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02/03/09 Oggi verrà diffuso il dato sull’Indice ISM manifatturiero


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Analisi Daily

a cura di: Intesa Sanpaolo S.p.A.

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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La stima preliminare dell’Istat dovrebbe mostrare prezzi al consumo in salita a febbraio, di 0,2% m/m (con qualche rischio verso il basso), per la prima volta negli ultimi sei mesi. L’inflazione annua resterebbe stabile all’1,6% a/a. L’indice armonizzato, che incorpora le variazioni temporanee dei prezzi, potrebbe vedere una salita più contenuta (0,1% m/m, anche in questo caso con rischi verso il basso) dopo il calo di -1,7% m/m registrato a gennaio. Anche i questo caso l’inflazione rimarrebbe stabile all’1,4% a/a. Non è comunque terminato il trend di calo dell’inflazione, che dovrebbe toccare un minimo tra luglio e agosto.

– L’inflazione area euro è vista stabile all’1,1% a/a a febbraio (con qualche rischio verso l’alto). Nel mese i prezzi potrebbero essere saliti di tre decimi in quanto alla stagionalità sfavorevole tipica di febbraio si è aggiunto un (lieve) rimbalzo per i prezzi dei carburanti e della benzina in particolare. D’altra parte, la debolezza della domanda continuerà a creare pressioni verso il basso sui prezzi. Il trend per l’inflazione dovrebbe proseguire fino a un punto di minimo a inizio estate.

– La lettura definitiva degli indici PMI del settore manifatturiero a febbraio dovrebbe confermare la stima preliminare a 33,6 da 34,4 di gennaio. Mentre è migliorato marginalmente il dato tedesco, quello francese ha registrato un nuovo calo. L’indice PMI manifatturiero italiano è atteso in calo a febbraio a 35 da 36,1 guidato dal peggioramento delle componenti ordini sia dal mercato domestico che dall’estero.

Stati Uniti

– La spesa personale a gennaio dovrebbe essere aumentata di 0,5% m/m, il primo dato positivo dopo sei mesi consecutivi di contrazioni. Ciò è in parte risultato della variazione positiva dei prezzi e in parte effetto di una modesta ripresa dei consumi in termini reali. Il reddito personale dovrebbe registrare un calo di 0,2% m/m, alla luce dei pessimi dati del mercato del lavoro. Il reddito personale dovrebbe vedere però un contributo positivo del reddito non da lavoro grazie agli effetti dell’indicizzazione dei pagamenti previdenziali all’inflazione del 3° trimestre 2008. Il tasso di risparmio dovrebbe stabilizzarsi sui livelli molto elevati di dicembre.

– L’ISM manifatturiero dovrebbe mostrare un nuovo calo a febbraio, scendendo a 33,5 da 35,6 di gennaio. L’indagine a gennaio aveva registrato un miglioramento, ma i risultati di Philadelphia Fed e New York Fed danno indicazioni nuovamente negative. Le indagini regionali, infatti, hanno registrato marcati peggioramenti su tutte le componenti: ordini, occupazione e scorte dovrebbero essere su livelli più bassi rispetto a quelli di gennaio, anche se superiori ai minimi di dicembre. L’unico aumento atteso riguarda i prezzi pagati, in linea con l’andamento dei prezzi energetici e con le indicazioni delle indagini regionali.

– La spesa in costruzioni a gennaio dovrebbe calare del 2% m/m, segnando un’accelerazione nel ritmo di caduta. I dati di occupazione nel settore a gennaio hanno registrato un calo più ampio che nei mesi precedenti e le condizioni climatiche sono state particolarmente avverse. La spesa in costruzioni non residenziali dovrebbe contribuire negativamente alla spesa complessiva.

I market mover della settimana

Nell’area euro l’attenzione sarà catturata dalla riunione della BCE. L’unico market mover di rilievo in calendario è quello sul CPI di febbraio, atteso per lunedì, che stimiamo stabile all’1,1% a/a. Anche l’inflazione italiana è attesa stabile su base annua (all’1,6% a/a). Le vendite al dettaglio tedesche si confermeranno negative se calcolate includendo auto e benzina. La seconda stima degli indici PMI di febbraio dovrebbe confermare i nuovi minimi storici raggiunti dall’indice secondo la stima flash.

