prima pagina del documento dichiarano che:
(1) Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;
(2) Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.
Comunicazioni importanti
La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.
La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.
– Aste – L’Italia colloca il nuovo BTP 4,25% 03/2020 per un ammontare di 4-5 mld, e riapre rispettivamente per 2-2,5 mld e per 1,5-2,25 mld il BTP 2,5% 07/2012 e il CCT 07/2016.
Area Euro
– L’operazione di rifinanziamento a 1 anno dovrebbe chiudersi con un’allocazione di fondi inferiore ai 442 mld dell’asta del 22 giugno, dato il miglioramento delle condizioni di mercato monetario e, soprattutto, il calo dei tassi a brevissimo termine che nel frattempo è intervenuto. La stima di consenso è di 135 mld. L’asta sarà condotta a tasso fisso e senza l’applicazione di uno spread sul refi.
– L’indice di fiducia economica della Commissione UE offrirà un quadro più completo sulla situazione ciclica nell’area euro. Il ritmo della ripresa sembra aver rallentato a fine estate stando alle indagini nazionali che hanno mostrato aumenti inferiori alle attese in Germania, Belgio e Olanda. L’indice sintetico è visto in salita a 81,8, da un precedente 80,6. Se confermato, il dato lascerebbe la media per il 3° trimestre a 79,5, da un precedente 70,2 coerente con una contrazione meno pesante del PIL nei mesi estivi.
– Italia. L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali è visto mantenere una crescita annua stabile a 2,1% a/a ad agosto. Si tratta di un deciso rallentamento dal picco di 4,3% a/a toccato a gennaio. Le retribuzioni contrattuali potrebbero rimbalzare lievemente fino a 2,8% a/a nei mesi autunnali, per effetto dell’applicazione di incrementi previsti, ma c’è il rischio di un successivo rallentamento sotto il 2% tra fine 2009 e inizio 2010, per via degli effetti ritardati dell’aumento in corso della disoccupazione.
– Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è vista in aumento per il sesto mese consecutivo a settembre. Stimiamo l’indice ISAE a 76,6, da 74,8 precedente. La fiducia è ormai in deciso recupero dal minimo di marzo (62), pur rimanendo ben al di sotto della media storica (88,2). Il dato sarebbe coerente con il recupero di fiducia visto negli altri Paesi europei. Confortante il fatto che, a partire dal mese scorso, il miglioramento abbia cominciato a riguardare le valutazioni delle imprese sugli ordini, mentre fino ad allora il recupero era guidato soprattutto dalla fase di decumulo dei magazzini.
Stati Uniti
– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a settembre dovrebbe salire a 55 da 54 di agosto. Nelle ultime settimane gli indici di fiducia non hanno segnalato nuovi miglioramenti: la fiducia dovrebbe oscillare nel range ristretto degli ultimi quattro mesi (47,4-54,8). Ad agosto l’indagine del Conference Board aveva registrato un ampio aumento della componente aspettative (+10,1), mentre quella corrente si era riportata solo sul livello di luglio (+1,6, a 24,9). Anche gli indicatori del mercato del lavoro erano migliorati ad agosto senza segnare nuovi massimi (a -40,9 ad agosto, risultato meno brillante che a maggio, a -38,1).
Ieri sui mercati
Le tensioni sullo yen hanno suggerito alle autorità monetarie nipponiche una correzione di tiro: Fuji ha affermato che gli attuali movimenti dei cambi sono “naturali”, ma che potrebbe agire se diventassero abnormi; in ogni caso, non ha mai sostenuto né uno yen forte, né uno yen debole. Il rimbalzo degli indici azionari ha brevemente riportato il cambio euro/dollaro verso 1,465, con massimi a 1,4680. Dollaro fra 89,5 e 90,6 yen, ampiamente sopra i minimi di 88,23 toccati nella notte fra domenica e lunedì. La sterlina, scesa fino a 1,576, in seguito è rientrata fra 1,5870-1,5960. Dollaro australiano sostenuto anche da voci di rialzo dei tassi a novembre e dicembre. Calo dei rendimenti sui titoli di stato, nuovamente più marcato sulle scadenze lunghe delle curve. Stabili i corsi delle materie prime, con moderati rialzi per il petrolio ($0,69 per la prima scadenza del Light Crude Future).
Area Euro
Germania. A settembre l’indice dei prezzi al consumo è calato di 0,3% m/m, più debole delle stime di consenso ma in linea con la nostra previsione. Sull’anno i prezzi al consumo calano di 0,2% /a e di 0,3% /a sulla misura armonizzata. La flessione dei prezzi è riconducibile al rientro delle pressioni sui prezzi delle benzine ed alimentari freschi. L’inflazione tedesca dovrebbe tornare positivada fine 2009.
Italia. La fiducia dei consumatori ha continuato a salire a settembre, battendo ancora una volta la più rosea delle previsioni. L’indice è così arrivato a 113,6 (da 111,8 di agosto), arrivando ai massimi da oltre 7 anni. Peraltro, il miglioramento riguarda più la valutazione sulla situazione economica generale del Paese che non la situazione personale degli intervistati, migliorata solo lievemente a 125,9 da 125. Continuano a salire (rimanendo comunque al di sotto dei massimi toccati a marzo) le attese sulla disoccupazione.
Stati Uniti
Il Chicago Fed National Index, l’indice composito del ciclo costruito sulla base di ben 85 diversi indicatori, è tornato a scendere ad agosto (a -0,90) dopo aver toccato a luglio (a -0,56) un massimo da gennaio 2008. Il peggioramento è dovuto principalmente agli indicatori sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione è salito di 3 decimi a 9,7%). L’indicatore è su livelli ancora recessivi ma segnala un deciso attenuarsi della recessione rispetto ai primi mesi dell’anno.
Giappone
L’inflazione ad agosto è scesa a -2,2% a/a; al netto di alimentari freschi l’indice scende a -2,4% a/a. La misura sottostante (ex energia e alimentari) segna -0,9% a/a. Anche i dati di Tokyo per settembre vedono ancora cali marcati.
L’indice di fiducia delle piccole imprese è salito a settembre a 43,5 da 41,8, in aumento continuo dai minimi di 24,9 di gennaio.






