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Il mercato degli ETF vive un momento di grande euforia. L’anno si è aperto con numeri record che migliorano gli eccellenti risultati fatti segnare nel 2017....

Antonio Sidoti, Director of Italian Sales di WisdomTree Europe

16 Maggio 2018  ETFWorld - Riproduzione Vietata in ogni forma anche parziale


ETFWorld:  Dal punto di vista del mercato quali tematiche pensate saranno privilegiate quest’anno dagli investitori e perché?

Antonio Sidoti: Ritengo che i mercati emergenti possano essere un buon punto di riferimento per la crescita azionaria, in particolare il mercato indiano. Una delle cose più importanti da capire sull'India è che si tratta di un'opportunità a lungo termine. La performance nei prossimi tre, sei o 12 mesi, o nell'anno 2018 per coloro che preferiscono pensare in anni solari, potrebbe essere piuttosto volatile, con forti movimenti al rialzo o al ribasso. Quelli che apprezzeranno maggiormente l'India come investimento tenderanno ad avere una parte dei loro asset con orizzonte temporale più lungo, guardando fino a 10 anni in avanti. Il caso dell'India in termini di investimenti è convincente. Il prodotto interno lordo (PIL) nominale può crescere a due cifre per il periodo di 10 anni che va fino al 2027.

L'andamento demografico potrebbe essere uno dei principali fattori trainanti dei mercati globali nei prossimi anni. Per coloro che cercano di incorporare questo tema nella loro asset allocation, vorremmo sottolineare che l'India è un mercato importante da considerare.

ETFWorld:   Dal punto di vista del prodotto abbiamo visto diversi temi sviluppati dagli emittenti durante gli anni fino ad arrivare agli ETF Smart Beta. Pensate che nuovi temi verranno introdotti o ci sarà solo un affinamento di quelli esistenti e con quale motivazione?

Antonio Sidoti:  Credo entrambi. Da un lato, vedremo l’arrivo di nuovi prodotti dato l’ingresso di sempre più emittenti sul mercato degli ETF per proporre diverse soluzioni e mostrare le loro capacità uniche al mercato in tutta la gamma di asset class. Dall’altro lato, l'offerta esistente sarà probabilmente migliorata in termini di share class disponibili – es. accumulo/distribuzione, copertura valutaria -.

ETFWorld:   Le previsioni parlano di un mercato degli ETF che dovrebbe raddoppiare le proprie dimensioni entro cinque anni. Tra cinque anni dove vedete il vostro posizionamento e quali misure pensate di attuare per mantenere una crescita pari o maggiore a quella del mercato?

Antonio Sidoti: In quanto pionieri e innovatori nel mercato degli ETF siamo pronti a guardare al mercato di oggi e di domani. In WisdomTree, facciamo le cose in modo diverso. I nostri fondi sono costruiti con metodologie uniche, strutture smart e accesso alternativo per fornire agli investitori il potenziale per reddito, performance, diversificazione e altro ancora. Ora, questo è smart beta. Ciascuno dei nostri fondi è progettato per ridefinire le modalità di costruzione di un investimento o di accesso a un paese o a un asset class.

Ogni ETF è strutturato in modo unico per offrire il potenziale per la performance, la gestione del rischio o entrambi. Combiniamo quelli che riteniamo essere i migliori elementi di investimento attivo e passivo per fornire investimenti a basso costo e gestiti in base al rischio.

ETFWorld:  L’arrivo di nuovi emittenti e la continua quotazione di nuovi ETF se da un lato esprime l’effervescenza del mercato, dall’altro rischia di rendere complicata la scelta degli strumenti sui quali investire. Cosa state facendo o farete per aiutare l’investitore istituzionale nelle proprie scelte?

Antonio Sidoti: Andremo a supportare gli investitori istituzionali con servizi di asset allocation e modelli di portafoglio. I modelli di portafoglio sono riequilibrati nell'ottica di mitigare il rischio attivo. E mentre gli aggiustamenti sono generalmente effettuati trimestralmente, o perlomeno su base annuale, i modelli di portafoglio possono essere riequilibrati per: contribuire a generare rendimenti potenziali; regolare le allocazioni che hanno registrato un drift significativo; implementare cambiamenti tattici per evitare i rischi derivanti da un evento di mercato significativo o da cambiamenti nell'ambiente di investimento.

ETFWorld:   La MIFID II è il grande tema del 2018. Con la piena attuazione della direttiva europea dovrebbero aprirsi all’utilizzo degli ETF anche soggetti del mercato finanziario che finora si sono tenuti a distanza da questi prodotti. Pensa che questo sarà l’effettivo punto di svolta per il mercato e come pensate di muovervi per cogliere le nuove opportunità che si apriranno?

Antonio Sidoti: Molte istituzioni finanziarie vedono nella MiFID II un inutile grattacapo, che costringe a cambiamenti indesiderati e burocratici. Nel Regno Unito l'euroscetticismo ha alimentato l'ostilità nei confronti della direttiva.  Ma per i provider di ETF, la MiFID II è un arbitro che gioca a loro favore, in quanto vieta ai consulenti finanziari di accettare incentivi per favorire un fondo rispetto a un altro, andando a beneficiare i modelli di business degli ETF senza commissioni.  Riteniamo che riforme normative come la MiFID II forniranno un supporto a lungo termine agli ETF anche se, l'esperienza del Retail Distribution Review (RDR) del Regno Unito che ha avuto un impatto simile su retrocessioni e sconti, dimostra che non daranno un impulso immediato, ma piuttosto un cambiamento nel tempo.

Fonte: ETFWorld - Riproduzione Vietata in ogni forma anche parziale

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