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02/04/09 Oggi Riunione BCE-annuncio tassi (prev. Intesa Sanpaolo: tasso refi -50pb, a 1%)


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Analisi Daily

a cura di: Intesa Sanpaolo S.p.A.

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Da seguire:

Area Euro

– Pur non escludendo un taglio più contenuto (all’1,25%), riteniamo che la BCE possa portare il tasso refi all’1%. La decisione dovrebbe essere accompagnata da un restringimento del corridoio tra tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale e tasso sui depositi. La BCE potrebbe anche annunciare l’allungamento della durata massima delle aste attraverso le quali fornire liquidità al sistema bancario (a tasso fisso e per qualsiasi ammontare richiesto). Riteniamo probabile l’eventualità che la BCE decida presto un programma di acquisto sul mercato secondario di titoli di debito privato (probabilmente bancari), poco probabile l’annuncio di un programma di acquisto di titoli di Stato.

Ieri sui mercati

Dati macroeconomici misti nella zona euro e negli Stati Uniti. Tuttavia, i dati americani che deludono sono soprattutto quelli al traino del ciclo, mentre le indagini congiunturali (ISM), le vendite di auto e alcuni dati sulle costruzioni hanno sorpreso in positivo. I primi dati sulle immatricolazioni hanno confermato la ripresa delle vendite di auto in Italia e Francia. Indici azionari in aumento, marginale flessione per i future obbligazionari europei ma rendimenti in calo sulla curva UST grazie al riacquisto della Fed. Lieve arretramento dell’euro su dollaro e yen. Prosegue la flessione dei tassi Euribor: il trimestrale è calato a 1,498%, circa 1pb meno del giorno prima.

Area Euro

Germania. Le vendite al dettaglio sono scese a sorpresa a febbraio di -0,2% m/m da -0,9% m/m di gennaio (rivisto da -0,6% m/m). La variazione annua ha registrato una pesante contrazione, -5,3% a/a da -1,4% a/a precedente, di molto superiore al previsto (-1,2% a/a). Le vendite di auto (non incluse nell’aggregato) si sono impennate a febbraio (+11,9% da +3,8% m/m), attenuando decisamente la velocità di caduta rispetto a un anno prima (-0,5% a/a da -10,2% a/a).

La lettura definitiva dell’indice PMI manifatturiero di marzo dell’area euro ha mostrato una lieve revisione al ribasso da 34 a 33,9 (comunque in lieve ripresa dal minimo storico di 33,5 a febbraio). In calo in particolare le scorte sia di acquisti (a 36,8 da 37,6) che di prodotti finiti (a 45,2 da 45,5). Lo spaccato per Paese conferma il minor pessimismo delle imprese in Germania e Francia.

Italia. L’indice PMI manifatturiero italiano è sceso più del previsto a un nuovo minimo storico a 34,6 a marzo, da 35 di febbraio. Il calo ha riguardato in particolare le componenti occupazione (a 35,2 da 38,4), acquisti (a 44,1 da 47,3) e scorte di prodotti finiti (a 51,2 da 54,5 di febbraio). Migliorano le voci produzione ( a 32,8 da 30,6) e nuovi ordini (a 31,4 da 31).

A febbraio il tasso di disoccupazione dell’area euro è cresciuto più delle attese a 8,5% da 8,3% di gennaio (rivisto da 8,2%) tornando ai livelli di maggio 2006. La disoccupazione è salita di un decimo in Germania (a 7,4% da 7,3%) e Francia (a 8,6% da 8,5%), mentre si registra un aumento più consistente per i paesi colpiti dalla crisi immobiliare (in Spagna a 15,5% da 14,8% e in Irlanda a 10% da 9,3%).

Italia. In marzo le nuove immatricolazioni di auto sono salite a 214 mila unità, +2,4% a/a e +29% rispetto al mese precedente. Le vendite di auto crescono anche in Francia (+8,1% a/a), dove però risultano gonfiate da effetti di calendario (2 giorni lavorativi in più), mentre permangono deboli in Spagna (-39% a/a).

Stati Uniti

Secondo l’ADP, il calo degli occupati non agricoli del settore privato è proseguito a marzo a un ritmo anche più sostenuto rispetto a febbraio. Il calo di 742 mila unità stimato per marzo segue quello di febbraio di 706 mila (rivisto da – 697 mila) a fronte di un’aspettativa del consenso di -650 mila. Il dettaglio mostra una contrazione maggiore nei servizi (-415 mila) rispetto all’industria (-327 mila), di cui 206 mila nel settore manifatturiero. Come per il mese precedente risultano particolarmente colpite le imprese di medie dimensioni (-330 mila), seguite dalle piccole imprese (-284 mila)

I contratti di compravendita di case esistenti a febbraio sono aumentati del 2,1% m/m(-6,2% a/a). Gli aumenti sono concentrati nelle regioni del Nord-Est e del Midwest, mentre nell’Ovest si registra un ampi crollo (che però segue un modesto aumento a gennaio).

Migliora a sorpresa l’ISM manifatturiero di marzo a 36,3 da 35,8 precedente (consenso 35,8). Contribuiscono a questo risultato la maggior parte delle componenti ed in particolare le voci nuovi ordini (a 41,2 da 33,1), ordini inevasi (a 35,5 da 31) e scorte dei clienti (a 54 da 51).

La spesa in costruzioni scende meno del previsto (consenso: -1,7) a febbraio dello 0,9% m/m (-10% a/a) da -3,5% di gennaio (rivisto da -3,3% m/m).

Le vendite di autoveicoli sono cresciute da 9,07 mld (annualizzati) a 9,80 mln, superando le stime di consenso.

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