Da marzo i prezzi delle attività ad alto rendimento hanno ripreso crescere: il mercato azionario continua a correre, il petrolio è ritornato a quota 80 dollari al barile, l’oro si trova sui …..
massimi di sempre al di sopra dei mille dollari l’oncia, gli spread sul mercato obbligazionario hanno cominciato a ridursi e le attività dei paesi emergenti sono risalite ancora di più.
Ci sono segnali di miglioramento dei mercati interbancari e del mercato creditizio. Gli imponenti piani di salvataggio del sistema bancario e gli incentivi al consumo hanno permesso all’economia di evitare il tracollo e, in alcuni casi, di ritornare a crescere. Un dato su tutti: negli Stati Uniti il Pil è cresciuto di 3.5 punti precentuali nel terzo trimestre, un’ottima performance se consideriamo che nei tre mesi precedenti si era vista una contrazione pari allo 0.7%. I dati macroeconomici confermano l’uscita dalla fase critica e anche settori fortemente colpiti dalla crisi, come quello immobiliare o il manifatturiero, si stanno stabilizzando.
L’ondata di liquidità immessa sui mercati dalle banche centrali e le politiche monetarie espansive a livello globale hanno supportato le vendite gonfiando i prezzi degli asset. E’ cresciuta la propensione al rischio degli operatori, che in questa fase hanno l’opportunità di prendere in prestito a tassi di interesse prossimi allo zero per investire in attività che promettono rendimenti elevati. Parallelamente, abbiamo visto un forte deprezzamento del dollaro americano: quella che nei momenti di panico era stata considerata la valuta rifugio, con il rientro dell’avversione al rischio sta via via perdendo i benefici derivanti dal proprio status.
Da marzo a oggi il biglietto verde ha perso quasi il 20% nei confronti dell’euro e della sterlina, più del 30 contro dollaro australiano e neozelandese. L’euro/dollaro ha ripetutamente testato quota 1.50, senza però riuscire, almeno fino ad ora, a sorpassare i massimi degli ultimi 14 mesi. Sorprendente la performance del cable, che ha guadagnato circa 10 figure in 10 giorni: dopo un rimbalzo in area 1.57 il cross è arrivato in area 1.67 nonostante dati macroeconomici poco incoraggianti. Se le condizioni dell’economia globale continueranno a stabilizzarsi, l’attenzione si sposterà progressivamente sulle politiche di exit strategy delle diverse banche centrali: il Giappone ha aperto la strada annunciando il ritiro di alcune delle misure straordinarie. La Bank of Japan ha però sottolineato che sarà estremamente cauta sui passi successivi, manterrà una politica monetaria molto accomodante e non interverrà sui tassi di interesse per un lungo periodo.
Anche la BCE ha fatto il primo passo verso il ritiro delle misure straordinarie di sostegno all’economia; giovedì Trichet ha lasciato intendere che l’asta a un anno di dicembre sarà l’ultima del suo genere in agenda. Nessuna novità è emersa invece dopo la riunione del FOMC: i tassi sono stati confermati allo 0.25% “per un periodo prolungato”, ma niente dichiarazioni a proposito di eventuali cambiamenti per la politica monetaria. E’ ancora lontana dall’exit strategy la Bank of England, che ha confermato il tasso di riferimento allo 0,5% e aumentato di 25 miliardi di sterline, portandolo il totale a 200, il programma di “quantitative easing” per aiutare l’economia a uscire dalla recessione.
Spunti Operativi
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Dati economici di oggi
| Ora | Nazione | Dato | Previsione | Precedente | Importanza |
|---|---|---|---|---|---|
| 8.00 | ![]() | German Trade Balance (euros) (SEP) | ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() | ||
| 12.00 | ![]() | German Industrial Production s.a. (MoM) (SEP) | ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() | ||
| 14.15 | ![]() | Housing Starts (OCT) | ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
L’utente prende atto che le informazioni contenute in questo report hanno mera natura informativa e vengono elaborate dall’analisi dei dati di negoziazione, dei dati di mercato e dalle statistiche.
Analisi Daily
a cura di: Cfx Intermediazioni
Fonte: Cfx Intermediazioni.com













