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01/10/09 USA: L’ISM del settore manifatturiero a settembre dovrebbe salire a 54 da 52,9 di agosto


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Da seguire: – Aste – La Spagna colloca il nuovo Bono 2,3% 04/2013 per un importo di 3,5-4,5 mld. La Francia colloca fra 7 e 8 mld di OAT, ripartiti fra il 5% 10/2016, il 3,75% 10/2019 e il 6% 10/2025…..

0110 2009

Area Euro

– Germania – le vendite al dettaglio sono state molto deboli in agosto: -1,5% m/m, per un tendenziale di -2,6% a/a (luglio -0,8%).

– Il tasso di disoccupazione nell’area euro è visto in salita ad agosto al 9,6%, da un precedente 9,5%. Anche se la sorpresa dalla Germania introduce rischi verso il basso.

– Dovrebbe essere confermata la lettura del PMI manifatturiero di agosto al 49,6 in Germania e al 52,5 in Francia. Non escludiamo una lieve revisione alla media dell’area euro a 49,2 dalla lettura flash di 49,0, in particolare se i dati italiani dovessero mostrare un miglioramento.

– Italia. L’indice PMI manifatturiero è visto in aumento a 45,5 a settembre, da 44,2 di agosto. Il livello del PMI italiano resterebbe comunque il più basso tra i principali Paesi dell’eurozona (al di sotto anche di quello spagnolo).

Stati Uniti

– La spesa in costruzioni ad agosto dovrebbe aumentare dello 0,1% m/m. Il dato complessivo dovrebbe risultare da stabilità della spesa privata e aumento della spesa pubblica.

– Il reddito personale dovrebbe aumentare dello 0,2% m/m. La spesa personale dovrebbe aumentare a un ritmo sostenuto (+1% m/m) guidato dalle vendite di auto e dall’aumento del prezzo della benzina. Il deflatore dei consumi è atteso in aumento dello 0,4% m/m. L’aumento previsto per il deflatore core è dello 0,1% m/m.

– L’ISM del settore manifatturiero a settembre dovrebbe salire a 54 da 52,9 di agosto. Gli indici di attività regionali sono aumentati più del previsto a settembre, ma lo spaccato delle indagini era meno positivo, con ordini e consegne in calo rispetto ad agosto.

– Le vendite di auto a settembre dovrebbero mostrare un netto calo, a 9 milioni ann., da 14,1 milioni di agosto. I dati di settembre risentono della fine (il 24 agosto) degli incentivi alle vendite di auto che hanno gonfiato le vendite di agosto.

Ieri sui mercati

Area Euro

L’asta a 12 mesi a tasso fisso si è conclusa con l’assegnazione di fondi per 72,5 mld di euro all’1%. Il consenso era per un ammontare pari a circa il doppio. E’ probabile che la componente speculativa abbia giocato un ruolo meno significativo dato l’appiattimento nella struttura dei tassi monetari.

Italia. L’inflazione è salita di un decimo a settembre a 0,2% a/a sulla misura nazionale e di due decimi sulla misura armonizzata a 0,3% a/a. Sul mese i prezzi al consumo sono cresciuti di 0,6%m/m.

Italia. I prezzi alla produzione sono saliti più del previsto ad agosto, di +0,6% m/m dopo il calo di -0,6% m/m di luglio. Su base annua il PPI, dopo aver toccato un minimo il mese precedente a -8,6% a/a, è risalito a -7,8% a/a. Nel mese, la risalita dei prezzi è dovuta al comparto energetico, al netto del quale il PPI sarebbe salito di appena un decimo come il mese precedente.

Germania. Cala a sorpresa il tasso di disoccupazione a 8,2% da un precedente 8,3%. Ma l’Ufficio del Lavoro dichiara che si tratta di un effetto metodologico, in assenza del quale il numero dei senza lavoro sarebbe aumentato di 10.000 unità e non calato di 12.000. Ciò detto il peggioramento della dinamica occupazionale rimane contenuto se relazionato alla profondità della contrazione del PIL nella prima metà dell’anno.

Stati Uniti

La stima definitiva del PIL del 2° trimestre registra una revisione verso l’alto, con una contrazione di -0,7% t/t ann. da -1% t/t ann. della precedente stima. I dati riportano un miglioramento di tutte le componenti della domanda.

La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli del settore privato a settembre registra una contrazione di 254 mila posti dopo -277 mila del mese di agosto.

Il Chicago PMI ha sorpreso ampiamente verso il basso, ritornando sotto la soglia di 50 e scendendo a 46,1 a settembre da 50 di agosto.

Giappone

I risultati del Tankan sono nel complesso in linea con le attese: ampio miglioramento delle condizioni per imprese medio-grandi, aspettative ancora verso l’alto. L’indagine Tankan per le grandi imprese manifatturiere sale a -33 da -48 di giugno e l’indice aspettative migliora ancora a -21.

Analisi Daily

a cura di: Intesa Sanpaolo S.p.A.

Fonte: Intesa Sanpaolo S.p.A.


Appendice
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Da seguire:

– Aste – L’Italia colloca il nuovo BTP 4,25% 03/2020 per un ammontare di 4-5 mld, e riapre rispettivamente per 2-2,5 mld e per 1,5-2,25 mld il BTP 2,5% 07/2012 e il CCT 07/2016.

Area Euro

– L’operazione di rifinanziamento a 1 anno dovrebbe chiudersi con un’allocazione di fondi inferiore ai 442 mld dell’asta del 22 giugno, dato il miglioramento delle condizioni di mercato monetario e, soprattutto, il calo dei tassi a brevissimo termine che nel frattempo è intervenuto. La stima di consenso è di 135 mld. L’asta sarà condotta a tasso fisso e senza l’applicazione di uno spread sul refi.

