09/11/09 Germania. Dovrebbe essere confermato a settembre il recupero visto in agosto per la produzione industriale.

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Da seguire: Area Euro – Germania. Dovrebbe essere confermato a settembre il recupero visto in agosto per la produzione industriale. Ci attendiamo un aumento dell’1,0% m/m che lascerebbe la dinamica trimestrale in….

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rotta per un aumento di 2,6% t/t, il primo da marzo 2008. Il dato, unitamente alla dinamica dei consumi (sostenuti dagli incentivi auto), è coerente con un aumento del PIL di 0,6% t/t.

I market mover della settimana

La settimana è ricca di dati nell’area euro. Le stime preliminari per il 3° trimestre mostreranno un ritorno alla crescita per il PIL (attorno a 0,5% t/t) dopo 5 trimestri di calo; la variazione sarà positiva in tutti i principali Paesi, ad eccezione della Spagna. I dati sulla produzione industriale di settembre sono attesi mostrare un altro aumento in Germania e Francia e viceversa una correzione in Italia dopo l’aumento anomalo di agosto; di conseguenza la media area euro potrebbe risultare poco variata. L’indice ZEW (primo indicatore di fiducia di novembre) dovrebbe correggere marginalmente per il secondo mese consecutivo, restando comunque su livelli elevati e mostrando un ulteriore recupero per l’indice sulla situazione corrente.

Pochi dati in uscita negli Stati Uniti. Il deficit di bilancia commerciale dovrebbe essere poco variato a settembre. La svalutazione del dollaro dovrebbe portare a un ampio incremento dei prezzi all’import di ottobre. La fiducia delle famiglie di novembre dovrebbe restare debole.

Venerdì sui mercati

La riunione dei ministri delle finanze del G20 si è chiusa senza atti politici di immediato rilievo sul fronte degli squilibri globali, limitandosi a dichiarazioni di principio e (questo è l’aspetto potenzialmente di maggiore importanza) all’enunciazione di precise scadenze per il processo di mutua valutazione delle politiche economiche nazionali. Secondo quanto concordato, i piani economici locali per i successivi 3-5 anni saranno presentati entro gennaio 2010; la valutazione della loro coerenza è prevista in aprile, mentre un insieme di opzioni per conseguire la coerenza delle strategie regionali sarà trasmesso ai capi di governo in giugno (ma con raccomandazioni soltanto per gruppi di paesi in circostanze analoghe); bisognerà comunque attendere il mese di novembre per avere “più specifiche raccomandazioni”. Il comunicato non fa alcuna menzione dei mercati valutari. Nessun progresso sul fronte dei finanziamenti ai paesi emergenti per il controllo del cambiamento climatico.

Lieve calo dei rendimenti sul mercato degli UST, più marcato sul tratto 2-10 anni. Continua la pressione al rialzo sull’oro, associata a debolezza del dollaro. L’euro e la sterlina sono saliti questa notte rispettivamente fino a 1,4959 e 1,6764 dollari, approfittando dell’assenza di qualsiasi misura a sostegno della moneta americana nel comunicato del G20. Tornano a salire le monete dei grandi esportatori di commodities. Dopo il netto calo di venerdì, le quotazioni petrolifere sono ben sostenute dalla debolezza del dollaro e dal rischio meteorologico nel Golfo del Messico (Light Crude 78,66 dollari).

Area Euro

Germania. Gli ordini di beni manufatti crescono di 0,9%m/m a settembre lasciando la media trimestrale a 8,9% t/t in accelerazione dal 5,5% t/t di giugno. Sull’anno, gli ordini calano del 13,0% a/a dal minimo di febbraio (-36,1% a/a). Il dato sugli ordini è coerente con una discreta crescita della produzione anche in autunno.

Nowotny, della Banca d’Austria, ha dichiarato che la BCE non ha ancora deciso se rinnovare o meno l’asta a 12 mesi. Nowotny ha quindi rettificato la dichiarazione specificando che non era in contrasto con le affermazioni di Trichet.

Stati Uniti

L’employment report di ottobre conferma che lo stato del mercato del lavoro è troppo negativo per prevedere una svolta della politica monetaria nella prima metà del 2010. Il ritmo di contrazione di occupati si riduce nell’indagine presso le imprese (-190 mila a ottobre, e una revisione verso l’alto di +91 mila posti nei mesi precedenti, -188 mila in media negli ultimi 3 mesi). Tuttavia, l’occupazione rilevata presso le famiglie cala in media di 589 mila unità negli ultimi 3 mesi e il tasso di disoccupazione sale a 10,2%, il massimo da aprile 1983.

La Camera ha approvato una sua versione di riforma sanitaria, dopo aver introdotto emendamenti fino all’ultimo momento al Rangel Bill.

Analisi Daily

Fonte: Intesa Sanpaolo S.p.A.


Appendice
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Da seguire:

– Aste – L’Italia colloca il nuovo BTP 4,25% 03/2020 per un ammontare di 4-5 mld, e riapre rispettivamente per 2-2,5 mld e per 1,5-2,25 mld il BTP 2,5% 07/2012 e il CCT 07/2016.

Area Euro

– L’operazione di rifinanziamento a 1 anno dovrebbe chiudersi con un’allocazione di fondi inferiore ai 442 mld dell’asta del 22 giugno, dato il miglioramento delle condizioni di mercato monetario e, soprattutto, il calo dei tassi a brevissimo termine che nel frattempo è intervenuto. La stima di consenso è di 135 mld. L’asta sarà condotta a tasso fisso e senza l’applicazione di uno spread sul refi.

