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01/04/09 Oggi verrà diffuso l’Indice ISM manifatturiero americano


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Analisi Daily

a cura di: Intesa Sanpaolo S.p.A.

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Da seguire:

Area Euro

– Germania. Le vendite al dettaglio al netto di auto e benzina e a prezzi costanti sono sorprendentemente calate di -0,2% m/m, per una variazione tendenziale di -5,3% a/a.

– La lettura definitiva degli indici PMI del settore manifatturiero dovrebbe confermare la stima preliminare a 34 (febbraio: 33,5). Sia l’indice tedesco che quello francese dovrebbero confermarsi in ripresa. L’indice PMI manifatturiero italiano è atteso in calo a marzo a 34 da 35 di febbraio.

– La disoccupazione nell’area euro è vista crescere a 8,4% a febbraio da 8,2% di gennaio, a conferma di come la contrazione dell’attività economica stia cominciando a riflettersi significativamente sul mercato del lavoro. A febbraio è proseguito l’incremento del tasso di disoccupazione in Germania così come nei Paesi minori, in particolare in Irlanda (10,4% da 9,6% di gennaio). Stimiamo che il tasso dei senza-lavoro possa continuare a crescere per tutto l’anno, sino a sfiorare il 10% tra fine 2009 e inizio 2010.

Stati Uniti

– La stima ADP degli occupati non agricoli del settore privato a marzo è vista dal consenso in calo di 648 mila unità, dopo il -697 mila di febbraio.

– L’ISM manifatturiero a marzo dovrebbe salire a 36,5 da 35,8 di febbraio, con un’indicazione che il livello di dicembre dovrebbe essere il minimo per questa fase ciclica. Anche per l’ISM valgono le considerazioni fatte per il Chicago PMI: i segnali delle indagini regionali sono complessivamente favorevoli a una stabilizzazione/ripresa dell’indagine nazionale dai livelli di gennaio-febbraio. Anche la componente prezzi dovrebbe salire dopo due mesi di stabilità a 29.

– La spesa per costruzioni dovrebbe calare a febbraio del 2,5% m/m, dopo -3,3% di gennaio. Il calo dovrebbe riguardare tutte le componenti. Le costruzioni residenziali, nonostante il miglioramento dei cantieri a febbraio, devono ancora riflettere appieno il crollo dei cantieri nei mesi precedenti. Le costruzioni non residenziali private proseguiranno sul calo iniziato a fine 2008 e il settore pubblico continuerà a ridurre la spesa almeno fino a quando non saranno pienamente operativi i trasferimenti agli stati inclusi nel pacchetto fiscale di febbraio.

– Le vendite di autoveicoli a marzo sono previste in modesto aumento dai minimi di febbraio (9,1 milioni unità ann.) a 9,3 milioni. La domanda di auto resta schiacciata dalla restrizione del credito, dal peggioramento del mercato del lavoro e dal calo della ricchezza netta delle famiglie.

Giappone

– L’indagine Tankan è stata anche più negativa delle previsioni, con un calo a -58 per le grandi imprese manifatturiere (da -24 di dicembre e -36 aspettative per marzo) e a -31 per le grandi imprese non manifatturiere (da -9 di dicembre e -14 aspettative per marzo). Le aspettative per giugno sono solo di marginale miglioramento per le grandi imprese sia manifatturiere sia non manifatturiere (-51 e -30 rispettivamente). I piani di investimento per l’a.f. 2009 vedono un calo di 13,2% per le grandi imprese manifatturiere e di -2,4% per le grandi imprese non manifatturiere. L’indagine conferma lo scenario estremamente negativo dell’economia giapponese, che con il crollo del commercio internazionale ha perso il motore principale della crescita e difficilmente troverà nella domanda domestica un sostituto in tempi brevi. Ieri il primo ministro Aso ha annunciato che il governo attuerà un nuovo intervento fiscale, di dimensione ancora da definire con lo scopo di “evitare che l’economia collassi, (…) per proteggere l’occupazione e (…) per aumentare la competitività”. Fra le misure considerate ci sarebbe una riduzione delle tasse sulle donazioni mirate a incentivare il trasferimento di attività finanziarie intergenerazionale. Il pacchetto verrà discusso dopo il G-20..

