Da seguire: – Aste – Tutta offerta a breve termine in Olanda e Francia, mentre la Slovacchia ….

riapre il 3,5% 03/2013.
– Cina – Il PMI manifatturiero è salito a 55,4, massimo degli ultimi 18 mesi.
Area Euro
– Il PMI manifatturiero dovrebbe confermare la stima preliminare a 50,7 a ottobre (primo valore espansivo dopo 16 mesi), da 49,3 di settembre. Non escludiamo rischi di una leggera revisione al rialzo. Oltre al recupero evidenziato dagli indici in Francia e in Germania, anche in Italia il PMI dovrebbe essere salito, tuttavia rimanendo in territorio recessivo, stimiamo a 49,4 da 47,6 precedente. I PMI segnalano che nel breve termine può continuare il rimbalzo in atto per produzione e ordini industriali, ma nulla ci dicono circa la sostenibilità di medio termine della ripresa.
Stati Uniti
– L’ISM del settore manifatturiero a ottobre dovrebbe salire a 53,2 da 52,6 di settembre
– La spesa in costruzioni a settembre dovrebbe essere invariata, dopo un aumento a 0,8% m/m di agosto.
I market mover della settimana
Nell’area euro la settimana è relativamente povera di market mover. Gli indici PMI verranno confermati in deciso miglioramento (ed entrambi in territorio espansivo per la prima volta dopo 16 mesi) a ottobre. Il PPI tonerà a calare a settembre; il trend resta quello di una lenta risalita dagli attuali livelli, che tuttavia riporterà l’indice su livelli positivi non prima della metà del prossimo anno. Le vendite al dettaglio dovrebbero rimbalzare a settembre, trainate dalla Francia, ma ancora non si vede una chiara tendenza alla ripresa dei consumi nell’eurozona.
La settimana è densa di dati ed eventi importanti negli Stati Uniti. Per quanto riguarda i dati di ottobre, gli indici ISM dovrebbero proseguire sul trend verso l’alto; l’employment report dovrebbe segnalare un nuovo aumento del tasso di disoccupazione a ottobre, ma una riduzione del ritmo di espulsione di occupati; le vendite di auto dovrebbero riprendersi marginalmente dopo il crollo di settembre. La spesa in costruzioni di settembre dovrebbe essere invariata. La riunione del FOMC non modificherà la strategia di politica monetaria. Con la revisione dello scenario macro, si potrebbero segnalare rischi verso il basso sull’inflazione 2010; il testo del comunicato potrebbe aumentare la flessibilità sul sentiero futuro dei tassi.
Scontato un nuovo rialzo dei tassi da parte della Royal Bank of Australia, da 3,25% a 3,5%. Si riunisce anche il Monetary Policy Committee della Banca d’Inghilterra, che lascerà i tassi invariati allo 0,5% ma potrebbe tornare a discutere di ampliamenti al programma di stimolo quantitativo e, probabilmente, anche decidere in tal senso.
Venerdì sui mercati
Il calo della spesa in consumi negli Stati Uniti e il fallimento di CIT (che pure era nell’aria da tempo) hanno esteso la fase correttiva degli indici azionari mondiali: S&P500 -2,8%, EuroStoxx50 -2,9%, Nikkei -2,3%. Netto ribasso per i tassi impliciti nei futures monetari, fino a 7pb sull’Euribor e a 12 sull’eurodollaro. Il dollaro risale marginalmente sull’euro, in linea con le usuali correlazioni di breve termine, ma rimane sopra 1,4700. La Cina ha segnalato che manterrà una politica monetaria accomodante e che un cambio stabile dello yuan è necessario per sostenere l’economia.
Area Euro
Secondo la stima preliminare dell’Eurostat, l’inflazione nell’area euro è rimasta negativa per il quinto mese consecutivo ad ottobre (-0,1% da -0,3% di settembre e dal minimo di -0,6% a/a toccato a luglio). Il dato è coerente con un aumento di 0,2% m/m dopo la stabilità di settembre.