– L’indice di fiducia economica della Commissione UE offrirà un quadro più completo sulla situazione ciclica nell’area euro. Il ritmo della ripresa sembra aver rallentato a fine estate stando alle indagini nazionali che hanno mostrato aumenti inferiori alle attese in Germania, Belgio e Olanda. L’indice sintetico è visto in salita a 81,8, da un precedente 80,6. Se confermato, il dato lascerebbe la media per il 3° trimestre a 79,5, da un precedente 70,2 coerente con una contrazione meno pesante del PIL nei mesi estivi.

– Italia. L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali è visto mantenere una crescita annua stabile a 2,1% a/a ad agosto. Si tratta di un deciso rallentamento dal picco di 4,3% a/a toccato a gennaio. Le retribuzioni contrattuali potrebbero rimbalzare lievemente fino a 2,8% a/a nei mesi autunnali, per effetto dell’applicazione di incrementi previsti, ma c’è il rischio di un successivo rallentamento sotto il 2% tra fine 2009 e inizio 2010, per via degli effetti ritardati dell’aumento in corso della disoccupazione.

– Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è vista in aumento per il sesto mese consecutivo a settembre. Stimiamo l’indice ISAE a 76,6, da 74,8 precedente. La fiducia è ormai in deciso recupero dal minimo di marzo (62), pur rimanendo ben al di sotto della media storica (88,2). Il dato sarebbe coerente con il recupero di fiducia visto negli altri Paesi europei. Confortante il fatto che, a partire dal mese scorso, il miglioramento abbia cominciato a riguardare le valutazioni delle imprese sugli ordini, mentre fino ad allora il recupero era guidato soprattutto dalla fase di decumulo dei magazzini.

Stati Uniti

– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a settembre dovrebbe salire a 55 da 54 di agosto. Nelle ultime settimane gli indici di fiducia non hanno segnalato nuovi miglioramenti: la fiducia dovrebbe oscillare nel range ristretto degli ultimi quattro mesi (47,4-54,8). Ad agosto l’indagine del Conference Board aveva registrato un ampio aumento della componente aspettative (+10,1), mentre quella corrente si era riportata solo sul livello di luglio (+1,6, a 24,9). Anche gli indicatori del mercato del lavoro erano migliorati ad agosto senza segnare nuovi massimi (a -40,9 ad agosto, risultato meno brillante che a maggio, a -38,1).

Ieri sui mercati

Le tensioni sullo yen hanno suggerito alle autorità monetarie nipponiche una correzione di tiro: Fuji ha affermato che gli attuali movimenti dei cambi sono “naturali”, ma che potrebbe agire se diventassero abnormi; in ogni caso, non ha mai sostenuto né uno yen forte, né uno yen debole. Il rimbalzo degli indici azionari ha brevemente riportato il cambio euro/dollaro verso 1,465, con massimi a 1,4680. Dollaro fra 89,5 e 90,6 yen, ampiamente sopra i minimi di 88,23 toccati nella notte fra domenica e lunedì. La sterlina, scesa fino a 1,576, in seguito è rientrata fra 1,5870-1,5960. Dollaro australiano sostenuto anche da voci di rialzo dei tassi a novembre e dicembre. Calo dei rendimenti sui titoli di stato, nuovamente più marcato sulle scadenze lunghe delle curve. Stabili i corsi delle materie prime, con moderati rialzi per il petrolio ($0,69 per la prima scadenza del Light Crude Future).

Area Euro

Germania. A settembre l’indice dei prezzi al consumo è calato di 0,3% m/m, più debole delle stime di consenso ma in linea con la nostra previsione. Sull’anno i prezzi al consumo calano di 0,2% /a e di 0,3% /a sulla misura armonizzata. La flessione dei prezzi è riconducibile al rientro delle pressioni sui prezzi delle benzine ed alimentari freschi. L’inflazione tedesca dovrebbe tornare positivada fine 2009.

Italia. La fiducia dei consumatori ha continuato a salire a settembre, battendo ancora una volta la più rosea delle previsioni. L’indice è così arrivato a 113,6 (da 111,8 di agosto), arrivando ai massimi da oltre 7 anni. Peraltro, il miglioramento riguarda più la valutazione sulla situazione economica generale del Paese che non la situazione personale degli intervistati, migliorata solo lievemente a 125,9 da 125. Continuano a salire (rimanendo comunque al di sotto dei massimi toccati a marzo) le attese sulla disoccupazione.

Stati Uniti

Il Chicago Fed National Index, l’indice composito del ciclo costruito sulla base di ben 85 diversi indicatori, è tornato a scendere ad agosto (a -0,90) dopo aver toccato a luglio (a -0,56) un massimo da gennaio 2008. Il peggioramento è dovuto principalmente agli indicatori sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione è salito di 3 decimi a 9,7%). L’indicatore è su livelli ancora recessivi ma segnala un deciso attenuarsi della recessione rispetto ai primi mesi dell’anno.

Giappone

L’inflazione ad agosto è scesa a -2,2% a/a; al netto di alimentari freschi l’indice scende a -2,4% a/a. La misura sottostante (ex energia e alimentari) segna -0,9% a/a. Anche i dati di Tokyo per settembre vedono ancora cali marcati.

L’indice di fiducia delle piccole imprese è salito a settembre a 43,5 da 41,8, in aumento continuo dai minimi di 24,9 di gennaio.

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