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Nel mese di giugno gli ETP hanno raccolto 11 miliardi di dollari su scala globale, trainati dai fondi a reddito fisso per 10,3 miliardi di dollari e dall’azionario statunitense per 7,5 miliardi...

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Wei Li, Head Investment Strategy EMEA di iShares (BlackRock)


parzialmente compensati da deflussi dall’azionario emergente per 4,8 miliardi di dollari ed azionario europeo per 4,7 miliardi di dollari   

Il reddito fisso ha contribuito per 10,3 miliardi di dollari portando la raccolta complessiva da inizio anno a 54,2 miliardi di dollari, trainati dai flussi verso i treasury statunitensi e corporate investment grade.

L’azionario statunitense ha continuato a registrare afflussi pari a 7,5 miliardi di dollari, alimentati da sostenuti risultati aziendali e dal taglio dell’imposizione fiscale.

Negli ultimi quattro mesi, l’azionario europeo ha registrato deflussi mensili tra i 5 e i 6 miliardi di dollari, a causa di una moderata crescita interna e dall'aumento dei rischi politici che hanno messo a dura prova i rendimenti.

Dopo cinque mesi positivi, le commodity hanno visto deflussi guidati dall'oro per 2,3 miliardi di dollari.

Wei Li, responsabile del team EMEA Investment Strategy di iShares (BlackRock), ha commentato le tre principali tendenze dei flussi degli ETP europei registrati nel mese di giugno 2018:

Mercati emergenti in perdita: Per l’azionario dei mercati emergenti si conferma il trend ribassista, con fuoriuscite per 2 miliardi di dollari nel mese di giugno. Dall’inizio dell’anno maggio era stato il primo mese con saldo negativo, ma il dato di giugno rappresenta il maggior deflusso mensile da dicembre 2014.

L'ultima volta in cui si è registrato un deflusso di tale entità dall’azionario si era verificata una tendenza analoga da parte degli investitori nel ridurre l’esposizione sia dall’azionario emergente che europeo, incrementando invece quella sugli Stati Uniti. Il sentiment negativo sui titoli azionari europei è culminato in quattro mesi consecutivi di deflussi per la prima volta dall'inizio del 2016. Le crescenti tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina hanno influenzato il sentiment di mercato e gli investitori probabilmente si stanno allontanando dalle regioni che percepiscono come più esposte ad un’intensificazione della querelle commerciale.

Tassi al ribasso: La raccolta di 514 milioni di dollari per gli ETP obbligazionari governativi nel mese di giugno, segue deflussi per 419 milioni di dollari del mese di maggio. Gli ETP obbligazionari governativi quest’anno hanno rappresentato l’esposizione al reddito fisso più favorita, raccogliendo 5,3 miliardi di dollari, quasi interamente verso la fine del primo trimestre.

A giugno, gli afflussi nei titoli governativi sono stati guidati dall'investimento in ETP obbligazionari governativi a medio termine (durata di 2-10 anni). La mancata propensione verso il segmento high yield è proseguita anche a giugno con ulteriori fuoriuscite di 130 milioni di dollari, portando a quota 1,8 miliardi di dollari i deflussi da inizio anno, con aprile unico mese positivo. Il cambiamento di trend relativo all’alto rendimento può essere attribuito all'aumento dei tassi negli Stati Uniti, che iniziano a offrire opportunità di rendimento più interessanti in altri segmento del reddito fisso, come ad esempio quello investment grade denominato in dollari.

Niente di sbagliato con gli Stati Uniti: gli investitori hanno continuato ad orientarsi nell’azionario statunitense nel mese di giugno per 3,2 miliardi di dollari, in linea con flussi consistenti durante tutto il corso di quest'anno. Ciò indica uno spostamento verso la "qualità", ossia società con crescita degli utili e provata generazione di cassa, caratteristiche annoverate da molte società statunitensi.

I flussi da parte degli investitori dell’area EMEA verso l’azionario statunitense sono stati costantemente consistenti, mentre i flussi domestici hanno registrato una maggiore irregolarità. Dal 2017 si registrano flussi in ingresso nel patrimonio in gestione negli Stati Uniti, nonostante la maggiore volatilità del mercato che ha avuto un effetto ribassista limitato. Nel secondo trimestre gli Stati Uniti sono stati l'unica tra le principali macroaree a registrare flussi positivi per 5,8 miliardi di dollari. L’azionario giapponese, emergente ed europeo hanno registrato deflussi per complessivi 12,5 miliardi di dollari.

Fonte: ETFWorld

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