Ieri sui mercati

Nonostante il rimbalzo degli indici azionari confermato anche questa mattina in Asia (S&P500 +1,31%, EuroStoxx50 +3,01%), la situazione non è tranquilla: il flusso di dati macroeconomici rimane molto negativo e la crisi finanziaria è troppo complessa per escludere nuove sorprese. Le curve dei titoli di stato presentano rendimenti in calo di -2/3pb sul Bund e -5/7pb sugli UST; lieve arretramento dello spread Btp-Bund, riallargatosi negli ultimi giorni sull’aumento dell’avversione al rischio. Futures Euribor in calo su tutte le scadenze. Sui mercati valutari, dove è ritornata la correlazione fra dollaro e avversione al rischio, il cambio euro/dollaro ha avuto un’oscillazione fra 1,3165 e 1,3342 e attualmente è vicino ai minimi; l’euro era riuscito inizialmente ad apprezzarsi nonostante i pessimi dati europei proprio grazie alla ripresa delle borse azionarie. Lo yen si è indebolito per la chiusura dell’anno fiscale è il crollo della fiducia fra le imprese nipponiche. Petrolio stabile dopo la caduta di lunedì.

Area Euro

Secondo la stima preliminare diffusa da Eurostat, l’inflazione area euro ha rallentato più del previsto a marzo, a 0,6% a/a dopo il lieve rimbalzo a 1,2% a/a di febbraio. Si tratta di un minimo storico da quanto viene calcolata la serie (1996). Il dato non sorprende considerato che è il risultato di valori di inflazione ben inferiori alle attese in diverse economie dell’area come Germania, Spagna e Belgio.

Italia. L’indice dei prezzi al consumo ha registrato a marzo un aumento di +0,1% m/m dopo il +0,2% m/m di febbraio, in linea con le attese. L’inflazione annua ha rallentato a 1,2% da 1,6% a/a precedente. L’indice armonizzato (che tiene conto delle variazioni temporanee di prezzo) è cresciuto su base mensile di 1,1% m/m (anche in questo caso in linea con le attese) da +0,2% m/m di febbraio; su base annua l’indice armonizzato ha rallentato a 1,0% da 1,5% a/a.

Italia. Le vendite al dettaglio hanno registrato un rimbalzo a sorpresa a gennaio, di +0,7% a/a da -2,1% a/a di dicembre (rivisto da -1,9% a/a). Le vendite nel mese hanno guadagnato lo 0,3% m/m, esattamente quanto perso a dicembre. Su base annua, la variazione è il risultato di un aumento nel settore non alimentare del +1,2% a/a a fronte di un calo delle vendite di alimentari (-0,3% a/a).

Germania. Il tasso di disoccupazione è salito più del previsto a marzo, a 8,1% da 8,0% di febbraio (rivisto da 7,9%). Il numero di non occupati è cresciuto per il quinto mese consecutivo di 69 mila unità dopo la variazione di febbraio di 50 mila unità (rivisto da 40 mila unità).

Stati Uniti

Cala, a sorpresa, il Chicago PMI di marzo. L’indice scende a 31,4 (minimo dal 1980) da 34,2 di febbraio, contro un’aspettativa al rialzo a 34,5. Scendono le componenti prezzi (a 34,1 da 37,8), ordini inevasi (a 21,3 da 29,3) e produzione (a 32,7 da 34,7), trascinata dalla crisi del settore auto. Migliorano invece i sotto-indici occupazione (a 28,1 da 25,2), scorte (a 34,9 da 33) e nuovi ordini (a 30,9 da 30,6).

La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board, dopo il crollo di febbraio, migliora a marzo risalendo a 26 da 25,3 (rivisto da 25), confermandosi comunque su livelli minimi della serie. Peggiora la valutazione della situazione corrente che scende a 21,5 da 22,3, mentre migliorano le aspettative future, a 28,9 da 27,3. Continua a scendere l’indicatore del mercato del lavoro, misurato attraverso la differenza fra “jobs plentiful” e “jobs hard to get”, a -44,1 da -42,3 precedente.

I prezzi delle case misurati con l’indice Case-Shiller per le principali 20 aree metropolitane sono scesi a gennaio del 2,76% m/m, 18,97% a/a. Tutte le aree registrano contrazioni da un minimo di -1,2% m/m per Charlotte, a un massimo di -5,5% m/m per Phoenix.

Le vendite nella settimana conclusa il 28 marzo sono aumentate dello 0,3% rispetto al mese precedente per l’indice ICSC e dello 0,2% per l’indice Redbook: anche il mese di marzo dovrebbe vedere consumi stabili o in modesto calo in termini reali, come a febbraio.



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