Da seguire: Area euro: – Nessun dato di rilievo in calendario……

Stati Uniti
– I nuovi occupati non agricoli a novembre dovrebbero registrare una contrazione di 130 mila unità, confermando il miglioramento nel trend di riduzione degli occupati. Il tasso di disoccupazione dovrebbe stabilizzarsi a 10,2% di ottobre. I salari orari dovrebbero aumentare dello 0,1% m/m, dopo un sorprendente +0,3% m/m di ottobre. Le ore lavorate dovrebbero essere stabili.
Ieri sui mercati
La BCE (v. sotto) ha gestito bene la riunione di dicembre, segnalando chiaramente l’intenzione di avviare la normalizzazione del mercato della liquidità nel primo semestre 2010, ma senza shock repentini. Cambio euro/dollaro poco variato, sempre sopra 1,50; continua la flessione dello yen, che beneficia il mercato azionario giapponese. Nuova contrazione per gli spread nell’eurozona, in un contesto di lieve rialzo dei rendimenti.
Area euro
La seconda lettura dei dati di contabilità nazionale relativi al 3° trimestre non ha apportato sostanziali novità allo scenario. Il PIL è stato confermato in ripresa a 0,4% t/t (da -0,2% t/t precedente) e ancora in forte calo su base annua (a -4,1% da -4,8% a/a). Il dettaglio delle componenti è risultato circa in linea con le attese. La domanda interna si conferma in calo sia per quanto sia i consumi (-0,2% t/t da zero) che gli investimenti (-0,4% da -1,7% t/t). Il ritorno alla crescita è dovuto unicamente a: 1) l’aumento delle scorte (contributo di +0,3% t/t), che nei due trimestri precedenti avevano fatto segnare il calo più forte della storia; 2) il contributo positivo del commercio con l’estero (+0,2% t/t), dovuto al fatto che, in un contesto di ritorno in positivo per entrambi i flussi commerciali (per la prima volta dopo 5 trimestri di calo), l’export è aumentato più dell’import (+2,9% vs +2,6% t/t); 3) l’aumento della spesa pubblica (+0,5% t/t, in linea con la crescita media degli ultimi due anni), per un contributo di +0,1% t/t. In sintesi, il dato conferma che la ripresa nell’area euro è ancora molto fragile perché non si basa sulla domanda interna (ancora in contrazione). Export e scorte continueranno a sostenere la crescita nei prossimi trimestri, che potrebbe mantenersi all’incirca sui livelli di T3. Ma per una ripresa in grado di autoalimentarsi occorrerà probabilmente aspettare il 2010 inoltrato.
Le vendite al dettaglio sono rimaste stabili (anziché salire lievemente come atteso) nel mese di ottobre (dopo essere scese di -0,5% m/m a settembre). Per via della revisione al rialzo sui dati precedenti, la variazione annua, ancora pesantemente negativa, è risultata comunque migliore del previsto (-1,9% contro -2,4% a/a atteso).
Focus: dalla BCE primi dettagli sulla strategia di uscita
Il comunicato sulla rimozione delle misure straordinarie (cancellazione dell’asta a sei mesi e probabile ritorno ad un meccanismo d’asta con assegnazione limitate di fondi nel corso del 2010) ha il pregio di segnalare con un certo anticipo il prossimo passo in uscita senza vincolare eccessivamente la BCE. Nel contempo passa il messaggio che non necessariamente i tassi di policy resteranno fermi nel 2010, ma che non esiste neppure alcun impegno a muoverli. Riteniamo che la BCE tornerà alla normale gestione della liquidità per la fine del terzo trimestre e che a meno di sorprese sullo scenario macro potrebbe dare inizio ad un moderato ciclo di rialzi per fine 2010.
Stati Uniti
I nuovi sussidi di disoccupazione sono scesi a 457 mila nella settimana conclusa il 28 novembre, il minimo da settembre 2008, da 466 mila della settimana precedente. I sussidi esistenti sono aumentati a 5,465 mln nella settimana conclusa il 21 novembre da 5,437 mln della settimana precedente.
La seconda stima della crescita della produttività nel 3° trimestre è stata rivista verso il basso a 8,1% t/t, dalla stima precedente di +9,5% t/t. Il costo del lavoro per unità di prodotto è sceso del 2,5% t/t.
L’ISM del settore non manifatturiero a novembre è sceso a 48,7 da 50,6 di ottobre, contro attese di consenso di un aumento a 51,5.
Bernanke, nell’audizione in Senato per la sua conferma a presidente della Fed, ha difeso l’operato della banca centrale nel rispondere alla crisi dell’ultimo anno. Bernanke ha dato la sua opinione su diverse modifiche che il Congresso intende apportare all’operatività della banca centrale: revisione della politica monetaria da parte del GAO, riduzione della struttura federale della banca centrale, riduzione dei poteri di regolamentazione e supervisione attribuiti alla banca centrale.
Analisi Daily
Appendice
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– Aste – L’Italia colloca il nuovo BTP 4,25% 03/2020 per un ammontare di 4-5 mld, e riapre rispettivamente per 2-2,5 mld e per 1,5-2,25 mld il BTP 2,5% 07/2012 e il CCT 07/2016.
Area Euro
– L’operazione di rifinanziamento a 1 anno dovrebbe chiudersi con un’allocazione di fondi inferiore ai 442 mld dell’asta del 22 giugno, dato il miglioramento delle condizioni di mercato monetario e, soprattutto, il calo dei tassi a brevissimo termine che nel frattempo è intervenuto. La stima di consenso è di 135 mld. L’asta sarà condotta a tasso fisso e senza l’applicazione di uno spread sul refi.