– L’indice di fiducia economica della Commissione UE offrirà un quadro più completo sulla situazione ciclica nell’area euro. Il ritmo della ripresa sembra aver rallentato a fine estate stando alle indagini nazionali che hanno mostrato aumenti inferiori alle attese in Germania, Belgio e Olanda. L’indice sintetico è visto in salita a 81,8, da un precedente 80,6. Se confermato, il dato lascerebbe la media per il 3° trimestre a 79,5, da un precedente 70,2 coerente con una contrazione meno pesante del PIL nei mesi estivi.

– Italia. L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali è visto mantenere una crescita annua stabile a 2,1% a/a ad agosto. Si tratta di un deciso rallentamento dal picco di 4,3% a/a toccato a gennaio. Le retribuzioni contrattuali potrebbero rimbalzare lievemente fino a 2,8% a/a nei mesi autunnali, per effetto dell’applicazione di incrementi previsti, ma c’è il rischio di un successivo rallentamento sotto il 2% tra fine 2009 e inizio 2010, per via degli effetti ritardati dell’aumento in corso della disoccupazione.

– Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è vista in aumento per il sesto mese consecutivo a settembre. Stimiamo l’indice ISAE a 76,6, da 74,8 precedente. La fiducia è ormai in deciso recupero dal minimo di marzo (62), pur rimanendo ben al di sotto della media storica (88,2). Il dato sarebbe coerente con il recupero di fiducia visto negli altri Paesi europei. Confortante il fatto che, a partire dal mese scorso, il miglioramento abbia cominciato a riguardare le valutazioni delle imprese sugli ordini, mentre fino ad allora il recupero era guidato soprattutto dalla fase di decumulo dei magazzini.

Stati Uniti

– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a settembre dovrebbe salire a 55 da 54 di agosto. Nelle ultime settimane gli indici di fiducia non hanno segnalato nuovi miglioramenti: la fiducia dovrebbe oscillare nel range ristretto degli ultimi quattro mesi (47,4-54,8). Ad agosto l’indagine del Conference Board aveva registrato un ampio aumento della componente aspettative (+10,1), mentre quella corrente si era riportata solo sul livello di luglio (+1,6, a 24,9). Anche gli indicatori del mercato del lavoro erano migliorati ad agosto senza segnare nuovi massimi (a -40,9 ad agosto, risultato meno brillante che a maggio, a -38,1).

Ieri sui mercati

Le tensioni sullo yen hanno suggerito alle autorità monetarie nipponiche una correzione di tiro: Fuji ha affermato che gli attuali movimenti dei cambi sono “naturali”, ma che potrebbe agire se diventassero abnormi; in ogni caso, non ha mai sostenuto né uno yen forte, né uno yen debole. Il rimbalzo degli indici azionari ha brevemente riportato il cambio euro/dollaro verso 1,465, con massimi a 1,4680. Dollaro fra 89,5 e 90,6 yen, ampiamente sopra i minimi di 88,23 toccati nella notte fra domenica e lunedì. La sterlina, scesa fino a 1,576, in seguito è rientrata fra 1,5870-1,5960. Dollaro australiano sostenuto anche da voci di rialzo dei tassi a novembre e dicembre. Calo dei rendimenti sui titoli di stato, nuovamente più marcato sulle scadenze lunghe delle curve. Stabili i corsi delle materie prime, con moderati rialzi per il petrolio ($0,69 per la prima scadenza del Light Crude Future).

Area Euro

Germania. A settembre l’indice dei prezzi al consumo è calato di 0,3% m/m, più debole delle stime di consenso ma in linea con la nostra previsione. Sull’anno i prezzi al consumo calano di 0,2% /a e di 0,3% /a sulla misura armonizzata. La flessione dei prezzi è riconducibile al rientro delle pressioni sui prezzi delle benzine ed alimentari freschi. L’inflazione tedesca dovrebbe tornare positivada fine 2009.

Italia. La fiducia dei consumatori ha continuato a salire a settembre, battendo ancora una volta la più rosea delle previsioni. L’indice è così arrivato a 113,6 (da 111,8 di agosto), arrivando ai massimi da oltre 7 anni. Peraltro, il miglioramento riguarda più la valutazione sulla situazione economica generale del Paese che non la situazione personale degli intervistati, migliorata solo lievemente a 125,9 da 125. Continuano a salire (rimanendo comunque al di sotto dei massimi toccati a marzo) le attese sulla disoccupazione.

Stati Uniti

Il Chicago Fed National Index, l’indice composito del ciclo costruito sulla base di ben 85 diversi indicatori, è tornato a scendere ad agosto (a -0,90) dopo aver toccato a luglio (a -0,56) un massimo da gennaio 2008. Il peggioramento è dovuto principalmente agli indicatori sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione è salito di 3 decimi a 9,7%). L’indicatore è su livelli ancora recessivi ma segnala un deciso attenuarsi della recessione rispetto ai primi mesi dell’anno.

Giappone

L’inflazione ad agosto è scesa a -2,2% a/a; al netto di alimentari freschi l’indice scende a -2,4% a/a. La misura sottostante (ex energia e alimentari) segna -0,9% a/a. Anche i dati di Tokyo per settembre vedono ancora cali marcati.

L’indice di fiducia delle piccole imprese è salito a settembre a 43,5 da 41,8, in aumento continuo dai minimi di 24,9 di gennaio.

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