Da seguire: Area Euro – La lettura definitiva dell’indice PMI manifatturiero di maggio nell’area euro dovrebbe confermare la prima stima a 40,5 da 36,8 di aprile. Sia la Francia che….

la Germania sono viste confermare un apprezzabile recupero. Anche il PMI manifatturiero italiano è atteso in miglioramento a maggio, a 39 da 37,2 precedente, in linea con le indicazioni fornite dall’indice ISAE delle imprese manifatturiere.
Stati Uniti
– La spesa personale ad aprile dovrebbe essere in calo di 0,2% m/m. Il reddito personale dovrebbe calare dello 0,2% m/m, con un calo più marcato per il reddito da lavoro (dai dati dell’employment report), e una variazione positiva dei trasferimenti. Il tasso di risparmio dovrebbe salire ancora in misura significativa da 4,2% di marzo. Il deflatore dei consumi dovrebbe essere invariato sul mese (+0,4% a/a) e in aumento dello 0,2% m/m (1,9% a/a) per l’aggregato core.
– L’ISM del settore manifatturiero a maggio dovrebbe salire a 43 da 40,1 di aprile. L’indice ISM a maggio dovrebbe superare comunque la soglia di 41,2 che, se mantenuta per un certo periodo di tempo, rappresenta lo spartiacque stimato dall’ISM per una crescita positiva dell’economia nel suo complesso.
– La spesa in costruzioni a maggio dovrebbe tornare a scendere con un calo marcato, di -1,8% m/m dopo la sorpresa positiva di marzo (+0,3% m/m).
I market mover della settimana
Nell’area euro l’attenzione sarà catturata dalla riunione della BCE. Si attendono maggiori dettagli sulle operazioni di credit easing che la BCE ha annunciato voler intraprendere. La lettura definitiva degli indici PMI confermerà il recupero del mese di maggio. Il dettaglio dei dati sul PIL area euro mostrerà un contributo negativo da tutte le principali componenti in particolare con un forte calo di investimenti ed export. Sempre per l’intera area euro, le vendite al dettaglio dovrebbero mostrare un lieve recupero, ma la disoccupazione è attesa salire sopra il 9% ad aprile.
La settimana è densa di dati negli Stati Uniti. Per maggio, le indagini ISM dovrebbero proseguire sul trend verso l’alto, restando comunque sotto 50; le vendite di auto dovrebbero stabilizzarsi sui livelli deboli di aprile. L’employment report dovrebbe registrare un ampio aumento del tasso di disoccupazione a maggio e un calo di occupati circa in linea con quello di aprile. Reddito e spesa delle famiglie e spesa in costruzioni ad aprile dovrebbero essere in calo.
Venerdì sui mercati
Dollaro in flessione contro euro, yen e sterlina. Il cambio euro/dollaro ha toccato 1,4168 nel tardo pomeriggio, consolidandosi poi fra 1,41 e 1,4165 dopo aver saggiato una resistenza tecnica importante. Lo yen è arrivato fino a 94,64, ma ora ha corretto fino a 95,36. L’arretramento del dollaro, che favorisce anche l’apprezzamento delle materie prime (Light Crude $67,32), è associato a una chiusura positiva dei mercati azionari statunitensi, a un calo dell’avversione al rischio ma anche a netta flessione dei rendimenti obbligazionari. Sulla curva UST il movimento discendente dei tassi è stato più intenso sulle scadenze 10-30 anni, dove ha superato i 15pb. È circa il doppio rispetto al Bund decennale (-7pb). Spread Btp-Bund a 100pb. Da segnalare anche che il ritorno dell’Eonia sotto 1% ha consentito una marginale flessione dei tassi Euribor su tutte le scadenze (3m: 1,269%).
Area Euro
– La stima flash di maggio mostra uno stallo dell’inflazione Area Euro (0,0% a/a) da un precedente 0,6% a/a. Si tratta di un minimo nella storia dell’euro zona.
– La crescita media trimestrale di M3 è rallentata dal 5,6 al 5,2%, mentre il dato puntuale mensile scende da 5,0 a 4,9%.
– Germania. Le vendite al dettaglio al netto delle auto registrano ad aprile un rimbalzo dello 0,5% m/m dopo il calo del -0,4% m/m di marzo (rivisto da -1,0% m/m). Su base annua la variazione resta negativa con un calo del -0,8% a/a ad aprile che segue il -0,8% a/a di marzo.
– Italia. La prima lettura dell’indice dei prezzi al consumo armonizzato italiano registra +0,2% m/m a maggio dopo 0,6% m/m di aprile. Il dato si traduce in una variazione su base annua del +0,8% a/a da 1,2% a/a di aprile, circa in linea con le attese a +0,9% a/a. Valori analoghi per gli indici nazionali a +0,2% m/m da 0,2% m/m di aprile e 0,9% a/a da 1,2% a/a precedente.
– Italia. L’indice PPI italiano registra ad aprile un calo del -0,5% m/m da -0,7% m/m di marzo, in linea con le attese. Il dato si traduce in una variazione annua del -5,3% a/a da -4,6% a/a precedente.
Stati Uniti
– La terza revisione della stima del PIL del 1° trimestre ha portato la variazione a -5,7% t/t ann. (-2,5% a/a) da -6,1% (-2,6% a/a) della stima advance. La revisione è relativamente contenuta: le variazioni principali riguardano i consumi privati (a 1,5% t/t ann. da 2,2%), le scorte e le esportazioni. Per quanto riguarda i profitti delle imprese si registra una svolta in territorio positivo, con un aumento di 3,4% t/t (-18% a/a) nel 1° trimestre dopo un calo di 16,5% t/t a fine 2008: la maggior parte dell’aumento in Q1 deriva da utili del settore finanziario.
– Il Chicago PMI è caduto da 40,1 a 34,9. L’andamento negativo riflette la flessione degli indici degli ordini, nuovi e da evadere, nonché dell’indice di occupazione.
– L’indice di fiducia dei consumatori University of Michigan sale da 65,1 a 68,7, sostenuto da un giudizio più positivo sulle prospettive. Le aspettative di inflazione a un anno sono stabili a 2,8%, mentre quelle a cinque anni risalgono marginalmente da 2,8 a 2,9%.
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