– L’indice di fiducia economica della Commissione UE offrirà un quadro più completo sulla situazione ciclica nell’area euro. Il ritmo della ripresa sembra aver rallentato a fine estate stando alle indagini nazionali che hanno mostrato aumenti inferiori alle attese in Germania, Belgio e Olanda. L’indice sintetico è visto in salita a 81,8, da un precedente 80,6. Se confermato, il dato lascerebbe la media per il 3° trimestre a 79,5, da un precedente 70,2 coerente con una contrazione meno pesante del PIL nei mesi estivi.
– Italia. L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali è visto mantenere una crescita annua stabile a 2,1% a/a ad agosto. Si tratta di un deciso rallentamento dal picco di 4,3% a/a toccato a gennaio. Le retribuzioni contrattuali potrebbero rimbalzare lievemente fino a 2,8% a/a nei mesi autunnali, per effetto dell’applicazione di incrementi previsti, ma c’è il rischio di un successivo rallentamento sotto il 2% tra fine 2009 e inizio 2010, per via degli effetti ritardati dell’aumento in corso della disoccupazione.
– Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è vista in aumento per il sesto mese consecutivo a settembre. Stimiamo l’indice ISAE a 76,6, da 74,8 precedente. La fiducia è ormai in deciso recupero dal minimo di marzo (62), pur rimanendo ben al di sotto della media storica (88,2). Il dato sarebbe coerente con il recupero di fiducia visto negli altri Paesi europei. Confortante il fatto che, a partire dal mese scorso, il miglioramento abbia cominciato a riguardare le valutazioni delle imprese sugli ordini, mentre fino ad allora il recupero era guidato soprattutto dalla fase di decumulo dei magazzini.
Stati Uniti
– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a settembre dovrebbe salire a 55 da 54 di agosto. Nelle ultime settimane gli indici di fiducia non hanno segnalato nuovi miglioramenti: la fiducia dovrebbe oscillare nel range ristretto degli ultimi quattro mesi (47,4-54,8). Ad agosto l’indagine del Conference Board aveva registrato un ampio aumento della componente aspettative (+10,1), mentre quella corrente si era riportata solo sul livello di luglio (+1,6, a 24,9). Anche gli indicatori del mercato del lavoro erano migliorati ad agosto senza segnare nuovi massimi (a -40,9 ad agosto, risultato meno brillante che a maggio, a -38,1).
Ieri sui mercati
Le tensioni sullo yen hanno suggerito alle autorità monetarie nipponiche una correzione di tiro: Fuji ha affermato che gli attuali movimenti dei cambi sono “naturali”, ma che potrebbe agire se diventassero abnormi; in ogni caso, non ha mai sostenuto né uno yen forte, né uno yen debole. Il rimbalzo degli indici azionari ha brevemente riportato il cambio euro/dollaro verso 1,465, con massimi a 1,4680. Dollaro fra 89,5 e 90,6 yen, ampiamente sopra i minimi di 88,23 toccati nella notte fra domenica e lunedì. La sterlina, scesa fino a 1,576, in seguito è rientrata fra 1,5870-1,5960. Dollaro australiano sostenuto anche da voci di rialzo dei tassi a novembre e dicembre. Calo dei rendimenti sui titoli di stato, nuovamente più marcato sulle scadenze lunghe delle curve. Stabili i corsi delle materie prime, con moderati rialzi per il petrolio ($0,69 per la prima scadenza del Light Crude Future).
Area Euro
Germania. A settembre l’indice dei prezzi al consumo è calato di 0,3% m/m, più debole delle stime di consenso ma in linea con la nostra previsione. Sull’anno i prezzi al consumo calano di 0,2% /a e di 0,3% /a sulla misura armonizzata. La flessione dei prezzi è riconducibile al rientro delle pressioni sui prezzi delle benzine ed alimentari freschi. L’inflazione tedesca dovrebbe tornare positivada fine 2009.
Italia. La fiducia dei consumatori ha continuato a salire a settembre, battendo ancora una volta la più rosea delle previsioni. L’indice è così arrivato a 113,6 (da 111,8 di agosto), arrivando ai massimi da oltre 7 anni. Peraltro, il miglioramento riguarda più la valutazione sulla situazione economica generale del Paese che non la situazione personale degli intervistati, migliorata solo lievemente a 125,9 da 125. Continuano a salire (rimanendo comunque al di sotto dei massimi toccati a marzo) le attese sulla disoccupazione.
Stati Uniti
Il Chicago Fed National Index, l’indice composito del ciclo costruito sulla base di ben 85 diversi indicatori, è tornato a scendere ad agosto (a -0,90) dopo aver toccato a luglio (a -0,56) un massimo da gennaio 2008. Il peggioramento è dovuto principalmente agli indicatori sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione è salito di 3 decimi a 9,7%). L’indicatore è su livelli ancora recessivi ma segnala un deciso attenuarsi della recessione rispetto ai primi mesi dell’anno.
Giappone
L’inflazione ad agosto è scesa a -2,2% a/a; al netto di alimentari freschi l’indice scende a -2,4% a/a. La misura sottostante (ex energia e alimentari) segna -0,9% a/a. Anche i dati di Tokyo per settembre vedono ancora cali marcati.
L’indice di fiducia delle piccole imprese è salito a settembre a 43,5 da 41,8, in aumento continuo dai minimi di 24,9 di gennaio.