Italia. I prezzi al consumo sono saliti in linea con le attese di 0,1% m/m a ottobre (secondo l’indice NIC) dopo essere scesi di -0,2% m/m il mese precedente. L’indice armonizzato, che tiene conto delle variazioni temporanee di prezzo, è salito di 0,5% m/m. Il dato è risultato esattamente in linea con le attese. L’inflazione annua è salita di un decimo per quanto riguarda l’indice nazionale (a 0,3% a/a) ed è rimasta stabile sull’armonizzato (a 0,4% a/a).
Italia. I prezzi alla produzione sono scesi di -0,3% a/a a settembre dopo il +0,6% m/m di agosto. A trainare verso il basso il PPI la componente energia (in calo di -1,9% m/m), al netto della quale l’indice sarebbe salito di un decimo.
Stati Uniti
La spesa personale a settembre è scesa di 0,5% m/m. Il deflatore dei consumi aumenta dello 0,1% m/m sia per l’indice totale sia per quello core. Il reddito personale resta invariato a settembre in termini nominali, con un calo di 0,1% m/m del reddito da lavoro. Il reddito disponibile è invariato in termini nominali. In termini reali, il reddito disponibile scende dello 0,1% m/m. Il tasso di risparmio risale da 2,8% di agosto a 3,3%.
Il Chicago PMI è salito a 54,2 a ottobre, da 46,1 di settembre
La fiducia dell’Univ. of Michigan (finale) a ottobre risale a 70,6 dalla rilevazione preliminare (69,4) che aveva registrato un calo di 4,1 punti rispetto a settembre.
Analisi Daily
Appendice
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Comunicazioni importanti
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– Aste – L’Italia colloca il nuovo BTP 4,25% 03/2020 per un ammontare di 4-5 mld, e riapre rispettivamente per 2-2,5 mld e per 1,5-2,25 mld il BTP 2,5% 07/2012 e il CCT 07/2016.
Area Euro
– L’operazione di rifinanziamento a 1 anno dovrebbe chiudersi con un’allocazione di fondi inferiore ai 442 mld dell’asta del 22 giugno, dato il miglioramento delle condizioni di mercato monetario e, soprattutto, il calo dei tassi a brevissimo termine che nel frattempo è intervenuto. La stima di consenso è di 135 mld. L’asta sarà condotta a tasso fisso e senza l’applicazione di uno spread sul refi.
– L’indice di fiducia economica della Commissione UE offrirà un quadro più completo sulla situazione ciclica nell’area euro. Il ritmo della ripresa sembra aver rallentato a fine estate stando alle indagini nazionali che hanno mostrato aumenti inferiori alle attese in Germania, Belgio e Olanda. L’indice sintetico è visto in salita a 81,8, da un precedente 80,6. Se confermato, il dato lascerebbe la media per il 3° trimestre a 79,5, da un precedente 70,2 coerente con una contrazione meno pesante del PIL nei mesi estivi.
– Italia. L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali è visto mantenere una crescita annua stabile a 2,1% a/a ad agosto. Si tratta di un deciso rallentamento dal picco di 4,3% a/a toccato a gennaio. Le retribuzioni contrattuali potrebbero rimbalzare lievemente fino a 2,8% a/a nei mesi autunnali, per effetto dell’applicazione di incrementi previsti, ma c’è il rischio di un successivo rallentamento sotto il 2% tra fine 2009 e inizio 2010, per via degli effetti ritardati dell’aumento in corso della disoccupazione.
– Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è vista in aumento per il sesto mese consecutivo a settembre. Stimiamo l’indice ISAE a 76,6, da 74,8 precedente. La fiducia è ormai in deciso recupero dal minimo di marzo (62), pur rimanendo ben al di sotto della media storica (88,2). Il dato sarebbe coerente con il recupero di fiducia visto negli altri Paesi europei. Confortante il fatto che, a partire dal mese scorso, il miglioramento abbia cominciato a riguardare le valutazioni delle imprese sugli ordini, mentre fino ad allora il recupero era guidato soprattutto dalla fase di decumulo dei magazzini.