La settimana è densa di dati negli Stati Uniti. I segnali saranno univocamente negativi anche per il mese di febbraio. Le indagini ISM dovrebbero confermare le indicazioni delle indagini regionali, scendendo a febbraio dopo un erratico rimbalzo a gennaio. I nuovi occupati dovrebbero calare di -650 mila unità a febbraio, peggiorando ancora la contrazione vista a gennaio. Il tasso di disoccupazione dovrebbe ancora aumentare, salendo a 8%, da 7,6% di gennaio. Le vendite di auto dovrebbero vedere un miglioramento a febbraio dopo il crollo di gennaio.

Venerdì sui mercati

Nuova brusca caduta per gli indici azionari mondiali, depressi dalle notizie economiche negative (PIL Americano), dall’emergere di nuovi buchi ad AIG (i giornali parlano di conversione di crediti pubblici in partecipazioni azionarie per $30 mld) e altre notizie negative sul fronte societario. L’S&P500 ha chiuso sotto il minimo di novembre (741). L’Unione Europea respinge la richiesta ungherese di un piano coordinato di sostegno e mantiene l’impostazione dell’intervento caso per caso, sostenuta anche da Repubblica Ceca e Polonia. Questa mattina il fiorino ungherese si sta indebolendo rispetto all’euro, che a sua volta è sceso in area 1,25 dollari. Il dollaro, l’oro e i titoli di stato sono i principali beneficiari dell’aumento nell’avversione al rischio.

Area euro

La seconda stima dell’indice CPI area euro di febbraio ha confermato la stima preliminare a 1,1% a/a (da 1,6% a/a precedente). Nel mese i prezzi sono risultati in calo di -0,8% m/m (da -0,1% m/m precedente), ai minimi storici dall’inizio di rilevazione della serie. Inoltre, il CPI core è sceso a sorpresa all’1,6% a/a (da 1,8% precedente) ed è risultato in calo di -1,3% m/m (anche in questo caso si tratta di un minimo da quando viene rilevata la serie nel ’90). In media d’anno stimiamo un CPI a 0,8% quest’anno. I rischi su tale stima restano verso il basso.

A gennaio il tasso di disoccupazione nell’area euro è salito più del previsto a 8,2% da 8,1% di dicembre (rivisto da 8,0%), tornando ai livelli di settembre 2006. Per prossimi mesi ci attendiamo una crescita della disoccupazione che potrebbe anche avvicinarsi al 10% per la fine dell’anno.

Germania. I dati sui Lander hanno evidenziato una salita dei prezzi al consumo ben superiore alle attese a febbraio (0,6% da -0,5% m/m l’indice nazionale e 0,7% da -0,6% m/m l’armonizzato, il doppio delle attese). L’inflazione annua ha così rimbalzato a sorpresa all’1% a/a dallo 0,9% di gennaio. Se il petrolio non dovesse rimbalzare significativamente dagli attuali livelli, l’inflazione riprenderà un trend di calo e potrebbe anche approdare per qualche mese in territorio negativo in estate.

Stati Uniti

La stima del PIL nel 4° trimestre è stata rivista verso il basso molto più ampiamente di quanto atteso. La stima advance di -3,8% t/t ann. è stata portata a -6,2% t/t ann. ( -0,8% a/a) il calo più ampio dal 1982. La revisione verso il basso riguarda quasi tutte le componenti della domanda, ma è concentrata in larga misura sul contributo ampiamente ridimensionato delle scorte. Sulla base della revisione dei dati di fine 2008, la previsione per il PIL 2009 scende a -2,3%.

Il Chicago PMI risale,a sorpresa, a 34,2 a febbraio da 33,3 di gennaio, minimo dal 1982. Migliorano le componenti produzione (a 34,7 da 29,7), e ordini inevasi ( a 29,3 da 26,5). Calano invece pesantemente i sotto-indici occupazione (a 26,2 da 34,8) e scorte (a 33 da 38). La componente prezzi scende a 37,8 da 39,8. I dati restano ampiamente negativi e segnalano ulteriore peggioramento del mercato del lavoro a febbraio.

La lettura finale dell’indice di fiducia delle famiglie dell’Università del Michigan conferma sostanzialmente la stima preliminare a 56,3 (stima: 56,2) . Le valutazioni sulla situazione corrente peggiorano (a 65,5 da 67,1), mentre risalgono marginalmente le aspettative sul futuro (a 50,5 da 49,1). Salgono le attese di inflazione a un anno e a cinque anni, rispettivamente di 1,9% (da 1,6%) e 3,1% (da 3%). I dati confermano che lo scenario di deflazione strutturale rimane marginale.


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