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09/03/09 Oggi discorso di Stark (BCE)


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Analisi Daily

a cura di: Intesa Sanpaolo S.p.A.

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Da seguire:

– Nessun dato di rilievo in uscita.

I market mover della settimana

Nell’area euro sono in calendario i primi dati sull’andamento dell’attività industriale nel mese di gennaio (produzione industriale in Francia, Germania ed eurozona, ordini all’industria tedeschi). L’andamento degli indicatori di fiducia segnala ancora una contrazione dell’output, sia pure di entità inferiore a quella vista a dicembre. Le vendite al dettaglio nell’area euro potrebbero mostrare una variazione lievemente positiva a gennaio (trainata dalla Francia), ma il rimbalzo dovrebbe rivelarsi temporaneo. Il dettaglio sul PIL italiano non fornirà indicazioni confortanti, con rischi di revisione al ribasso e un pesante calo di tutte le principali componenti di domanda.

La settimana negli Stati Uniti vede la pubblicazione di dati relativi a gennaio e a febbraio. Fra i dati di gennaio, le scorte in ampio calo e il deficit di bilancia commerciale più contenuto implicano effetti opposti sulla stima del PIL del 1° trimestre. I prezzi all’import dovrebbero registrare un nuovo ampio calo a febbraio. Le vendite al dettaglio di febbraio saranno in marginale contrazione, sulla scia del calo delle vendite di auto e dei materiali da costruzione.

Venerdì sui mercati

Nonostante i dati occupazionali ancora disastrosi e l’incertezza sulla sorte di GM e Citigroup i listini azionari statunitensi hanno chiuso senza gravi flessioni (S&P500 +0,1%), comportandosi meglio dei mercati europei (Eurostoxx50 -1,9%). Nel Regno Unito il governo garantirà 260 mld di sterline di attivi di Lloyds Banking Group su un totale di 436mld in cambio di una commissione; inoltre, la azioni privilegiate vengono convertite in ordinarie e il governo potrebbe controllare fino al 75% dei diritti di voto. Negli Stati Uniti due deputati Repubblicani di spicco preferirebbero che il Tesoro lasciasse fallire le banche in crisi. In calo i corsi degli UST, probabilmente come reazione alla performance dei mercati azionari. Stabile il Bund future (-0,05), netto calo dei rendimenti sul mercato cash, all’insegna di un calo delle pendenze 10-2 anni. Petrolio in rialzo su attese che l’Opec possa tagliare ancora la produzione la prossima settimana, dopo aver implementato l’80-85% dei tagli già decisi.

Area euro

Italia – Il governo ha annunciato un rafforzamento dei fondi destinati agli investimenti infrastrutturali, che ora tocca 10,8 mld, mediante riallocazione delle risorse finora incluse nel Fondo per le Aree Sottoutilizzate (FAS).

Stati Uniti

L’employment report di febbraio ha confermato il quadro negativo del mercato del lavoro, con un calo di 651 mila occupati e revisioni verso il basso per i dati dei mesi di gennaio e dicembre (complessivamente -161 mila). Il tasso di disoccupazione è salito a 8,1% da 7,6% di gennaio (attese per 8%), il livello più elevato da dicembre 1983. I salari orari aumentano dello 0,2% m/m (3,6% a/a), confermando l’atteso rallentamento della dinamica salariale indicato dal Beige Book. Le ore lavorate scendono dello 0,7% m/m, -8,8% 3m ann. Nel settore costruzioni il calo mensile è di -1%, in quello manifatturiero di -2%. Il calo degli occupati è omogeneamente distribuito fra settori. Le uniche voci positive sono, a febbraio come a gennaio, istruzione e sanità (+26 mila ) e settore pubblico (per un modesto +9 mila, che conferma la situazione difficile dei bilanci statali). Nell’industria privata, il calo di occupati totale è di -276 mila, con -104 mila nelle costruzioni e -168 mila nel manifatturiero: entrambi i sotto-settori in modesto miglioramento rispetto a gennaio, contrariamente alle indicazioni di deterioramento viste con la componente occupazione dell’ISM manifatturiero. Per i servizi il calo di 375 mila posti è nettamente peggiore rispetto ai dati di gennaio (-276 mila), con -44 mila nella finanza e -180 mila nei servizi alle imprese. Una nota un pò meno negativa viene dall’indagine presso le famiglie che mostra un calo di occupati di “solo” 351 mila. Tuttavia, poiché a gennaio l’occupazione si era ridotta di 1,239 milioni, la media sui due mesi è circa in linea con l’indagine presso le imprese. Per quanto riguarda il tasso di partecipazione si registra un aumento a 65,6% da 65,5% di gennaio. L’unico elemento positivo dei dati è che non si registra deterioramento rispetto a gennaio, anzi un miglioramento rispetto a -681 mila di dicembre (rivisto da -577 mila). Il crollo delle ore lavorate implica un nuovo ampio calo della produzione industriale a febbraio.



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