Stati Uniti
– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a settembre dovrebbe salire a 55 da 54 di agosto. Nelle ultime settimane gli indici di fiducia non hanno segnalato nuovi miglioramenti: la fiducia dovrebbe oscillare nel range ristretto degli ultimi quattro mesi (47,4-54,8). Ad agosto l’indagine del Conference Board aveva registrato un ampio aumento della componente aspettative (+10,1), mentre quella corrente si era riportata solo sul livello di luglio (+1,6, a 24,9). Anche gli indicatori del mercato del lavoro erano migliorati ad agosto senza segnare nuovi massimi (a -40,9 ad agosto, risultato meno brillante che a maggio, a -38,1).
Ieri sui mercati
Le tensioni sullo yen hanno suggerito alle autorità monetarie nipponiche una correzione di tiro: Fuji ha affermato che gli attuali movimenti dei cambi sono “naturali”, ma che potrebbe agire se diventassero abnormi; in ogni caso, non ha mai sostenuto né uno yen forte, né uno yen debole. Il rimbalzo degli indici azionari ha brevemente riportato il cambio euro/dollaro verso 1,465, con massimi a 1,4680. Dollaro fra 89,5 e 90,6 yen, ampiamente sopra i minimi di 88,23 toccati nella notte fra domenica e lunedì. La sterlina, scesa fino a 1,576, in seguito è rientrata fra 1,5870-1,5960. Dollaro australiano sostenuto anche da voci di rialzo dei tassi a novembre e dicembre. Calo dei rendimenti sui titoli di stato, nuovamente più marcato sulle scadenze lunghe delle curve. Stabili i corsi delle materie prime, con moderati rialzi per il petrolio ($0,69 per la prima scadenza del Light Crude Future).
Area Euro
Germania. A settembre l’indice dei prezzi al consumo è calato di 0,3% m/m, più debole delle stime di consenso ma in linea con la nostra previsione. Sull’anno i prezzi al consumo calano di 0,2% /a e di 0,3% /a sulla misura armonizzata. La flessione dei prezzi è riconducibile al rientro delle pressioni sui prezzi delle benzine ed alimentari freschi. L’inflazione tedesca dovrebbe tornare positivada fine 2009.
Italia. La fiducia dei consumatori ha continuato a salire a settembre, battendo ancora una volta la più rosea delle previsioni. L’indice è così arrivato a 113,6 (da 111,8 di agosto), arrivando ai massimi da oltre 7 anni. Peraltro, il miglioramento riguarda più la valutazione sulla situazione economica generale del Paese che non la situazione personale degli intervistati, migliorata solo lievemente a 125,9 da 125. Continuano a salire (rimanendo comunque al di sotto dei massimi toccati a marzo) le attese sulla disoccupazione.
Stati Uniti
Il Chicago Fed National Index, l’indice composito del ciclo costruito sulla base di ben 85 diversi indicatori, è tornato a scendere ad agosto (a -0,90) dopo aver toccato a luglio (a -0,56) un massimo da gennaio 2008. Il peggioramento è dovuto principalmente agli indicatori sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione è salito di 3 decimi a 9,7%). L’indicatore è su livelli ancora recessivi ma segnala un deciso attenuarsi della recessione rispetto ai primi mesi dell’anno.
Giappone
L’inflazione ad agosto è scesa a -2,2% a/a; al netto di alimentari freschi l’indice scende a -2,4% a/a. La misura sottostante (ex energia e alimentari) segna -0,9% a/a. Anche i dati di Tokyo per settembre vedono ancora cali marcati.
L’indice di fiducia delle piccole imprese è salito a settembre a 43,5 da 41,8, in aumento continuo dai minimi di 24,9 di gennaio.






