Come largamente atteso, la BCE ha lasciato invariati il refi, il tasso sui depositi e quello sul rifinanziamento marginale…
Nella conferenza stampa Trichet ha precisato che la prossima asta a tasso fisso a un anno (in calendario il 30.09.2009) non vedrà l’applicazione di alcuno spread rispetto al refi, pertanto la BCE continuerà a soddisfare tutte le richieste di prestito al tasso dell’1%.
La BCE ha preso atto dei segnali di miglioramento congiunturale degli ultimi mesi (che mostrano una stabilizzazione dell’attività economica e una ripresa “molto graduale”), ma rimane molto cauta non solo su velocità e intensità, ma anche sulla sostenibilità della ripresa stessa. Infatti, Trichet ha ripetuto che c’è ancora molta strada da fare per uscire dalla crisi, e ha ricordato come nella ripresa in atto stiano giocando un ruolo importante fattori che potrebbero essere temporanei (il ciclo delle scorte, la ripresa dell’export e le misure di stimolo), il che potrebbe indurre una certa volatilità nel sentiero di crescita. Nella sessione di Q&A Trichet ha ammesso che il ritorno a una crescita positiva su base trimestrale, che in precedenza la BCE stimava alla metà del 2010, potrebbe aversi prima (nelle nostre stime, già dal trimestre in corso).
Circa l’inflazione, essa tornerà positiva nei prossimi mesi, ma nel medio-lungo termine rimarranno basse pressioni inflazionistiche anche per via della dinamica stagnante degli aggregati monetari e creditizi. Nella sessione di domande e risposte Trichet ha affermato che la BCE ha evitato il rischio-deflazione ed è fermamente determinata a evitare un rischio-inflazione in futuro. Di conseguenza, come atteso la BCE ha rivisto al rialzo le stime trimestrali, in particolare sulla crescita (che segnalavamo essere troppo pessimistiche nella release di giugno). Il valore centrale dell’intervallo di stima è passato da -4,6% a -4,1% per il 2009 ed è tornato in positivo per il 2010 (a 0,2% da -0,3%). La stima per l’anno prossimo per la verità ci sembra ancora assai cauta (consenso di agosto: 0,6%, suscettibile di revisione al rialzo a settembre) e lascia ancora spazi di revisione nelle prossime release. Anche le stime di inflazione sono state riviste al rialzo sia pure in misura inferiore: la forecast per il 2009 è stata ritoccata di appena un decimo (da 0,3% a 0,4% sempre considerando il valore centrale dell’intervallo di stima) e quella per il 2010 di due decimi, da 1,0% a 1,2%. Il motivo sta nella risalita dei prezzi delle commodities (prezzo del brent a 78,8 dollari l’anno prossimo da 65,5 dollari stimato tre mesi fa), che peraltro avrebbe giustificato una revisione più significativa al rialzo, il che significa che nell’altro senso agiranno in misura significativa pressioni al ribasso sulle componenti core. I rischi allo scenario sia sulla crescita che sull’inflazione, come negli ultimi mesi, sono giudicati dalla BCE “bilanciati” (a nostro avviso i rischi principali rispetto allo scenario disegnato dalla BCE sono verso l’alto).
Trichet ha riconosciuto il deciso rallentamento in atto degli aggregati monetari e ha ripetuto il mantra affinché le banche rafforzino la propria posizione di capitale, eventualmente usufruendo delle agevolazioni concesse a tal scopo dai Governi nazionali. Circa la exit strategy, secondo Trichet quando l’attività economica migliorerà occorrerà ritirare le misure di stimolo. La correzione per la politica fiscale dovrà essere incentrata sul lato della spesa più che sulle entrate. Comunque, Trichet ha affermato che non è ancora il momento per una exit strategy.
In conclusione: la revisione alle stime di crescita e inflazione non giustifica affatto una “exit strategy” ravvicinata per la BCE. I membri del Consiglio Direttivo sono molto cauti circa la ripresa in atto e hanno giudicato che anche l’applicazione di uno spread sulla prossima asta a 1 anno potesse essere interpretata come un primo segnale di tightening. La comunicazione da Francoforte rafforza, quindi, la nostra view che i tassi resteranno fermi per un lungo periodo di tempo e che anche il ritiro delle attuali misure non convenzionali sarà assai graduale.
Analisi Weekly
a cura di: Intesa Sanpaolo S.p.A.






